La storia ci ha oramai insegnato quanto le produzioni più piccole, quasi insignificanti, e indipendenti nascondano al loro interno titoli dalla straordinaria bellezza caratterizzati sia da una conduzione artistica fuori di testa, sia da una scrittura che tocca temi piuttosto importanti.

Knights and Bikes è esattamente uno di questi titolo, uno di quelli che è una gioia per gli occhi, un capolavoro di design e allo stesso tempo un pugno nello stomaco per tutti quei giocatori molto sensibili a certe tematiche.

Ma procediamo con ordine nell’analizzare questo piccolo gioiello targato Double Fine.

All’interno del gioco impersoniamo due bambine, Demelza e Nessa, dalla fervida immaginazione e dallo spiccato senso dell’avventura che vivono le loro giornate immaginando draghi, mostri e cavalieri e correndo all’aria aperta a cavallo delle loro prodi biciclette per combattere il male.

Demelza e Nessa sono quei classici bambini che vedono in un albero un mostro cattivo e in un frisbee un’arma letale e magica capace di sconfiggere le streghe.

Knights and Bikes si basa esclusivamente sull’infantilità e sulla semplicità di certi elementi di gioco: ecco che sentiamo le due ragazzine fare il rumore di una moto con la bocca mentre corrono, o le possiamo vedere curarsi semplicemente dandosi il cinque con una dolcezza inenarrabile.

Inutile girarci troppo attorno: vederle ci fa ritornare bambini, ci fa ritornare ad un’epoca oramai passata e ci immerge in una marea di dolcissimi ricordi.

Le due si conoscono durante una tempesta: Nessa sembra essere arrivata per caso e fa subito amicizia con Demelza che decide di ospitarla nella sua roulotte, felicissima di aver trovato una nuova amica a cui piacciono le avventure.

Ben presto scopriamo che il padre di Demelza è pieno di debiti e che da quando la moglie è morta è entrato in depressione, stato d’animo che si riversa tutto sulla figlia che decide di rifugiarsi nel suo mondo fantastico pur di non affrontare la realtà.

Il nostro viaggio è quindi quello della ricerca di un modo per salvare il padre dai debitori cercando di sconfiggere la corruzione cattiva attivando alcuni segni magici sulla spiaggia, che altro non sono che decorazioni del campo da mini-golf gestito dal padre di Demelza.

Knights and Bikes presenta un gamelay piuttosto semplice che si basa sulle abilità delle due ragazzine e che da il meglio di sé se giocato in cooperativa, rigorosamente locale (nonostante sia presente anche un on-line), visto che in singolo il continuo scambio fra personaggi attivi risulta abbastanza tedioso.

Il titolo è diviso in 6 giornata all’interno delle quali ci occuperemo di un compito particolare per la riuscita della nostra avventura esplorando di volta in volta le nuove location sbloccate che ci riserveranno generalmente dei puzzle ambientali piuttosto semplici, qualche nemico e qualche collezionabile.

Il combat system è decisamente basilare e prevede un classicissimo button smashing che però si amalgama perfettamente con quelli che sono i toni del gioco e con la sua particolarissima ambientazione.

La parte più alta del gioco la ritroviamo all’interno della sua conduzione artistica, sia nell’estetica che nella scrittura grazie ad uno stile originale e piacevolissimo che difficilmente potrebbe riuscire a non piacere a chicchessia.

Knights and Bikes è un gioiellino per gli occhi sia grazie ad un disegno molto particolare ed elegante, che ricorda da vicino i disegnetti di un bambino, sia per i colori molto accessi anche nelle zone più cupe che riescono a comunicare perfettamente i toni generali dell’opera.

Sulla scrittura raggiungiamo delle vette imponenti grazie ad uno stile che sembrerebbe essere molto semplice e sciocco ma che nasconde al suo interno un’importanza e un’imponenza che raramente possiamo trovare all’interno del medium.

Difficile riuscire a condensare l’altalena di emozioni che il titolo riesce a trasmettere al giocatore, specie per le tematiche molto delicate che vengono trattate, così come è molto difficile riuscire a concentrare in poche e semplici frasi quanto la bellezza del titolo riescano a tenerti sempre un sorrisone stampato sulla bocca, come quello di Demelza che, nonostante tutto, sembra continuare a voler urlare alla vita che lei è più forte.

Ad incorniciare il tutto abbiamo una colonna sonora da urlo, talmente bella che sarete spinti ad ascoltare giorno e notte il tema principale e a ricordare, con un certo rammarico che avete finito il gioco e che esperienze simili sono più uniche che rare.

Un altro centro per Double Fine che ha trovato nella prima opera di Foam Sword un capolavoro senza tempo che lascia ben pensare sul futuro di un team che ha dato prova di essere degno del suo lavoro.

Disponibile per PC (versione provata), PlayStation 4 e Xbox One.