Angeli e Demoni. Non stiamo parlando del celebre romanzo di Dan Brown, ma della lotta tra bene e male che ha visto diversi adattamenti in molteplici media, dalle canzoni, ai film, dai libri ai videogiochi. Uno studio polacco, ha deciso di portare sui nostri PC e console una di queste storie, ma qualcosa è andato storto nel farlo.

Il gioco è Devil's Hunt, per chi se lo stesse chiedendo, titolo sviluppato da Layopi Games ed in uscita in questi giorni su PS4, Xbox One e PC.

Partiamo dall'inizio. Devil's Hunt trae la sua storia da una romanzo di fantascienza polacco intitolato Equilibrium, scritto da un tale Paweł Leśniak. Purtroppo il testo non è disponibile ne in inglese, ne tanto meno in italiano, quindi è abbastanza complesso capire cosa sia stato cambiato nella trasposizione o quali elementi siano stati eliminati.

Di conseguenza dobbiamo basarci su quello che abbiamo visto giocando. Il titolo racconta la vicenda di Desmond Pierce, il classico figlio di papà americano. Villa enorme, macchina da corsa, fidanzata top model e padre a capo di una importante compagnia.

La vita di Desmond sembra andare a gonfie e vele, ma fin da subito qualcosa non quadra. Nei primissimi istanti di gioco ci troveremo catapultati in un vero e proprio incubo. Una città in fiamme invasa da demoni, che assalgono i civili a destra e a manca. Solo noi riusciamo a tenere testa ai nemici grazie a degli inspiegabili poteri.

Al momento del bisogno, infatti, le nostre braccia si trasformano, diventando parzialmente demoniache e con essere riusciamo ad ottenere una forza sovrumana ed alcuni poteri mistici, che sono in grado di fermare i nemici.

La situazione sembra essere a nostro favore. Con i nostri poteri riusciamo a sconfiggere persino un enorme bestia: il nostro primo boss, ma tutto d'un tratto ci svegliamo. Capiamo che era tutto un sogno e torniamo alla vita di tutti i giorni.

Desmond non è ben voluto dal padre, che gli recrimina numerosi errori e sbagli, non perdonandolo mai. Tra gli hobby del nostro eroe, c'è anche quello del combattimento alla Fight Club, a mani nude in un locale da quattro soldi, nella periferia di Miami.

Il nostro prossimo avversario è nuovo di questa zona e nessuno lo conosce. Al primo round tutto va bene, ma ad un certo punto una luce si accende nei suoi occhi, colui che si chiama il Segaossa non è al tappeto. Pochi pugni e siamo noi ad andare giù.

Se non bastasse, anche nostro padre era nel locale, umiliandoci ancora di più, non solo per aver combattuto in quel posto, ma anche per aver perso di fronte ai suoi amici. Già abbastanza giù di morale torniamo a casa e qui arriva il colpo di grazia: il nostro migliore amico insieme alla nostra fidanzata a letto insieme.

Desmond a questo punto non ce la fa più e prende la sua auto da corsa. Comincia a percorrere una strada, ad accelerare sempre di più. Una rabbia sempre più crescente si fa largo nel suo spirito, fino a quando... il ponte e poi la decisione.

La presa sul volante si fa prima più lenta, ma poi più forte. Un brusco movimento fa sterzare l'auto. Pochi secondi, un grido, uno stridore di ruote. Un tonfo in acqua. La vita di Desmond è volata via, ma non è la fine, è solo l'inizio. Il risveglio non è dei migliori. Ci ritroviamo su una spiaggia, ma non è terrestre. L'inferno è qui di fronte a noi.

Quello che abbiamo appena descritto rappresenta sostanzialmente l'introduzione al gioco. Anche se ammettiamo di averci messo molta più enfasi rispetto a quella necessaria. Il perché è presto detto. Di questa sensazione che avete provato voi leggendo, ne è colmo il gioco.

Probabilmente avrete crucciato la fronte leggendo l'introduzione alla trama, perché in effetti questa recensione iniziava a prendersi un po' troppo sul serio, iniziava a creare un pathos che di base non c'era, ma lo sta facendo nel modo e con i mezzi sbagliati. Esattamente quello che abbiamo provato giocando a Devil's Hunt.

Dal punto di vista della storia, Devil's Hunt parte dal classico cliché del ragazzo bello e dannato, nel vero senso della parola. Desmond si trova a dover fare un patto con il diavolo e ne diventerà un Esecutore. In sostanza farà quello che Cuphead e Mugman hanno fatto con Satanasso, vale a dire sconfiggere nemici in debito con lui, per poi portare all'Inferno le loro anime.

Intorno a ciò, la guerra tra angeli e demoni, in cui Desmond si troverà immischiato, ma lui fin da subito non verrà considerato come la classica anima dannata, ma il Salvatore o Distruttore. Perché? Bella domanda. Purtroppo nelle 8 ore di gioco, le domande si accumulano, le risposte senza senso anche ed un cliffhanger finale, purtroppo lascia l'amaro in bocca, per un titolo che forse si è preso troppo sul serio.

Ma almeno il gameplay, sarà buono? La risposta giusta sarebbe un “no, ma”. Quindi no, ma ci sono alcuni elementi che meritano attenzione. Il gioco si sostanzia in un action in terza persona, che cerca di ricalcare dal punto di vista dello stile grafico e di gameplay Devil May Cry, ma declinandolo in una sua idea molto particolare.

Le fasi di gioco in pratica si divideranno in due parti molto, ma molto nette. In primis abbiamo le fasi “esplorative”, nelle quali dovremo andare sostanzialmente dal punto A al punto B, seguendo un corridoio prestabilito. Desmond non potrà saltare, ma nonostante tutto potrà arrampicarsi di qua e di la, sebbene solo in punti ben precisi marcati da un indicatore ben visibile a schermo.

In questa fase, le strade alternative sono praticamente inesistenti, se non per alcune piccolissime deviazioni, che ci permetteranno di guadagnare anime necessarie a far evolvere il nostro personaggio. Sostanzialmente questa sarà la parte più debole dell'intero gioco e molte volte ci è capitato di premere con insistenza l'analogico sinistro per tenere attiva la corsa veloce.

A questa, si alternerà la fase di combattimento. Questi momenti saranno ben caratterizzati, in quanto i più delle volte entreremo in delle zone molto ampie ed in stile arena, dove si paleseranno i nemici da affrontare. Fino a quando non li avremo eliminati tutti non potremo proseguire.

Il nostro combattimento sarà composto di due tipi di attacco, uno debole ed uno forte, esperibili rispettivamente con il trigger destro ed il grilletto destro del pad, a cui combinare le mosse speciali. Queste ultime si apprenderanno grazie alle anime conquistate uccidendo i nemici e ad un basilare albero delle abilità e si potranno attivare in combattimento con i tasti X, Y e B.

Non mancherà una sorta di modalità berserk, che si attiverà dopo un certo numero di colpi assestati. Questa modalità ci renderà invulnerabili e ci permetterà solamente di fare smashing button sul pad, cercando di abbattere più nemici possibili nel breve tempo a disposizione.

Il gioco non prevede di bloccare la visuale su un nemico, ma sarà a telecamera libera e nel corso delle ore di gioco dovremo affinare la nostra precisione. Se non punterete con l'analogico gli avversari, i colpi potrebbero tranquillamente andare a vuoto. Preparatevi ad un po' di frustrazione, considerando anche la presenza di numerosi attacchi a distanza, che il più delle volte potrebbero finire da tutt'altra parte.

I nemici non sono vari. In sostanza ne abbiamo potuti vedere, nel corso delle 8 ore di gioco, solo una manciata, alcuni dei quali si ripetono praticamente fino alla fine del gioco.

Le boss fight non sono meglio. I nemici avranno dei pattern banali ed il più delle volte basterà corrergli intorno, premere il tasto dedicato alla schivata quando cercheranno di colpirci, in quanto questa azione ci renderà praticamente invulnerabili e anche qui spammare mosse speciali e attacchi.

Il “ma” detto prima sta nel fatto che, almeno in questi momenti di combattimento presenti in grande quantità nella seconda parte del gioco, difficilmente ne avremo a noia. Sarà ripetitivo, ma la progressione sarà talmente rapida ed il procedere della storia sarà talmente predominante, che ci passeremo sopra, venendo così traghettati fino alla fine del gioco. Sicuramente è poco, ma tenere attiva l'attenzione del giocatore fino alla fine, rappresenta un successo per gli sviluppatori.

Graficamente il titolo si presenta bene, ma sotto la maschera data dalle texture, si cela un mondo estremamente poco ottimizzato soprattutto sui sistemi non molto preformanti. Nel nostro caso abbiamo provato il titolo su un PC con GTX 1070 ed impostazioni al massimo: il risultato è un titolo scorrevole con alcuni vistosi cali di frame-rate solo nei momenti più concitati.

Basta però passare a PC appena meno preformanti, come una 870 per arrivare alla tragedia. Ovviamente il frame-rate sarà estremamente ballerino, ma la cosa che sconvolge è l'assenza di attenzione data dagli sviluppatori alle impostazioni medie. Ovvio che in un indie è difficile aspettarsi attenzione del genere, il problema è che il gioco si presenta e si atteggia come un tripla A. La grande enfasi dati ai particellari ed al post-processing rivela un gioco scialbo di texture e con glitch grafici ad ogni angolo.

Modelli e animazioni non sono migliori, ma sono accettabili. A salvarli è la recitazione dei doppiatori, che riesce a tenere botta per tutta la durata del gioco, fino ai titoli di coda. Anche la musica punk-rock riesce a tenere testa e ad accompagnare i nostri numerosi scontri tra inferno e Miami.

Cosa dire per concludere. Devil's Hunt è un titolo che rappresenta in pieno l'essenza di Desmond, se solo fosse stato meno arrogante e pieno di se, probabilmente sarebbe un piccolo gioiello. Le idee ci sono, ma nel giocarlo si sente la mancanza di finitura, si sente una storia che mette troppe cose sul piatto, si sentono un sacco di personaggi che non catturano l'attenzione del giocatore.

Di sicuro è un titolo che acquistato ad un prezzo budget potrebbe intrattenervi, ma senza porsi troppe domande e soprattutto saltando tutte le cutscene. Quel cliffhanger finale è la morte del cuore, non tanto per lo stacco in se, di fatto la morale che se ne trae è ridicola e superflua, ma quanto per le strade lasciate aperte ad un seguito, di cui importa veramente poco.

Disponibile per PC (versione testata), PS4 e Xbox One