Chiunque mi segue su queste pagine avrà iniziato a conoscere a pieno i miei gusti in termini di videogiochi e saprà benissimo quali sono le cose che più mi fanno girare le cosiddette così come tutte le cose che mi fanno entrare in un’estasi virtuale piena di poligoni, pixel e colori.

Aer: Memories of Old è forse la summa di tutto quello che adoro e detesto dentro ad una produzione videoludica, un prodotto genuinamente brillante, semplice, vasto, asfisiante, potente e incredibilmente acerbo. Uno di quei titoli che devi assolutamente giocare nella vita ma che ho avuto la sfortuna di provare in quella che credo essere una delle sue peggiori iterazioni.

Sì, parliamo della sua versione per Nintendo Switch, che oramai è per me una condanna per titoli che mi sono perso per strada e di cui approfitto, complici le proposte del buon Paolo, di recuperare sull’ibrida di Nintendo che, come sempre, non manca mai di stupirmi negativamente per questo genere di conversioni.

Certo, è bene non fare di tutta l’erba un fascio, e di dimostrazioni ne esistono a bizzeffe, come gli egregi lavori di Panic Button ad esempio, che sono riusciti a tirare fuori dal cilindro porting da capogiro, al netto di qualche “piccolo” sacrificio in termini di risoluzione ed estetica.

Per fortuna non sono mai stato un giocatore che da troppo peso a questo tipo di caratteristiche in un videogioco, pur non rifiutandole quando mi trovo dinnanzi a prodotti eccellenti anche sotto quel tipo di aspetto.

Per la sfortuna degli sviluppatori di Aer, invece, tali esempi di porting sopraffini (anche se pur sempre sacrificati) fanno sì che io non possa giudicare positivamente il loro lavoro per il titolo nella sua avventura sulla console di Nintendo poiché pur di mantenere l’incredibile comparto estetico del titolo, che oserei definire sublime, hanno sacrificato quella che è l’esperienza di gioco chiedendo alla povera console uno sforzo di cui, purtroppo, non è capace.

Ecco quindi che un gioco eccellente, che su altri lidi non mi sarei risparmiato di premiare con numeri da capogiro, si ritrova ad essere minimizzato dinnanzi agli evidenti e non trascurabili difetti che questo porting ha portato con sé.

Confesso di essere arrivato in fondo all’avventura, la cui durata è comunque piuttosto contenuta, solo perché il titolo è, a conti fatti, eccezionale nella sua narrazione e nella sua scelta di design, al punto da essermene totalmente innamorato e perso nel corso di tutta la sua durata.

Stranamente, e per fortuna aggiungerei, siamo di fronte ad uno di quei casi in cui l’eccellenza del prodotto è tale da riuscire a sopraffare, quasi, anche tutti i difetti presenti all’interno di una versione di gioco che, così come è presentata al pubblico oggi, non dovrebbe nemmeno esistere.

Ma di quali difetti stiamo parlando di preciso? Ovviamente dei più classici che ammorbano e distruggono produzioni di questo calibro da due anni circa, da quando gli sviluppatori si sono innamorati, giustamente, di una console che rende giustizia solo a chi i titoli ottimizzati per lei li sa fare sul serio.

Siamo di fronte quindi ad importanti cali di frame rate che riescono a rasentare il ridicolo in certe occasioni in cui è possibile persino contare il numero di frame presenti su schermo. Ma parliamo anche di rallentamenti più o meno costanti, a input lag pericolosissimo in alcune sezioni di platforming e a blocco delle animazioni, per qualche istante, quasi ad ogni salto all’interno del titolo.

Per fortuna il titolo contiene poche sezioni di platforming “vero”, e le poche presenti sono comunque piuttosto moderate, ma bastano per far capire immediatamente all’utente che il lavoro di porting è stato piuttosto mediocre e decisamente al di sotto delle aspettative.

Il fatto è che Aer: Memories of Old è un titolo così bello da vivere e da esplorare che si stringono comunque i denti e si va avanti, soprattutto se non si è in possesso di versioni più perfomanti del gioco che riescano a rendere giustizia a quello che gli sviluppatori hanno confezionato.

Sul gioco in sé c’è veramente poco da dire in più rispetto a quanto detto da Davide nella sua recensione presente sulle nostre pagine di cui non posso non consigliare la lettura.

Il consiglio è quello di giocare Aer, sì, assolutamente ma di evitare come, sempre, l’edizione per Nintendo Switch che rischia di compromettere un capolavoro che invece dovrebbe essere goduto pienamente da tutti.

Disponibile per Nintendo Switch (versione testata), PC, PlayStation 4 e Xbox One.