In quella che sembra essere una gamescom più pirotecnica del normale, il primo giorno è stato fin troppo pieno di contenuti. Nintendo Indie World, Inside Xbox, Stadia Connect ed infine l’Opening Night Live, vero e proprio main event condotto dall’istrionico Geoff Keighley, che è una sorta di ponte, una prova generale per i Video Game Awards che arriveranno tra qualche mese.

Da Nintendo non ci aspettavamo di certo le proverbiali bombe, sebbene l’Indie World è stato capace di catalizzare l’attenzione in almeno un paio di occasioni con dei titoli molto interessanti. Inside Xbox altalenante, è mancato il guizzo ma non di certo un evento sprecato. Molto male Stadia Connect, e molto bene invece l’Opening Night Live con tanti annunci veri ed il ritorno di Death Stranding con tanto di striminzito filmato di gameplay vero.

Purtroppo, tutta la lineup del Nintendo Indie World è stata divulgata in anticipo dal solito leak malandrino. Ancora una volta Nintendo of America è stata gabbata alla grande, come per l’E3 2019 (sebbene il reveal di Breath of the Wild 2 sia rimasto comunque segreto). Detto ciò sono stati confermati Superhot e Ori and the Blind Forest, che erano tra gli indie più di richiamo in arrivo su Switch.

In mezzo alle svariate decine di annunci spiccano The Touryst, nuovo lavoro di Shin’en che sembra essere un’avventura “turistica”, con tanto di negozi da visitare ed immersioni subacquee con mostri tentacolari. Interessante, ma non abbiamo visto troppo gameplay. Freedom Finger è invece uno shooter folle in cui si interpreta una mano volante, ed ogni oggetto può diventare una nuova arma o power up. Bonus per un cast di doppiatori niente male. L’altra piccola bomba è Hotline Miami Collection, ovvero i due cult di Dennaton Games pubblicati da Devolver Digital disponibili già da ora su Nintendo Switch.

Un evento su cui c’è onestamente poco da dire di negativo. Veloce, compatto e dritto al punto come ogni buon (buon, sottolineiamo) Direct sa essere.

La parte da leone dell’Inside Xbox l’ha fatta senz’altro Gears 5, che è il titolo di punta per il futuro recente di Microsoft ed Xbox One. Abbiamo visto la campagna e la modalità Orda, ed il lavoro di The Coalition è indubbiamente solido, ci sono pochi dubbi sul fatto che sarà un ottimo shooter.

Poi nuovi annunci per Xbox Game Pass, con Age of Empires: Definitive Edition, Stellaris, ma soprattutto Devil May Cry 5 che sono già all’interno del servizio. A seguire tanti filmati di gameplay, tra cui un interessante approfondimento di Empire of Sin con tanto di intervista a John e Brenda Romero. Lo strategico sembra veramente molto interessante, e paradossalmente uno dei titoli più meritevoli di attenzione, tolto Gears 5 ovviamente.

È mancata la grande novità. Si vociferava l’annuncio dell’acquisizione di un nuovo studio, e invece Microsoft se l’è giocata più in tranquillità ricordandoci che Gears 5 è ciò che i fan Xbox devono aspettare con ansia. Comprensibile, ma la stoccata alla gamescom poteva essere una gran mossa.

Da Stadia ci continuiamo ad aspettare delle cose che, anche stavolta, Google non vuole dirci. Ci saranno videogiochi tripla A in esclusiva? Cosa sta facendo Jade Raymond con il suo team? Quando sarà finalmente disponibile Stadia per tutti i tipi di utenti?

Non c’è stata una singola risposta a nessuna di queste domande. Ma abbiamo scoperto che Cyberpunk 2077 farà parte della lineup, così come Windjammers 2, Samurai Showdown e tanti altri titoli. In questo Stadia Connect abbiamo rivisto anche molti titoli già annunciati, ed è un problema aggiuntivo. La lineup è corposa, e questo è importante. Sviluppatori e publisher terze parti stanno abbracciando Stadia con tutte le migliori intenzioni.

Da Stadia dobbiamo ancora sapere quale sarà esattamente il target. Perché c’è una grande fascia di pubblico che è interessata senz’altro a Stadia, ma difficilmente il giocatore occasionale sarà sufficientemente solido sul lungo periodo. Non ci sono esclusive, non c’è IL grande motivo per desiderare Stadia. Un’occasione davvero sprecata, e la release dei primi Founder’s Kit di novembre è sempre più vicina.

Per chiudere la giornata, l’Opening Night Live è senz’altro l’evento più importante. Ci avevano promesso 15 world premiere, che come era facile immaginare non si sono rivelati quindici annunci inediti, ma semplicemente dei nuovi trailer di cose che già conoscevamo. In ogni caso, non sono mancate le sorprese.

Partiamo da SEGA ed il suo annuncio misterioso, che si è rivelato essere Humankind, un simulativo sviluppato da Amplitude Studios, il talentuoso team dietro la serie Endless. Altri annunci interessanti sono Kerbal Space Program 2 e Little Nightmares 2, completamente a sorpresa. Tra le altre notizie interessanti abbiamo anche MTG Arena in arrivo su Epic Games Store, così come le date di uscita di Iron Harvest e The Witcher 3: Wild Hunt per Nintendo Switch, rispettivamente 1 settembre e 15 ottobre.

Per la prima volta vediamo anche il trailer di annuncio di Disintegration, nuova IP sviluppata dal piccolo studio capitanato da uno dei creatori originali di Halo. Ovviamente non sappiamo molto, se non che ci sarà una corposa campagna ed un altrettanto corposa modalità multiplayer, proprio come è sempre stato Halo. Sicuramente una IP da tenere d’occhio.

Ma tutti aspettavamo Hideo Kojima e, trionfante come prevedibile, dopo cinque anni torna a Colonia per la gamescom, stavolta con Death Stranding. Vediamo due approfondimenti su Mama e Deadman, due personaggi della sempre più iconica quanto sfuggente cosmologia del gioco. C’è un grande spiegone di Guillermo del Toro sul ruolo dei feti, che dovrebbe chiarirci tutto ma in realtà non lo fa. Oppure sì. Vai a capire. Ma soprattutto il gameplay. Un nuovo, piccolo footage che verrà ampliato al prossimo Tokyo Game Show.

Ormai è già un meme che Sam possa urinare, così come il fatto che crescano funghi dove lo si fa. Assistiamo anche a quella che sembra essere in tutto e per tutto la consegna di una quest, con un sapiente taglio per nascondere quella che sarebbe stata una noiosa camminata. Oltre all’inevitabile citazione di Ludens, la mascotte di Kojima Productions, scopriamo che Geoff Keighley è una delle tante personalità presenti nel gioco. Baci, abbracci, saluti, applausi, giusto una cullata al bambino nel feto artificiale perché sì, e dopo un’altra reboante uscita di scena l’appuntamento è per il TGS.

Bilancio dell’Opening Night Live molto positivo. Praticamente una versione light dei The Game Awards, con annuncio meno sorprendenti. C’è stato sicuramente più gameplay qui che per buona parte dell’E3 2019. Ma, un evento che onestamente vorrei vedere all’apertura di ogni gamescom da ora in poi. Perché intrattiene, permette di concentrarsi su progetti minori fuori dal bailamme dell’E3 di Los Angeles, e soprattutto dà ulteriore lustro ad una fiera che lo merita.

Quello generale della gamescom, di bilancio, viene abbassato di qualche punto da uno Stadia Connect completamente fuori fuoco ed un Inside Xbox che, seppur piacevole, ha lasciato un po’ di amaro in bocca. Da rifare senz’altro, un primo giorno così della fiera di Colonia è senz’altro positivo e focalizza l’attenzione di pubblico e stampa. Bonus per Sony che, non contenta dell’attenzione di Death Stranding, alle ore 21 annuncia l’acquisizione di Insomniac Games.

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