Con l’arrivo sul mercato di Magic 2020 viene segnato un nuovo periodo per il gioco di carte collezionabili firmato Wizards of the Coast e, come spesso accade con le ristampe dei set base, un nuovo inizio.

Un nuovo set base su Magic è sempre legato ad un’espansione piuttosto importante per i giocatori dello standard che si ritrovano per le mani un buon numero di carte che sanno essere in formato per un bel po’ di tempo, ma non solo: generalmente vengono ripescate meccaniche e carte oramai persi nei formati “eterni” del gioco che possono ritornare, quindi, sotto nuova luce all’interno del blocco standard.

Con questo nuovo set base abbiamo avuto il piacevole ritorno delle cosiddette “scry land”, ovvero tutte quelle terre che alla loro entrata in campo permettono di profetizzare e abbiamo avuto un piacevolissimo ritorno delle Leyline e tutta la loro potenza.

Come spesso accade per i set base potremo godere del loro pieno potere solo fra qualche mese, con l’uscita della prossima espansione che porterà con sé la rotazione dello standard e l’uscita di scena di set come l’intero blocco di Ixalan il che “costringerà” i giocatori ad attingere a risorse attualmente non troppo importanti presenti all’interno del set base.

Infine, ma non meno importante, la ristampa di un set base comporta anche il fatto che carte come Costrizione possano continuare vivere nel corso degli anni grazie allo loro presenza costante proprio all’interno di set come Magic 2020.

Questo particolare set base è importantissimo per il gioco anche per un altro aspetto fondamentale che ha portato addirittura alla riscrittura di una parte del regolamento di gioco, quella che riguarda il mulligan, con l’ufficializzazione del “London Mulligan” diventato il nuovo sistema di mulligan ufficiale all’interno del gioco.

Se fino a qualche tempo fa eravamo abituati a rimettere le mazzo l’intera mano e pescare una carta in meno ad ogni iterazione (ed effettuare un profetizza 1 per aver scelto di non tenere la mano iniziale), oggi pescheremo sempre 7 carte e per ogni “giro” metteremo una carta in fondo al mazzo una volta avuta una mano soddisfacente.

Inutile dire che un sistema di questo tipo è abbastanza rivoluzionario per il gioco e cerca di ovviare ad uno dei grandissimi ed eterni problemi di Magic legato proprio alla mano iniziale e ai land drop nei primi turni.

Il nuovo mulligan ha già dimostrato una certa solidità oltre al fatto di aver donato una buona consistenza a tutti quei mazzi combo che finalmente godono di una seconda giovinezza all’interno del gioco.

In termini puramente di gameplay, Magic 2020 è riuscito, sorprendentemente, a stravolgere nuovamente il meta dando vita a nuovi archetipi, consolidandone alcuni vecchi e donando una certa freschezza e varietà sia nel formato standard che in quello limited.

Abbiamo visto l’ascesa di mazzi prorompenti come lo Scapeshift Combo, che ha ottenuto un buon risultato anche in un Pro Tour, o l’ascesa di nuovi archetipi aggro come l’Orzhov Vamp che hanno ottenuto buoni risultati in tornei decisamente importanti.

Per quel che riguarda i formati limited abbiamo a che fare con il solito sealed che continua ad essere infinitamente dipendente dalle bustine aperte e con un draft che in best of 3 dona il meglio di sé grazie al ritorno delle protezioni dai colori.

A differenza di altri set che abbiamo giocato nel corso dell’anno in cui il best of one (modalità su cui è basata la classifica su Magic Arena) era piuttosto interessante, con Magic 2020 andiamo incontro ad un best of one che spreca un po’ il potenziale del set intero che riesce a dare sicuramente il meglio di sé all’interno di partite in cui possiamo accedere al nostro side.

Questo rende, di fatto, lo scalare la classifica del limited molto meno divertente su Arena anche se resta comunque incredibilmente remunerativo.

Focalizzandoci proprio su Magic Arena non possiamo che fare ancora una volta i complimenti agli sviluppatori che continuano a supportare egregiamente il loro gioco con nuove idee e contenuti: con Magic 2020 abbiamo avuto l’introduzione del Pass di Maestria (una specie di season pass), che ci permette di ottenere un buon numero di ricompense fra skin, monete e bustine da ripagare completamente il suo costo e abbiamo avuto l’introduzione di qualche nuovo evento interessante che ci fa accedere a carte full-art o a skin particolarmente belle.

Il futuro del gioco non fa che continuare a prospettarsi aureo e ricco di sorprese, sopratutto con l’arrivo della prossima rotazione e con l’inserimento del formato Brawl ed esteso all’interno del client di gioco.

Per darvi un assaggio della potenzialità di questo set base abbiamo registrato un draft completo (draft e battaglie a seguire) in best of 3 con Stefano Da Rin, un noto giocatore italiano di Pauper che ha ottenuto diversi riconoscimenti nel formato che ci ha spiegato nel dettaglio i motivi dietro certe scelte di gameplay che ci hanno portato ad un buon risultato all’interno della nostra run.

Non vi resta che scaricare il client e darci dentro, quindi, perché, come al solito, ne vale la pena.