Summer Catchers è quella classica produzione indipendente a cui non daresti un centesimo ma che una volta installato e avviato ti prende al punto da farti chiudere all’interno del suo mondo fascinoso e regalarti una di quelle classiche esperienze meravigliose che ti saresti perso se avessi dato fede al tuo istinto.

Difficile riuscire a giudicare produzioni di questo livello, giochi che in effetti possono sembrare brutti e che, pad alla mano, non hanno poi tutto questo granché: meccaniche orribili, feeling da mobile e così via, che riescono però a lasciarti qualcosa di più rispetto ad un videogioco “normale”.

Summer Catchers è esattamente quel tipo di gioco che non sai perché stai giocando ma lo continui a fare perché nella sua incredibile mediocrità riesce a farti vivere un’esperienza unica che difficilmente potrai vivere su altri lidi.

Parliamo di un gioco che presenta un’estetica squisita con una meravigliosa pixel art incorniciata da una delle più belle colonne sonore che mi sia capitato di ascoltare negli ultimi anni: piacevole, azzeccata e decisamente ben inserita all’interno del contesto ambientale in cui vivremo la nostra avventura.

Ma che avventura ci offre di preciso Summer Catchers? È presto detto. Una ragazzina si sveglia sotto un cumulo di neve in mezzo ad una foresta che non conosce altra stagione che l’inverno e decide che vuole vedere l’estate così parte, a bordo di una motoretta di legno regalatole da un lupo, alla volta dell’oceano e della sua agognata stagione.

Il gioco offre un gameplay molto particolare che sembra essere confezionato ad arte per un dispositivo mobile ma che, con mia estrema sorpresa, non esiste su quel tipo di mercato per motivi decisamente ignoti visto che farebbe la sua fortuna proprio su un cellulare.

Su PC Summer Catchers offre il suo lato peggiore proprio per via del suo gamemaply molto minimale e votato ad un tipo di hardware decisamente differente da quello con un mouse e una tastiera (o gamepad, anche se con quest’ultimo siamo decisamente ai limiti del giocabile).

Quello che dovremo fare non è altro che viaggiare in una corsa infinita all’interno della mappa di gioco per completare determinati obbiettivi (raccogliere frutta, tagliare alberi e così via) al fine di giungere al “boss” di fine area e proseguire oltre verso l’estate.

All’interno della corsa la bambina si muoverà da sola e il nostro compito è semplicemente quello di selezionare un power-up fra i tre disponibili dal nostro zaino per far fronte alle diverse situazioni che troviamo davanti: quindi un salto per superare spuntoni di ghiaccio o cespugli spinosi, un paraurti per sfondare rocce e affini e così via.

La parte interessante è che noi, prima della corsa, compreremo questi power-up a seconda delle esigenze della run che andremo ad affrontare e questi appariranno a gruppi di tre in forma del tutto casuale durante la partita: capirete che a volte la fortuna potrebbe metterci lo zampino e far si che al momento del bisogno del salto noi potremmo avere tre paraurti e perdere rovinosamente.

Perché un gioco come Summer Catchers allora è un bel gioco? Con un gameplay di questo tipo, pensato appositamente per il mobile (non mi stancherò mai di ripeterlo), basato sulla fortuna più che sulla tecnica e con un livello di frustrazione tanto alto per alcuni game over, dovrebbe essere, di fatto, uno fra i titoli più brutti di sempre.

Eppure Summer Catchers funziona egregiamente e grazie ai suoi personaggi ben caratterizzati, alle “boss battle” di fine area così ben disegnate e grazie al suo comparto tecnico eccezionale, riesce ad entrare nel cuore di chiunque decida di dargli una qualche possibilità.

Non avrei scommesso un centesimo nel mio svegliarmi presto durante il weekend e sorprendermi a fare colazione davanti al monitor intento a completare un incarico dentro ad una run, così come mi sono sorpreso della mia bocca spalancata di fronte ai colori e alla musica di certi scenari.

Summer Catchers offre un livello di scoperta interessante ed intelligente con eventi casuali che possono apparire durante la nostra partita e che mantengono vivo e alto l’interesse verso il mondo di gioco regalandoci una sensazione di esplorazione unica nel suo genere se pensiamo che stiamo giocando ad un endless run.

Mi sembra quasi assurdo riuscire a consigliare una produzione del genere che, sono certo, farà impazzire chiunque possa decidere di farsi immergere in questo particolare mondo regalandogli una delle sue esperienze più belle di sempre all’interno di uno fra i titoli meno appetibili di sempre.

Davvero, dategli una possibilità. VI assicuro che vale il prezzo del biglietto.

Disponibile per: PC.