C’è una cosa che mi sono sempre chiesto da quando sono diventato consapevole dell’esistenza del porno su internet: ma quei giochetti che ci sono nelle pubblicità fra un video e un altro sono giochetti giocabili o sono solo “fuffa” il cui unico scopo è spillarci dei soldi?

Poiché mi piace dare risposte a certe domande, che sono sicuro vi siete posti anche voi senza avere il coraggio di cliccare su uno di quei banner, ho deciso che avrei dedicato un’intera settimana a fare click su ogni pubblicità che mi si fosse presentata davanti e dare un occhio all’offerta videoludica proposta.

Siete pronti? Perché stiamo per partire per un viaggio che ci porta alla scoperta dei “videogiochi pornazzi” come me li ha definiti Paolo in questi giorni e darà una risposta alla domanda iniziale,”ne vale la penE”?

Allora, è bene iniziare proprio dall’inizio, quindi da quelle tristi serate in solitaria a luci spente in cui sfogliamo il catalogo offerto dall’internet alla ricerca del trastullo di turno, così da prendere sonno.

Il mio catalogo da sfogliare prevede i classicissimi siti per adulti YouJ**z, XV****s, XH*****r e quei classicissimi sitarelli pieni di hentai perché mi fanno troppo ridere alcune storielle (sì, guardo spesso porno per la trama perché sono un bimbo speciale) come H***iH***n e H****e.

Partiamo proprio da questi ultimi, i primi che ho deciso di esplorare alla ricerca di qualche giochetto zozzo perché, spesso e volentieri, tali siti stringono vere e proprie partnership con alcuni sviluppatori che sono in qualche modo legati ai siti in questione.

Entrambi i siti sono parecchio affidabili, uno dei due ha addirittura stretto una collaborazione con il più noto Fakku, uno fra i più imponenti raccoglitori di fumetti hentai, quindi ho pensato che non ci fossero troppi pericoli a dare un’occhiata più da vicino alle pubblicità videoludiche presenti fra le loro pagine.

Con estrema sorpresa noto fin da subito che la quasi totalità dei giochetti pubblicizzati su questi due siti fanno parte della piattaforma Nutaku, un nome con cui avevo una certa familiarità poiché lo avevo visto scritto più volte in questo genere di banner.

Curioso mi sono informato un pochettino sulla piattaforma, che a prima vista sembrava parecchio interessante e piena di contenuti tanto da avere anche una sua versione Desktop dedicata e una per smartphone dalla quale scaricare direttamente gli .apk dei titoli in catalogo.

Un ottimo biglietto da visita. Scopro quindi che Nutaku nasce come publisher, assieme a Digital Media Mart, per giochetti hentai di stampo rpg per l’occidente, per poi crescere e diventare un raccoglitore delle più svariate produzioni indipendenti, e non, del settore.

Sulla piattaforma troviamo alcune fra le visual novel più apprezzate dagli amanti del genere e un numero esorbitante di giochini a tema rpg o carte con una varietà imbarazzante di gameplay, storie e design al punto che mi viene da chiedermi come diamine facevo a non avere mai avuto a che fare con i loro servizi.

Leggo che ad oggi Nutaku conta più di 9 milioni di utenti registrati che giocano attivamente ad una miriade di titoli. Decido di dare la possibilità a qualcuno di questi, ma non scarico il client Desktop (l’ho fatto in un secondo momento, tranquilli) ma scarico quello per smartphone poiché avevo intenzione di dare un occhio anche all’offerta mobile.

Su Nutaku ho provato una manciata di titoli: Cunt Wars, Booty Farms e Booty Calls anche se scoprirò solo più avanti che un buon numero dei titoli che ho provato fuori dalla piattaforma è incluso nella stessa.

La cosa che salta subito all’occhio, al di là dei fronzoli pornografici che caratterizzano tutte queste produzioni, è l’effettiva qualità del gameplay: al netto di un deisgn scopiazzato da produzioni più famose (nello specifico qui parliamo di Clash Royale, Farmville e Candy Crush), i giochetti funzionano e funzionano anche dannatamente bene tanto da avermi fatto perdere un numero impressionante di ore della mia vita giocherellandoci e provando a scalare qualche classifica.

Inutile girarci troppo attorno però, tali giochi sono obbiettivamente fatti male nonostante tutto: pessime grafiche, pessimi controlli e il tutto ha l’aria di essere molto raffazzonato e fatto tanto per spillare qualche soldino (ogni gioco ha quel classico sistema di energia o booster pack per spingere l’utente a spendere dindini sonanti).

Non avevate nessun dubbio vero? Eppure vi assicuro che se iniziate a giocarci qualcuno fra questi giochetti potrebbe riuscire a tenervi incollati per qualche ora sullo schermo e il motivo è piuttosto semplice. Non lo ritroviamo né nel gameplay né nelle donnine nude (a volte proprio pessime) quanto, invece, nella scrittura e nella trama.

Metto un attimo le mani avanti per sottolineare come anche la scrittura sia, in effetti, pessima ma che le idee sono a dir poco geniali, o almeno a me hanno strappato più di un sorriso o una grossissima risata.

I titoli in questione sono pieni di humor a tema pornografico, si inside jokes e di un imbarazzante numero di situazioni ai limiti del ridicolo giusto per dare una motivazione al nostro portagonista per l’assurda avventura che sta affrontando.

Si va da “Adam” che ha voglia di masturbarsi ma viene fermato da un esercito di zombie che gli spiega come trastullarsi fa perdere i capelli alla sexy campagnola che continua a riferirsi alle donne come oggetti e prodotti del tutto simili a quelli utilizzati per coltivare la terra.

La partenza nel gioco è sempre caratterizzata da un dialogo al limite del ridicolo con qualche donnicciuola, come la bella sirena che ci informa che si sta “toccando” perché finalmente la sua mafalda non puzza di pesce e che lei è qui, dopo aver stretto un patto con la strega del mare, per raccogliere il succo di micetta da riportare indietro (hai capito Disney? Andriella, si chiama così, è anche bianchissima e rossa).

Accantonata l’esplorazione di Nutaku ho iniziato a dare un occhio a quei browser game solitari scoprendo che qualcuno di questi è stato in effetti pubblicato da Nutaku ma che ha deciso di vivere anche di vita propria con il suo bannerino e altri che fanno un’esistenza solitaria.

Fra questi ultimi ho beccato l’ennesimo clone di Candy Crush (uno fra i generi più gettonati per questi giochini) in cui dobbiamo aiutare una fata intenta a trastullarsi in camera nostra perché deve salvare “il retto della regina delle fate che ha bisogno di bernarde umane” e uno investigativo in cui la parte core del gameplay è cercare gli oggetti di una lista all’interno di una stanza.

Ignorando il primo che di interessante ha solo la storia molto stupida (e le recensioni di un sito web che ci ha addirittura scritto un’intera guida con tanto di lore dei personaggi), mi concentrerei un attimo sul secondo, LustCase, forse il migliore di questa piccola carrellata.

Al di là del gameplay, che andava forte su samrtphone anni fa, mi ha colpito moltissimo l’impronta narrativa e la scrittura che, per la prima volta, non erano disastri imbarazzanti o pessime idee divertenti. I casi (ne ho fatti 5 in tutto) erano particolarmente avvincenti (nonostante fossero abbastanza pilotati), i personaggi estremamente interessanti e il gioco, in linea di massima, più piacevole del previsto.

La parte zozza è datata dalle poliziotte e scientifica mezze nude, dalle vittime e dai testimoni, nonché da dialoghi idioti del tipo “che belle tette che aveva la vittima, peccato”. Una sorpresa che mi ha spinto a non annoiarmi ed andare avanti nella ricerca.

Mi rimaneva da provare a cliccare su uno di quei banner che promette un gioco con grafica iper-realistica, sesso aggressivo e con frasi provocatorie del tipo “non riuscirai a resistere senza venire per più di un minuto giocando questo gioco”.

Nello specifico ho dato un occhio a Sex Simulator e “Uncnsored 3d”, due titoli che finalmente mi hanno regalato quello che immaginavo fin dall’inizio del mio viaggio: una truffa.

I “giochi” partono tutti e due con un sondaggio inutile di n domande con in background un sacco di immagini piccanti: le domande vanno da “scegli l’età preferita del tuo partner adolescente – milf -matura” (che poi non ho capito le risposte) a “chi vuoi scopare in questi giochi”.

I sondaggioni terminano entrambi con una schermata che ci chiede i dati personali (mail, nome, cognome, paese e compagnia bella) e… la carta di credito. Per amore della scienza, e spinto da una curiosità immotivata, ho iniziato la prova gratuita con una carta virtuale senza fondi all’interno (il gioco prometteva nessun tipo di addebito) per ritrovarmi… il nulla in mano.

Chiaramente il sito mi ha risposto picche perché non c’erano fondi sulla carta inserita e mi ha lasciato in un profondo sconforto: metto una carta con dei soldini dentro per vedere quanto è profonda la tana del bianconiglio o torno alla mia misera esistenza?

Dopo essermi accertato, tramite un paio di battute scambiate con la banca, di poter disattivare qualsivoglia di robaccia in abbonamento faccio un respiro e faccio una prova, mi piace il bianconiglio in effetti.

Come sospettavo è partito un abbonamento, che al momento della scrittura del pezzo è già stato troncato senza addebiti particolari sul conto (manderò dei fiori alla ragazza della banca con cui ho parlato per la cosa probabilmente) e sono tornato alla mia misera esperienza.

Povertà 1 – Curiosità 0, ancora una volta.

Sospiro, mi asciugo il sudore freddo e inizio a trarre le mie conclusioni di questo viaggio nel mondo dell’intrattenimento videoludico per adulti.

Il gioco vale la candela, almeno se ci si limita a Nutaku e affini e si evitano siti “scam” come gli ultimi due. Chiaramente si tratta di “immondizia” al netto di qualche visual novel estremamente interessante e bella come Everlasting Summer, che consiglio a tutti gli amanti del genere o a chi vuole farsene un’idea, ma nel complesso l’esperienza è positiva e adatta a qualche serata di birra e risate con gli amici.

Alla fine non sono altro che questo: giochetti per divertirsi a caso con qualche tettina in più. Io non mi sono ancora pentito del mio viaggio.