Sembrerà strano, ma ad ogni capitolo di Senran Kagura che arriva sul mercato io vado in brodo di giuggiole: sono innamorato, senza troppi giri di parole, della serie e non per i motivi che i più zozzoni fra voi possono immaginare, no.

Di Senran Kagura amo i personaggi, amo l’ironia dei dialoghi e la banalissima storia che sta dietro ogni titolo, così come amo il modo in cui, in ogni capitolo, gli sviluppatori riescano a fare centro ogni volta, con un gameplay completamente strampalato incorniciato da una scrittura talmente pessima da essere favolosa e con uno stile di gioco che lascia sempre interdetti.

E le tette sì, ci sono anche quelle: seni, fondo-schiena, ragazzine con abitini succinti pronti ad essere fatti a brandelli per mostrarci un’immaginetta erotica così povera di dettagli ma allo stesso tempo così perversa da stuzzicare le fantasie proibite di ogni maschietto che impugna il suo pad.

Senran Kagura: Peach ball non è da meno, anzi, riesce ad accentuare ogni singolo aspetto singolare della serie grazie ad una serie di dialoghi ai limiti dell’immaginale e grazie ad un gameplay su cui nessuno avrebbe scommesso per un capitolo di questa serie. Il flipper.

Ma in che senso “il flipper”? Che fanno ci mettono le donnine mezze nude nel flipper e gli urletti kawaii? Sì. E lo so, so che stavi scherzando, ma in effetti è proprio quello che accade dentro a questo gioco: prendono una tipina, una delle protagoniste della serie, la vestono poco, la infilano dentro ad un flipper e la fanno spogliare un po’ alla volta grazie alla pallina.

Ah, sì. La tipella che sta dentro al flipper è… in carne ed ossa. Sì, praticamente la prendono dalla sua quotidianeità, la infilano dentro alla “pinball machine” e la “massacrano” di palline pelose.

No, non sono pazzo e sì, questa è la trama di Senran Kagura: Peach Ball. E sì, ce le infilano davvero le donnine, ma ora vi spiego in che senso e perché lo fanno. Mica è un gioco fatto solo per drizzare gli stick analogici dei giocatori, cioè ha un suo senso ed è tutto giustificato. Davvero. Lo giuro.

Allora, c’è questa tipella, Haruka (una delle mie preferite nella serie “canonica”) che gestisce una sala giochi nella quale si stanno disputando le finali del torneo di Senran Kagura 5 al quale partecipano tutte le tipine sella serie.

Durante la finale succede questo pa-ta-trac e le ragazzotte si ritrovano trasformate in animali, che tradotto in Senran Kagura significa essere vestite con intimo peloso, orecchie da animale e code “fluffolole” e sinuose, ed iniziare ad emettere versi da animale e comportarsi da tali.

Sì, in Senran-Kagurese significa fare “miao miao” mentre ci si lecca e ci si palpa il seno: il comportamento che ogni anale ha in natura. L’altro giorno ho visto un documentario che… Lasciamo perdere.

Haruka ha quindi questa idea geniale: poiché è rimasto del cuore umano nelle nostre povere eroine selvagge, è possibile riportarle indietro “stimolandone dolcemente la mente attraverso delle vibrazioni”, cito testualmente.

Per farlo useremo questa pallina pelosa, la Peach Ball, che ha questo potere incredibile di fare cose se fatta vibrare. Sempre in quel documentario ne ho vista una uguale.

E come la fai vibrare una pallina? Con un flipper, ovviamente. Quindi prendiamo la tipa-animale, la infiliamo nel flipper, iniziamo a giocare con la pallina, facciamo spruzzi pazzi e altre amenità, il tutto contornato da urletti impressionanti, fino a portare a compimento tre “sexy challenge” (sì, è il loro vero nome) in cui dovremmo fare tanti punti colpendo cose a caso tipo carretti dei gelati, paperette di gomma, rane o trottole così da bagnare, stuzzicare, stimolare o svestire le ragazze.

L’ultima delle “challenge” prevede che si tirino palle pelose a profusione sui seni o sulle natiche delle ragazzotte e che poi si usino gli affarini del flipper per far sballonzolare le suddette così da avere la vibrazione suprema e salvarle da questo triste destino.

Sapete come vengono salvate? Strappando via l’intimo peloso che hanno addosso. Adoro Senran Kagura.

Il gameplay è il classico e noiosissimo flipper, al quale vengono aggiunge meccaniche erotiche del tipo il tilt che serve a disturbare la tipa e farle cambiare posizione “così da rendere più semplice farle aprire le gambe” (cito sempre testualmente), o colpire cose casuali tipo un elefante in una tazza per stordire la ragozzotta di turno e renderci più semplice il lavoro.

Sapevate che si può giocare a flipper anche con una sola mano?

Senran Kagura: Peach ball non offre nulla di più a livello di gioco e l’esperienza è anche piuttosto povera: avremo solo due flipper (in tre varianti differenti: mattino, pomeriggio e notte) e un mucchio di minioghi e missioni all’interno degli stessi così confusionarie che farete caso solo agli urletti e a lanciare la pallina su tutto quello che luccica.

Come ogni capitolo della serie viene offerta anche una modalità in cui possiamo vestire le tipe, creare composizioni mettendole nelle posizioni che vogliano e scattare delle incredibili foto da salvare, stampare e appoggiare sulla mensola in cucina: fanno sempre un figurone con gli ospiti.

Nonostante sia molto ripetitivo e nonostante la “zozzeria” alla base della serie, anche questo capitolo riesce ad essere, stranamente, divertente: un po’ perché i dialoghi sono sempre molto carini e scemi, un po’ per la leggerezza con cui si prende il gioco.

Senran Kagura: Peach ball è un passatempo niente male se proprio non avete niente da fare e volete farvi due risate con delle loli in lingerie pelosa, così come Senran Kagura: Peach ball è un must per tutti i fan della serie che troveranno nel gioco tutti gli elementi a cui sono piacevolmente abituati.

In soldoni? Meow Meow Meow Lick Lick Lick.

Disponibile per Nintendo Switch (versione testata) e PC.