Xbox Game Pass, EA Access e PlayStation Now sono tutti servizi in abbonamento che permettono agli abbonati di provare numerosi videogiochi a pochi Euro al mese, ma quanto può giovare agli sviluppatori questo tipo di business model?

Durante l'evento Gamelab tenutosi da GamesIndustry (riportato da Eurogamer.net), alcuni di loro hanno cercato di rispondere a questa domanda, tra cui il co-fondatore di Playdead Dino Patti.

"I consumatori vogliono il maggior numero di giochi possibile ed ovviamente non si può ottenere nulla gratuitamente, quindi è necessario trovare il prezzo giusto", ha affermato lo sviluppatore.

"Gli sviluppatori hanno bisogno di vedere il guadagno; parlo per me, ma penso che il modello di business del Game Pass sia giusto per gli sviluppatori".

L'ex-CEO di Paradox Interactive, Fred Wester, ha poi aggiunto che i fornitori di questi servizi dovrebbero stare più attenti al tipo di gioco che vogliono pubblicare: "Con Spotify, ti pagano a seconda di quante volte è stata riprodotta la tua canzone".

"Su Netflix, ti pagano una quota fissa a seconda di quanto il tuo prodotto vale. Queste sono due cose fondamentalmente diverse, ed è quello che si vede anche qui".

Wester ha descritto l'investimento nei giochi per servizi in abbonamento come una corsa all'oro: "Non ho mai visto nulla di simile nei miei 16 anni nel settore. Le persone buttano soldi in tutto, se oggi non puoi fare soldi nell'industria dei giochi, probabilmente non sarai mai in grado di fare soldi".

Voi cosa ne pensate di queste dichiarazioni? Fatecelo sapere con un commento.

xbox game pass

[wp_ad_camp_1]