Vedete, nonostante io abbia smesso di giocare a Pokémon GO da parecchio tempo non ho esitato troppo nel pre-registrarmi su Harry Potter: Wizards Unite, così come non ho fatto passare che una manciata di minuti fra il momento in cui mi è arrivata la notifica del titolo disponibile e quello in cui stavo seguendo il tutorial del gioco.

Non è che effettivamente io sia un fan di Harry Potter, lo sono stato, come tanti perché con lui ho iniziato a leggere pesantemente, mi sono affezionato al fantasy e alla magia e tante altre cose carine ma se qualcuno dovesse farmi qualche domanda che richiede una conoscenza approfondita della saga probabilmente non saprei rispondere.

La verità è che mi mancava Pokémon GO ed ero troppo orgoglioso per ammettere che Niantic aveva fatto passi da gigante con quel titolo e che era il caso di ritornare a gironzolare per la città a caccia di mostriciattoli tascabili, per questo non ho esitato a dare un occhio a Wizards Unite, perché mi mancava quella sensazione di “avventura” con cui ho passato l’estate di tre anni fa.

Avete presente no? Quel girare per strada, conoscere gente a caso che sta giocando esattamente come te, scambiarsi consigli, contatti, rivedersi per giocare assieme e tutte quelle cose incredibili e meravigliose che quel maledetto gioco era riuscito a fare.

Ecco, non è andata proprio così perché il gioco non ha avuto quel boom spropositato di Pokémon: ogni tanto vedo (attraverso la mappa) che qualcuno è in giro ma non l’ho mai incrociato davvero di persona, non ci ho ancora scambiato una chiacchiera e non l’ho visto imprecare perché un Molliccio è scappato.

Eppure continuo ad avviare il gioco quotidianamente, a giocherellare un po’ nel mio tragitto casa lavoro o in pausa pranzo, è capitato persino che una sera uscissi con la mia ragazza (l’ho convinta a scaricare il titolo) proprio per risolvere un po’ di pasticci magici o che uscissi con un amico per una birra e un paio di torri.

Sapete perché continuo a giocare ad Harry Potter: Wizards Unite nonostante manchi di tutta quella meravigliosa magia di cui era pregno Pokémon GO? Perché il gioco è, rullo di tamburi, bello.

Non seguo gli aggiornamenti di Pokémon da un pezzo oramai anche se so che il gioco è migliorato nel tempo diventando probabilmente qualcosa che oggi giocherei con molto più piacere ed interesse, ma l’impressione che ho con Harry Potter è che Niantic, fatto tesoro della sua precedente esperienza, sia riuscita a confezionare un gioco più maturo, ricco e profondo.

Ecco, il titolo ci si pone davanti direttamente con un canovaccio di trama: niente di troppo articolato o complesso. Semplicemente è successo qualcosa di strano e un sacco di robina magica di quelle carine è finita nel “mondo” dei babbani e rischia di compromettere l’esistenza del mondo magico.

Noi siamo collaboratori del Ministero della Magia che combattono questi pastrocchi (vengono chiamati Soqquadri) per cercare di riportare ogni cosa al suo posto.

Ancora, niente di che, ma è un “niente di che” che crea ambientazione, che da uno scopo al mio voler accendere il gioco e mi sentire “importante” quando riesco a completare le missioni che mi vengono assegnate dal Ministero.

Un po’ perché ho aiutato il mondo magico in questa missione molto importante, un po’ perché per ogni missione completata scopriamo un nuovo pezzo di storia e quindi ci avviciniamo al colpevole e un po’ perché, come tanti, ho sempre sognato di ricevere quella stramaledetta lettera da uno stramaledetto Gufo.

Ma come? Non avevo detto poco fa di non essere un fan di Harry Potter? Sì, si parla sempre e solo di nostalgia e di ricordi: colgo il 10% delle citazioni e delle cose “ganze” di questo gioco. Sono dovuto andare a cercare chi diamine è “Minerva McGonagall” e non mi sono offeso per la mancata possibilità di fare un test “alla Pottermore” per la scelta della casa.

Harry Potter: Wizards Unite è bello perché è capace di immergerti all’interno di un mondo magico pieno di cose strane e buffe in modo molto semplice ed efficace: grazie ad n espediente narrativo solido ed interessante e grazie ad una mole di cose da fare imbarazzante.

Che sia andare in giro semplicemente a visitare Locande e coltivare piante dal nome ridicolo nelle Serre, o che sia andare in giro per le torri per far vedere quanto siamo dei maghi con le Ricordelle quadrate, che sia per livellare la nostra professione o che sia semplicemente il voler andare in giro per risolvere pastrocchi, il gioco è capace di tenere incollati allo schermo (e allo stesso tempo alla città) in un modo fuori dal normale.

Ecco, Harry Potter: Wizards Unite ha semplicemente un difetto per quel che mi riguarda: manca della popolarità che dovrebbe (almeno da queste parti) che mi impedisce di avere a che fare con l’altro lato del gioco, quello in cui bevo una birra con uno sconosciuto mentre lanciamo Bombarde su un troll troppo cresciuto.