Vi ricordate quando, all’inizio dell’anno, pontificavamo su cosa potesse essere l’allora Dragon Ball Project Z, e su come speravamo che non fosse l’ennesima narrazione della storia di Dragon Ball Z? Invece, Dragon Ball Z: Kakarot è esattamente quello che non speravamo che fosse.

Va detto che un bel videogioco sulla storia di Dragon Ball Z non l’abbiamo mai avuto. Non un gioco con il fanservice, le citazioni ed i personaggi, oppure un titolo che provi vagamente a dispiegare un minimo di gameplay sensato: un vero e proprio bel videogioco, qualcosa da almeno 83 di Metacritic per intenderci.

Dragon Ball Z: Kakarot
Una rivalità che non ci stancheremo mai di farci raccontare.

Quindi, assorbito l’impatto, non è che l’idea di un’avventura incentrata interamente su Goku… anzi Kakarot non ci dispiaccia. Sappiamo per ora che l’unico protagonista sarà il sayan, ed intorno a lui sarà costruito il titolo. Niente cambio di personaggi, squadre di Guerrieri Z, né un vero e proprio open world in cui svolazzare esplorando le varie parti del mondo costruito da Akira Toriyama.

La notizia più golosa, però, è il fatto che Toriyama-san stesso ha assicurato che Dragon Ball Z: Kakarot avrà delle storie inedite. Precisamente, storie mai raccontate nei manga, delle backstory per l’esattezza, quindi qualcosa di dietro le quinte o avvenuto prima dell’inizio di Z. Considerato che Dragon Ball Z inizia con Gohan già nato e molto piccolo, cosa potrebbe essere interessante da vedere nel titolo?

In primis qualcosa che racconti il rapporto tra Goku e Chichi. I due si conoscono da piccolissimi, ricorderanno i fan, ed il loro matrimonio è frutto di una promessa fatta da Goku in gioventù che, con la sua solita ingenuità, l’adulto Goku mantiene sulla scia dell’ignoranza durante un Torneo Tenkaichi.

Non abbiamo mai realmente visto l’evoluzione della loro storia, se non qualche sporadico momento tenero nel corso della serie (principalmente durante una tragedia). Ora non è che Dragon Ball Z: Kakarot debba diventare una visual novel, ma qualche momento di vita vissuta tra i due sarebbe divertente. Magari una Chichi catturata da uno degli strambi dinosauri disegnati da Toriyama con Goku pronto a salvarla, cose del genere. Potrebbe anche fungere da tutorial, tra l’altro.

Dragon Ball Z: Kakarot
Raditz è un personaggio che non ha mai avuto troppo spessore, purtroppo.

Relativamente a questo, nemmeno la nascita di Gohan è stato un evento che la serie ha mai vissuto e su cui si è concentrata. Comprensibile, visto che non c’è niente di granché emozionante (nei termini di uno shonen avventuroso) nella nascita di un bambino, ma proprio intorno a questo evento potrebbe girare il prologo. L’annuncio di Chichi in dolce attesa, la reazione scomposta di Goku, ed una minaccia alla nuova famiglia come fulcro dell’inizio della narrazione.

Altre storie pregresse a Z? Beh, volendo seguire ciò che è successo con Dragon Ball Super: Broly, l’ultimo lungometraggio arrivato al cinema, in cui viene raccontata di nuovo la fine del Pianeta Vegeta e della razza sayan, qualcosa di interessante potrebbero essere i primi anni da guerriero di Vegeta.

Il principe sayan apparirebbe prima dell’inizio in pompa magna di Dragon Ball Z: Kakarot, per poi ricollegarsi al grande scontro con Goku che avviene successivamente. A proposito di sayan, ma soprattutto di Kakarot, anche Raditz potrebbe avere la sua occasione per essere al centro del racconto e dare qualcosa di più.

Ma in realtà la backstory è un retroscena, quindi paradossalmente si potrebbe raccontare qualsiasi cosa su qualunque momento della saga. Sono tanti i momenti in Dragon Ball Z che sono lasciati alla narrazione fuori campo, per non parlare dei tanti passaggi temporali. Ci sono le vicende di Goku nell’aldilà, gli anni prima della crescita di Gohan, Zarbon, Dodoria e la Squadra Ginew, i Kaioshin che hanno a che fare con Majin Bu e decidono di cercare guerrieri sulla Terra, e davvero tanto altro.

Dragon Ball Z: Kakarot
La saga di Freezer è molto lunga, piena di personaggi che potrebbero raccontare qualcosa di nuovo.

Tutto questo se Dragon Ball Z: Kakarot si prenderà la briga di allontanare i riflettori da Goku ogni tanto, e raccontare chi ha reso Goku l’eroe che tanto abbiamo amato/odiato.

La bellezza di Dragon Ball, così di come buona parte di ogni racconto con un forte protagonista centrale, è che il carattere del personaggio principale viene formato per buona parte dai suoi antagonisti, dagli amici, dagli amori e dagli insegnanti. I più grandi momenti di Goku in Dragon Ball Z sono frutto degli assist di altri personaggi.

Il sacrificio contro Raditz, da sempre l’atto più estremo e nobile di un eroe, voluto da un’idea di Piccolo; l’entrata in scena contro Nappa e Vegeta, che vediamo come guerrieri tremendi grazie allo scontro con i Guerrieri Z e rendono quindi l’ingresso di Goku come un intervento messianico; la morte di Crilin come innesco del Super Sayan; lo scontro con un furibondo Majin Vegeta per mostrare quanto Goku ami la battaglia e rispetti i suoi avversari (che peccato la rivelazione successiva sullo stadio del Super Sayan 3 già raggiunto…); ed infine l’assist di Vegeta per consentire a Goku di lanciare la Sfera Genkidama contro Kid Bu.

Anche se Goku vive del “complesso di Superman” ed è poco apprezzato da chi ama i protagonisti invincibili (come il sottoscritto) rimane comunque un grande eroe ed un personaggio immortale. Grazie soprattutto ai comprimari di qui si è circondato. Le backstory, quindi, dovrebbero raccontare loro, il loro punto di vista e come si sono comportati con Kakarot, e di come l’hanno reso un’icona senza tempo.