Baldur’s Gate III è uno degli annunci che più hanno suscitato clamore nel corso di questo E3, data la portata del marchio assente dai nostri computer sin dal lontano 2000.

Il titolo in questione fa parte di una serie di cRPG ambientata nei Forgotten Realms di Dungeons & Dragons e, in quanto tale, di proprietà intellettuale di Wizards of the Coast che in questo caso ha affidato la creazione a Larian Studios.

La casa belga ha bisogno di poche presentazioni, visto che è saltata alla ribalta nel mondo del GDR soprattutto grazie ai due Divinity: Original Sin, titoli che hanno il merito di aver tanto riportato in auge quanto svecchiato il genere stesso dei cRPG.

I primi contatti tra le due entità si ebbero già nel 2014 ai tempi del primo Original Sin, ma la casa americana decise di non procedere in quanto riteneva la scrittura dei belgi ancora acerba.

Tutto questo cambiò nel 2017, con l’uscita del seguito e con Wizards of the Coast che contattò direttamente i colleghi domandando loro un canovaccio per un eventuale Baldur’s Gate III.

Da allora sono passati due anni nei quali Larian Studios ha proceduto parallelamente su due titoli, con quest’ultimo che si è dimostrato essere il misterioso “Project Gustav” menzionato dallo stesso CEO Swen Vincke dopo l’uscita della versione Definitive Edition.

Ma a parte queste nozioni di base, cosa sappiamo realmente di Baldur’s Gate III? In realtà molto poco, in quanto il riserbo delle due case è assoluto, ma è indubbiamente possibile farsi un’idea.

Di sicuro l’ambientazione sarà quella della nota città e dei suoi dintorni e altrettanto sicuramente saranno presenti i Mind Flayer, del resto è ciò che si è visto nello spezzone presentato durante l’evento di Google e nelle stesse interviste è stato ammesso che la cinematica è tratta dal gioco, anche se “non è detto che tale evento si presenterà a tutti i player”.
Proprio quest’ultimo pensiero fa già intuire il fatto che il mondo di gioco sarà reattivo alle scelte dell’utenza, rendendo altresì possibile una buona rigiocabilità.

Le azioni del videogioco si svolgeranno circa un secolo dopo gli eventi dei due precedenti capitoli, anche se saranno presenti easter egg che rimanderanno ad eventi passati.

In attesa dell’uscita videoludica è in progetto anche “Into Avernus”, campagna da tavolo di D&D che fungerà da vero punto di incontro tra il titolo futuro e quelli passati.

Vincke ha inoltre paragonato la durata del gioco a quella di Original Sin 2, quindi possiamo aspettarci oltre 100 ore per una run, che possono arrivare anche a 120/130 in base alla difficoltà scelta ed al ritmo tenuto durante la campagna.

Il motore di gioco sarà una versione migliorata del Divinity Engine ed a creare le musiche sarà nuovamente Borislav Slavov (Crysis 2, Crysis 3, Ryse: Son of Rome, Knights of Honor, Divinity: Original Sin 2).

Oltre a questo sono noti i fatti che il gioco si baserà su Dungeons & Dragons V edizione, con regole opportunamente modificate in modo da rendere le meccaniche più interessanti su computer, che Larian Studios e Wizards of the Coast stanno lavorando a stretto contatto e che Baldur's Gate III uscirà tanto su Stadia quanto su PC (al momento confermate le versioni GOG e Steam) e non è da escludersi una futura versione per console.

Proprio la versione Stadia si rivela quella più “interessante” nel suo aspetto multiplayer, anche se Vincke non si è esposto più di tanto sul significato di queste parole, se non nel senso che stanno lavorando ad un sistema innovativo.

Tutto il resto è circondato da una impenetrabile aura di mistero, specialmente per quanto riguarda il sistema di combattimento che i più puristi vorrebbero in tempo reale con la possibilità di pausa tattica come per i vecchi capitoli.

Personalmente mi risulta difficile credere a questa soluzione e propendo più per un combattimento a turni, indubbiamente più adatta a trasporre su computer una campagna pen&paper come quella di Dungeons & Dragons.

Del resto è significativa proprio la scelta di Larian Studios come sviluppatore di Baldur’s Gate III: se Wizards of the Coast avesse voluto rimanere ancorata a ciò che erano i precedenti capitoli della serie, la scelta più logica sarebbe stata quella di affidare il lavoro per esempio ad Obsidian Entertainment, che con i due Pillars of Eternity è la casa che si è dimostrata più fedele al passato, mentre la SH belga ha preferito svecchiare il genere e renderlo più adatto ai gusti del giocatore odierno.

Anche l’edizione su cui si baserà il gioco risulta significativa nell’ottica della ricerca di un rinnovamento: indubbiamente Dungeons & Dragons V edizione è la più recente, ma è altresì quella che più si rivolge al grande pubblico e che rinfresca maggiormente una saga lunga ormai 40 anni.

Infine, anche la data o il periodo di uscita risultano sconosciuti, anche se è possibile immaginarsi una possibile pubblicazione per lo meno nella seconda metà del 2020, anche perché Larian Studios sta lavorando in contemporanea su Divinity: Fallen Heroes e risulta difficile pensare ad una pubblicazione dei due titoli a distanza ravvicinata.