Nel corso del fine settimana e un po' oltre mi sono goduto Assassin's Creed III HD Remastered, completo di un nuovo sguardo allo spin-off in origine per PS Vita Assassin's Creed Liberation HD.

Questo playthrough mi ha permesso di cimentarmi in una rimasterizzazione che non è perfetta, ma che riguarda uno di quei giochi che sai essere l'ultimo esponente di una stirpe di successo.

Naturalmente, la serie di Assassin's Creed non ha visto nel terzo capitolo il suo ultimo esponente di successo, avendo anzi ritrovato la propria verve in una vena ruolistica che ha abbracciato con Origins e approfondito con Odyssey.

Il mio riferimento è al fatto che AC3 sia stato il gioco che più di tutti ha chiuso l'arco narrativo per il quale era nato il franchise sotto la guida di Patrice Désilets.

Di fatto, la mano autoriale è sparita alla fine dello sviluppo di quell'episodio, e Ubisoft – legittimamente, avendo per le mani forse il primo vero Final Fantasy dell'Occidente – ha optato per il “turismo storico”, scarrozzando la saga da una meta all'altra nello spazio e nel tempo senza badare ad un corpus narrativo. Cosa che la trilogia originale faceva eccome.

assassin's creed iii

Ed è così, quindi, che abbastanza inaspettatamente mi sono ritrovato a rivalutare un gioco che al tempo non mi colpì granché, avendo già spremuto abbondantemente la formula con cui era nata l'IP e affidandosi a personaggi poco carismatici al cospetto dei predecessori (la cui eredità, va detto, era molto pesante).

Ciò non gli risparmiò il metascore stellare di 85/100, probabilmente dettato dal coinvolgimento del tempo, visto che a latere si è parlato di uno dei “capitoli migliori meno ispirati”, per usare un virgolettato simpatico che calza a pennello sulle intenzioni di questo articolo.

Venendo dalla mano che diede vita alla proprietà intellettuale, Assassin's Creed III risulta essere uno dei pochi AC d'alto tasso qualitativo a livello di scrittura.

Il colpo di scena iniziale, in cui dopo tre ore di gioco (tre ore!) ti viene detto in stile Metal Gear Solid 2 che il personaggio che hai interpretato fino ad allora non sta in realtà dalla tua parte e che il protagonista è un'altra persona, ha ancora oggi il suo impatto.

E, paradossalmente, rivela i suoi momenti migliori in termini di personalità, con un Haytham che ancora oggi trasuda carisma come pochi altri dei suoi colleghi, e ispira le premesse di un altro capitolo ben visto dalla community quale Rogue.

assassin's creed iii

In aggiunta, basta ascoltare alcune linee di dialogo nella porzione giocata col “vero” protagonista Connor per capire che c'è dell'ispirazione alle spalle.

Nel segmento principale, abbiamo a che fare con discorsi sul destino, sul razzismo e sullo schiavismo, con uno spaccato importante sull'epoca in cui veniamo calati ma anche sulla vita e sulla missione dell'eroe di turno.

Non si tratta semplicemente di servire un gruppo, gli Assassini, o almeno così non è per buona parte del gioco, e questo basta a differenziare AC3 dai suoi diretti eredi - e forse persino da Origins, che parla abbastanza blandamente di una vendetta famigliare che si perde nei meandri di un RPG vastissimo, e da Odyssey, che fa della sua dispersività quasi un pilastro e nonostante l'ambientazione accattivante non ha una trama particolarmente avvincente.

A ciò sommiamo anche il fatto che c'era un arco narrativo da chiudere, quello di Desmond, e quindi i legami con la materia originale erano ancora – seppur forse si iniziava a capire che si sarebbe trattato solo di un eco o poco più – se non fortissimi, perlomeno presenti. E quell'arco aveva appeal.

Quindi, da questo punto di vista, parliamo dell'ultimo grande Assassin's Creed, prima che la serie, per ritrovarsi, si fiondasse in un'altra realtà che in origine non le apparteneva se non marginalmente.

assassin's creed iii

Sotto il profilo del gameplay, cosa che notai anche con Syndicate successivamente, si cominciava ad avvertire l'esigenza di dare alle location esotiche selezionate per queste avventure il respiro che meritavano.

Se le storie e le narrazioni erano intriganti, infatti, il level design non andava di pari passo ed era anzi abbastanza limitante, pieno di tagli laddove avresti voluto poter interagire direttamente o schermate nere per coprire dei limiti che la tecnologia del tempo, e il genere in cui si innestava il gioco, non riusciva a sobbarcarsi.

Insomma, quei titoli lasciavano molto all'immaginazione, laddove c'era un input per una missione anche carina ma alla fine di giocato vero e proprio finiva con l'arrivare molto poco all'utente.

assassin's creed iii

Parlando della rimasterizzazione, invece, abbiamo un lavoro abbastanza altalenante da parte delle “officine” di Ubisoft. Girovagando in rete avrete notato sicuramente le polemiche scatenate dal trattamento riservato ai volti in questo Assassin's Creed III Remastered.

Non avendo i paraocchi, possiamo confermare che qualcosa è andato storto, e che non è la prima volta che qualcosa del genere succede (Batman: Return to Arkham aveva un problema simile). Per cui sarebbe il caso di iniziare a ragionarci un attimo.

Se nei remaster siamo abituati a vedere schiarimenti di ogni genere, con risoluzioni che vanno su senza badare troppo ai particolari, in questo caso c'è una sorta di lifting cui vengono sottoposti i personaggi, con facce che ne escono stiracchiate all'inverosimile e persino gonfie come se si fossero appena punti di botox.

Gli occhi spenti sono un altro segnale di un'operazione che non è andata davvero a buon fine, o che perlomeno si sarebbe suggerito di superare presso un altro chirurgo plastico.

Curiosamente, la problematica è più comune con i personaggi principali, quelli che com'è tradizione dei remaster vengono ritoccati maggiormente, mentre su buona parte degli altri l'effetto non si nota perché appunto non c'è stato un grande rimaneggiamento alla base.

assassin's creed iii

Ciò detto, però, va notato che il problema più grosso è il frame rate. Immaginavo si sarebbe sfruttata l'occasione per metterlo al suo posto laddove nell'originale avesse dei problemi, ma a quanto pare non si è riusciti a farlo, nonostante – apprendiamo – su PS4 Pro e Xbox One X non si sia neanche andati di 4K nativo.

Dapprima nei luoghi chiusi, dove pure si gioca raramente, ma più avanti anche all'aperto nelle sezioni di Connor, la cosa dà abbastanza fastidio perché limita e di parecchio la fluidità che l'arrampicata e i suoi tanti script vorrebbero convogliare.

Se finora abbiamo quasi scherzato sulla questione del lifting, qui siamo abbastanza seri e avremmo voluto vedere un impegno maggiore sull'argomento visto che l'occasione di una rimasterizzazione evidentemente non ricapiterà per questo capitolo.

L'aumento della risoluzione, comunque, ha portato con sé un livello di gradevolezza superiore rispetto all'originale per quanto riguarda le ambientazioni.

Specialmente all'aperto, con la maggiore definizione, ci si può godere delle location cui viene resa davvero giustizia (e con loro, l'ottima regia di Ubisoft Montreal) con tanta vegetazione, una bella illuminazione diurna e panorami corposi.

assassin's creed iii

Facciamo bene a ricordare che nel pacchetto è incluso anche il remaster di Assassin's Creed Liberation, spin-off pubblicato ai tempi per PS Vita. Ad oggi, rimane il solo episodio della saga ad avere un protagonista assoluto femminile, senza che questi debba spartirsi la scena con altri o sia sottoposto ad una scelta dettata dai gusti del giocatore.

Per i tempi, da una major videoludica come Ubisoft, una scelta piuttosto coraggiosa che ancora oggi paga e anzi rivela una certa modernità della saga in tal senso.

Peraltro, al di là di ogni considerazione, Aveline aveva carisma e una caratterizzazione molto interessante, calata appieno nel contesto della Louisiana schiavista a metà tra la povertà dei suoi ghetti e l'opulenza della classe agiata.

In quanto spin-off, Liberation sperimenta alquanto con la formula di Assassin's Creed per come lo conoscevamo. Ubisoft Sofia aveva inserito ad esempio una meccanica per l'utilizzo e il cambio dell'outfit dinamico presso alcuni “store” sparsi per New Orleans.

assassin's creed iii

In base al vestito indossato, si può avere accesso ad una maggiore dimestichezza nelle location da esplorare in pieno stealth, e ognuno di essi ha una barra della notorietà che noi con i nostri comportamenti contribuivamo a riempire.

Qui non ci troverete grosse differenze sotto il profilo della grafica ma potete stare tranquilli circa la godibilità dell'esperienza; non siamo di fronte ad un gioco con decine di anni sul groppone.

Se non lo avete mai provato per via della piattaforma d'origine, pur essendo già arrivato anche su PS3 e Xbox 360, questa potrebbe essere una buona occasione.

assassin's creed iii

Assassin's Creed III HD Remastered, pur pasticciando qui e lì, è un caso più unico che raro, in cui buono e cattivo si fondono in maniera singolare: il gioco ci ricorda come mai la serie abbia avuto così tanto successo, cosa abbia fatto per meritarselo, e perché avesse bisogno di svoltare per poter rimanere in vita fino ai giorni nostri. Se vi va di gustarvi un reminder di pro e contro dell'approccio della trilogia originale, valutatene l'acquisto al prezzo giusto.