Devo ammettere che quando Larian Studios ha annunciato di avere in programma Divinity: Fallen Heroes sono rimasto un po’ stupito, soprattutto per il fatto che il titolo in questione sia una collaborazione con un’altra casa indie, la Logic Artists, quando sino ad oggi i belgi non hanno mai sfruttato alcuna collaborazione, se non per creare le versioni console dei propri titoli.

Personalmente apprezzo tantissimo la serie Expeditions (tra l’altro acquisita a novembre 2018 da THQ Nordic) della software house danese, tanto dal punto di vista dei combattimenti a turni quanto da quello della narrazione, ma ammetto di essere comunque un filino in apprensione sul come e cosa questo titolo arriverà a portare sui nostri schermi e solo averlo sotto mano potrà farmi eventualmente emettere un sospiro di sollievo.

Che potesse esistere un progetto simile era comunque nell’aria già dall’uscita di Divinity: Original Sin II e, infatti, nella recensione di tale gioco ho candidamente ammesso che mi aspettavo in futuro un titolo collegato ad esso, soprattutto a causa di alcune esche gettate qua e là nei dialoghi, specialmente quelli avuti con Malady.

Quel che sappiamo sino ad ora di Divinity: Fallen Heroes è che non si tratterà di un vero e proprio RPG come da tradizione belga, ma sarà più il figlio di uno strategico a turni e di un GDR, una specie di rivisitazione in meglio di quello che fu Divinity: Dragon Commander, in cui la parte di ruolo era dedicata esclusivamente alle interazioni con i personaggi presenti sulla aeronave.

La stessa casa belga ha ammesso di avere avuto in mente esattamente questo titolo, loro spina nel fianco per il poco tempo che sono riusciti a dedicarci (ricordo che la versione fisica prevedeva anche una versione tabletop del gioco stesso), quando hanno allungato il proprio motore a Logic Artists.

Divinity

Dopo diverse idee presentate dalla casa danese, l’ultima in ordine di tempo è risultata essere quella vincente, che ora è divenuta Divinity: Fallen Heroes. Esso rappresenta inoltre il settimo capitolo in totale della saga e, temporalmente, si può posizionare appena dopo gli eventi di Original Sin 2.

Sarà inoltre interessante comprendere come questa nuova narrazione riuscirà a rientrare nel “canone” di Divinity. Indubbiamente sappiamo che il divino Lucian è tornato a Rivellon (è stato mostrato nella demo al PAX East degli ultimi giorni), ma il titolo Eroi Caduti sembra indicare che non è tutto così semplice per gli origomanti, forse lo stesso misterioso potere è oramai definitivamente disperso, ma questa al momento è una supposizione personale.

Questa nuova opera ci vedrà solcare i sette mari di Rivellon come capitano della Lady Vengeance e avremo alle nostre dipendenze tutti e sei i personaggi dell’origine che abbiamo avuto modo di conoscere nell’ultimo capitolo (Bestia, Fane, Ifan, Lohse, Principe Rosso, Sebille) più la mezzo demone Malady, possibile vero fulcro delle attuali vicende.

La nostra nave risulterà anche upgradabile in vari settori, sebbene attualmente non si sappia come questo influenzerà le nostre partite o le nostre scelte.

Molto interessante risulta anche il fatto che innanzitutto potremo decidere quali missioni portare avanti e, tanto il loro successo quanto il loro fallimento, avranno a loro volta una ripercussione diretta sul prosieguo delle vicende, fatto che fa ben sperare sulla rigiocabilità stessa del titolo.

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Persino il rapporto con i propri compagni è stato tenuto in considerazione più che in passato, in quanto influirà direttamente sul loro rendimento in campo, senza contare che ognuno di loro possiederà un personale albero delle abilità.

Secondo lo stesso CEO Swen Vincke, inoltre, si è tentato di evitare il più possibile il grinding selvaggio e la creazione di missioni identiche tra di loro: “gioco molti titoli tattici e nella maggior parte si passa il tempo a grindare perché essenzialmente c'è una mancanza di diversità e finisci quindi a fare sempre le stesse cose. Una delle nostre idee di base è stata quella di evitare tutto questo. Io voglio veramente giocare un titolo nel quale storia e scelte siano importanti, ma al contempo non voglio che la mia esperienza sia continuamente ripetuta”.

Il motore, come già accennato, sarà ancora il Divinity Engine, quindi dal punto di vista della grafica e dell’UI ci si può aspettare una forte somiglianza a Divinity: Original Sin 2, ma già sappiamo che sono stati aggiunti nuovi terreni e molte nuove skill con cui sviluppare le nostre truppe.

Le immagini che sono trapelate in questi giorni mostrano oggetti ripresi in gran parte dall’ultimo titolo, ma lo stesso Vincke ha tenuto a specificare che si tratta quasi sempre di placeholder e che quindi in futuro verranno in gran parte modificati.

Il Sulfurium è probabilmente una delle novità più degne di nota, in quanto questa sostanza risulta capace di reagire all’energia cinetica: se si lancia contro un nemico, egli schizzerà letteralmente all’indietro, mentre se sparso a terra e colpito con armi da danno fisico quali l’arco o l’altra novità delle armi da fuoco, creerà danni di tipo fisico. Come in D:OS2, comunque, anche qui avremo un’armatura che differenzia i danni fisici da quelli magici.

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Tra le cose che non sappiamo, invece, è la durata stessa di questo titolo, sebbene si possa immaginare di trovarsi di fronte ad un capitolo più breve rispetto al resto della serie, e nemmeno la data di uscita che in teoria dovrebbe assestarsi nell’arco di questa annata, ma del resto parliamo di Larian Studios e tocca ammettere che non sono mai stati particolarmente bravi a calcolare i propri tempi e rientrare in quelli progettati.

Altro fatto sconosciuto è se Divinity: Fallen Heroes sia il misterioso Project Gustav nominato lo scorso anno dallo stesso Vincke o se si tratti di un ulteriore videogioco ma, dalle notizie che trapelano (e da quelle che non trapelano) in questi giorni, viene da pensare che ci si trovi di fronte al secondo caso.

Infatti, sempre secondo recenti parole uscite dalla bocca del CEO, questo titolo ha l’intenzione di essere ambizioso, ma ci aspettano in futuro notizie molto più importanti.

Ciò corrobora una vecchia intervista rilasciata da un membro di Larian Studios all’epoca della pubblicazione di Divinity: Original Sin 2 Definitive Edition, secondo il quale stavano portando avanti contemporaneamente altri due videogiochi e dunque la collaborazione con Logic Artists risulterebbe essere uno di questi, probabilmente non Project Gustav, o addirittura un terzo a parte, ma a questo punto solo il futuro ci potrà dare una risposta definitiva.