Una delle più grandi difficoltà di questo “mestiere” è provare a scrivere qualche riga su titoli come She Remembered Caterpillars, un gioco che è difficile da spiegare anche a parole con degli amici al bar. Ho trovato decisamente più semplice accendere la console e farglielo vedere, un po’ perché non avevo idea di cosa dire a parte “è un puzzle game” e un po’ perché è un gioco che basa la sua esistenza sull’impatto visivo, qualcosa che è molto difficile da spiegare con le parole ma che si riesce a comprendere semplicemente sbattendoci contro la testa.

Ecco, in questo senso She Remembered Caterpillars è un piccolo gioiello di game design che riesce a toccare le vette dell’eccellenza in ogni suo aspetto, a partire dal level design, curato in ogni sua minima parte, per finire alla narrazione, squisitamente silenziosa, che riesce a colpire il giocatore sia per la profondità della scrittura, sia per la disarmante semplicità con cui viene raccontata.

She Remembered Caterpillars basa la sua scrittura più sulla comunicazione ben precisa di immagini ed emozioni, con le quali il giocatore riesce a delineare in modo abbastanza netto quello che sta vivendo sullo schermo, che sull’essere diretto.

Difficile riuscire a cogliere le sfumature della dolcissima trama che ci accompagnerà all’interno del gioco fin da subito, ma man mano che si procederà con l’avventura i tasselli emotivi che gli sviluppatori ci hanno messo davanti daranno forma ad una storia molto più concreta di quel che si possa immaginare riuscendo non solo nell’intento di essere estremamente originali nella narrazione, ma dimostrando anche una grandissima capacità di comunicazione mediante il medium videoludico, una capacità che credono di avere in tanti ma che dimostrano di averla in pochi. Molto pochi.

Il titolo è un puzzle game la cui base è l’interazione con il mondo di gioco fatta di “match” fra forme e colori che ci permetteranno di proseguire durante l’avventura. Il meccanismo alla base è molto più semplice a farsi che a dirsi: muoveremo lungo ogni livello alcune creaturine, tonde o cubiche, rosse o blu, e dovremo farle arrivare in punti specifici della mappa.

Per farlo dovremo superare ponti o pareti, anch’esse blu o rosse e con gli stessi disegni presenti su ognuno dei personaggi. Come è naturale che sia solo gli affarini rossi possono camminare sui ponti rossi e solo quelle blu sui ponti blu, ma solo quelle blu possono attraversare le porte rosse e viceversa. In più presto si scoprirà la possibilità di fondersi, creando cosetti viola che potranno interagire a loro volta in modo differente con gli elementi di gioco.

She Remembered Caterpillars è studiato per funzionare benissimo senza alcun bisogno di una spiegazione ben definita, il mondo di gioco riesce a comunicare in modo piuttosto assordante quello che c’è bisogno di fare rimanendo in un invidiabile silenzio: come già detto il level design è maestoso. Vi dirò di più, il titolo è pensato anche per essere fruito anche da giocatori affetti da daltonismo o simili poiché le forme, oltre che ai colori, urlano ugualmente le stesse regole.

Insomma, il lavoro di costruzione dell’intera avventura raggiunge delle vette che non avevo ancora mai visto nella mia carriera da videogiocatore: ogni elemento non solo è al suo posto, ma è anche costruito in modo tale che se stesse da un’altra parte riuscirebbe a rompere il perfetto equilibrio del tutto. Non solo, tutto riesce ad essere espressivo, a comunicare a gran voce ogni cosa, senza una sola parola scritta. E ancora, She Remembered Caterpillars riesce ad essere di un impatto notevole sia in termini visivi (grazie ad uno stile grafico accattivante, denominato fungopunk dagli sviluppatori) che in termini di gameplay grazie ad una delle offerte videoludiche più incredibili e surreali degli ultimi tempi.

Probabilmente la nota più a sfavore del titolo è la noia, che riesce a sopraggiungere sorprendentemente presto per via di una poca varietà negli ambienti e negli enigmi che anche se crescono notevolmente di difficoltà, esaurite le idee iniziali sono un susseguirsi delle solite meccaniche incastrate in modo differente per creare puzzle più complessi e accattivanti. Da un lato possiamo notare un certo guizzo di genialità nella costruzione degli stessi, dall’altro il giocatore si ritroverà di fronte al solito pattern da dover seguire limitandosi semplicemente a capire l’ordine in cui effettuare ogni azione di gioco.

Concludendo, She Remembered Caterpillars è un titolo eccezionale per tutti gli amanti dei puzzle che potrebbe incastrarsi perfettamente anche nella quotidianità di tutti quei giocatori che hanno bisogno di una storia dolce e delle carezze di un game design che va ben oltre il livello di perfezione.