Uno dei nuovi personaggi di Devil May Cry 5 è Nico, meccanica e socia di Nero per buona parte della storia del quinto capitolo della serie Capcom.

Come per V, la sua identità, in chiave seppur di parecchio minore rispetto al protagonista dall’animo inquietantemente poetico, è un piccolo grande mistero che verrà risolto ad un certo punto della trama, quando ci sarà un incontro dal sapore molto particolare grazie al quale apprenderemo – ulteriormente e forse in ultima analisi – il carattere e il comportamento del personaggio.

L’aspetto che colpisce di più della realizzazione della meccanica è il fatto che Capcom, pur non rinunciando alla venatura sensuale tipica dei videogiochi giapponesi (e di quello che ormai ci aspettiamo tutti dagli sviluppatori provenienti dal paese del Sol Levante), abbia voluto proporre al suo pubblico, con Nico, una donna reale.

Nico è sexy e per certi versi la sua tenuta sul lavoro è comica – quale meccanico lavorerebbe in short e a pancia scoperta? – ma il character design è delizioso per certi dettagli, tutt’altro che irrilevanti, che hanno il merito di renderla vera, una figura tridimensionale dallo spessore inaspettato oltre che il classico relief voyeuristico tra una boss fight e l’inizio del livello successivo.

devil may cry 5

Quei dettagli sono le imperfezioni della figura di Nico, che la portano ad essere come un collegamento tra la dimensione divina (o sarebbe il caso di dire “demoniaca”) dei protagonisti e l’utente finale, un semplice umano con un controller in mano.

Lei è capace di lasciare senza fiato, ma ha un viso lentigginoso e spaziature nei denti, una pronuncia bizzarra, fuma, non ha le curve bombastiche degli altri personaggi femminili e neanche lo stesso savoir faire.

Ha un divertente senso dell’umorismo ma, quando parla delle donne che la circondano, come rivelato dalle biografie che lei stessa scrive in character nei menu del gioco, mostra una tutt’altro che velata insicurezza tipica del suo essere una ragazza.

Guardando a come sono stati scritti e disegnati altri meccanici, viene da pensare a Cidney di Final Fantasy XV, e le differenze sono marcatissime.

devil may cry 5

Cid è un sogno erotico, la meccanica tutta curve ammiccante che ci prova spudoratamente e che prima o poi te la darà perché sei l’eletto o qualcosa del genere; una pin up da calendario di Playboy, un po’ diva e un po’ oca nel suo porsi nei confronti degli uomini che, lei lo sa, sbavano al solo pensiero di scambiarci due chiacchiere.

Viene da se che con Nico siamo su dimensioni diametralmente opposte; il personaggio fa una posa involontariamente (in game) ammiccante quando si abbassa per recuperare un pezzo nel furgone, una volta suggerisce che una donna appena incontrata abbia delle curve niente male, e un’altra intima, scherzando, a Nero di non farsi strane idee sul loro rapporto. Niente femme fatale, tutto quello che ci si aspetterebbe da una vera ragazza di quell’età.

Il suo impatto non si limita ad un puro fattore estetico, però. Nel gioco, sul furgoncino con la provvida insegna “Devil May Cry”, fornisce tanti potenziamenti davvero di ogni genere e armi da poter acquistare lungo il percorso, e persino dà suggerimenti a Nico quando si tratta di scegliere i Devil Breaker da portarsi in missione.

Fa inoltre spassosi ingressi in scena realizzati con una qualità visiva che sarebbe sorprendente, se il resto del gioco non fosse all’altezza di quella spettacolare resa.

devil may cry 5

Ad un certo punto nel gioco, per motivi narrativi, viene sostituita da una statua, e semplicemente non è la stessa cosa; arrivati a quel punto si crea una sorta di connessione, e senza di lei semplicemente non è la stessa cosa. Chiamatela abitudine. Il gioco, però, non sarebbe stato lo stesso in sua assenza.