Difficile immaginare che un titolo che omaggia, anche troppo, un cult come Ghost,n,Goblins possa riuscire a funzionare ai giorni nostri: animazioni “legnose”, difficoltà proibitiva e un sistema di gioco appartenente ad un’epoca decisamente troppo lontana da quella dei videogiocatori moderni.

Eppure Battle Princess Madelyn riesce a funzionare e convincere non solo la vecchia scuola, abituata a questo tipo di gameplay “particolare”, ma anche parecchi giovani fra le nuove leve che hanno trovato nel titolo una vera e propria perla.

Battle Princess Madelyn ha una storia di sviluppo parecchio “strana”, poiché nasce tutto da una bambina appassionata a questo particolare gioco che sta giocando il papà (lo sviluppatore) che richiedere in continuazione di vedere alcuni mostri e livelli di gioco.

Parliamo di Ghost’n’Goblin e di un’insistenza tale per cui il papà apre una campagna Kickstarter per Battle Princess Madelyn, un titolo che omaggia ed emula quel vecchio capolavoro in 16 bit proponendo storia e meccaniche analoghe.

Con la campagna conclusasi molto positivamente, il titolo sbarca su tutte le principali piattaforme e, senza mezzi termini, è subito amore, quell’amore ricco di nostalgia, che ci gonfia gli occhi di lacrime al punto da farci quasi dimenticare che stiamo giocando un titolo che, a conti fatti, non è poi tutto questo granché.

Battle Princess Madelyn

Mettiamo le mani avanti dicendo che Battle Princess Madelyn non è un brutto gioco, anzi, possiamo definirlo una perla rara in mezzo all’oceano di titoli indipendenti che omaggiano vecchie serie e che vogliono, con il loro look retrò, far leva sulla vena nostalgica di ogni giocatore, ma, come tutti i videogiochi di questa categoria (quasi tutti almeno) non riesce a fare altro che questo: far scendere una lacrimuccia sul giocatore più attempato.

Come detto precedentemente, Battle Princess Madelyn non offre nulla di particolarmente diverso dal titolo a cui si ispira tranne, chiaramente, per narrazione e protagonista di gioco.

Probabilmente l’unica differenza sostanziale che possiamo trovare è nel sistema di esplorazione, molto più vicino ad un metroidvania che al alla struttura a livelli a cui sono abituati i giocatori più attempati: una volta ottenuto l’oggetto corretto possiamo aprire nuove zone della mappa e così via.

Battle Princess Madelyn riesce quindi a discostarsi, seppur di poco, da tutti quei titoli simili riuscendo a confezionare un’esperienza del tutto nuova, estremamente piacevole, che riesce a miscelare sapientemente vecchio e nuovo dando vita ad un titolo che riesce a suscitare quantomeno interesse.

La storia non è un granché, come si può di certo immaginare per un gioco del genere: una semplice cornice che serve a darci un pretesto per giocare, morire, giocare, morire e riconoscere che forse ci si è impigriti un po’ per un livello di difficoltà simile.

Battle Princess Madelyn

In ogni caso il nostro cane è stato uccido da dei cattivoni quindi noi ci vendichiamo di loro, al netto di qualche colpo di scena e di qualche storiella secondaria di intermezzo che ci guiderà all’interno della vicenda.

A fare realmente la differenza all’interno di giochi simili è il level design, e il livello di difficoltà su cui torneremo fra qualche riga.

Battle Princess Madelyn ha un level design che rasenta la perfezione: una perfetta fusione fra verticalità e orizzontalità dei livelli, nemici posizionati nei punti giusti, puzzle ambientali risolvibili con un buono spirito di osservazione e boss con pattern di attacco molto riconoscibili che permettono di essere sconfitti agilmente con la giusta dose di abilità.

Questo unito ad un’estetica eccezionale grazie ad una pregevolissima pixel art e un art design piuttosto memorabile, rende Battle Princess Madelyn un titolo di cui ci si innamora a prima vista muovendo i primi passi all’interno dell’avventura, stregati da quanto creato dagli sviluppatori.

Il livello di difficoltà è da analizzare a parte poiché, come è facilmente intuibile visto il titolo di ispirazione, si attesta a livelli piuttosto alti.

Battle Princess Madelyn

Nonostante si tratti di un videogioco volutamente difficile però, la curva di apprendimento è piuttosto generosa con il giocatore e il livello generale di difficoltà non è mai eccessivamente punitivo.

Purtroppo c’è un ma: spesso e volentieri si tratta di difficoltà “artificiale”, dovuta quindi ad elementi di gioco che aumentano notevolmente la difficoltà in modo “stupido”, senza che l’abilità del giocatore possa in qualche modo essere d’aiuto per il superamento dell’ostacolo.

Questo è probabilmente l’unico vero punto a sfavore della produzione poiché non penalizza solamente l’esperienza finale di gioco ma anche un level e game design che avremmo reputato perfetti altrimenti.

Concludendo, Battle Princess Madelyn è un titolo eccellente consigliatissimo a tutti gli amanti dei retrogames, e a tutti gli amanti di una sfida piuttosto equilibrata ed interessante (al netto della frustrazione di alcune sezioni di gioco).

Motivi per non averlo nella propria libreria? Probabilmente l’essere troppo giovani.

Disponibile per PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch (Versione testata), PC, Wii U, PlayStation Vita.