Se c’è un gioco fra quelli mai giunti in Occidente che più rimpiangono i videogiocatori, quello è Mother 3, probabilmente il capitolo più apprezzato della saga che Nintendo continua a non esportare fuori dal territorio nipponico.

Eppure si tratta di un capitolo amatissimo che ha ricevuto diverse mod amatoriali per tradurlo e far sì che chiunque potesse godere di quello che sembra essere uno dei migliori RPG della storia.

YiiK: A post-modern RPG non è proprio Mother 3, però è uno di quei titoli che si ispira fortemente a quel capolavoro e, nel suo piccolo, riesce anche a conservarne un po’ le atmosfere che tanto hanno apprezzato i videogiocatori in quel gioco mai giunto sul loro territorio.

Considerato da qualcuno il suo erede spirituale, YiiK: A post-modern RPG è un gioco molto complesso da analizzare, ancor più da spiegare senza incappare in spoiler o simili. Ciò avviene un po’ per la narrativa del gioco in cui qualsiasi elemento è una piacevolissima scoperta da rovinare rovinosamente, e un po’ per la struttura del titolo molto confusionaria che lascia molto (troppo) spazio all’immaginazione e ai mal di testa.

Il sottotitolo del gioco, “a post-modern rpg” è quanto mai calzante per questo particolarissimo videogioco, difficile pensare ad un aggettivo migliore per descriverne stile, atmosfere e le idee “pazzerelle” che lo contraddistinguono.

YiiK A post-modern RPG

Difficile da analizzare sì, ma dobbiamo pur spendere qualche parola per un’avventura tanto bizzara quanto stranamente piacevole, nonostante sia davvero complesso darle un giudizio oggettivamente positivo poiché i problemi all’interno di YiiK: A post-modern RPG esistono e sono anche parecchi.

Iniziamo con un canovaccio di trama: il nostro protagonista è uno studente laureato (in ritardo, ma noi lo possiamo capire benissimo) che torna nella sua città natale. Fra una commissione e l’altra fa l’incontro con uno strano gatto e la sua padrona, Sami Pak, che viene rapita da due misteriose figure.

Ossessionato da questo fattaccio e da altri stani avvenimenti che gli accadono attorno, Alex, questo è il nome del nostro protagonista, inizia la sua personalissima indagine che lo porterà a fare un viaggio molto più introspettivo di quel che si possa immaginare.

Sami Pak è un po’ la Laura Palmer di Twin Peaks: Alex ne è ossessionato, vuole scoprire chi sono i colpevoli saltando da un avvenimento all’altro, all’interno di un vortice di follia e logiche malate.

Il titolo si ispira fortemente alla saga di Earthbound abbandonando completamente il canone “fantasy” a cui il genere è avvinghiato da anni, spostandosi all’interno di una contemporaneità che fa sempre un certo effetto.

Le vicende narrate seguono un filo conduttore molto “lynchiano” (il paragone con Laura Palmer non è campato per aria) pieno di sorprese, colpi di scena e grandi mal di testa che verranno snocciolati durante tutto il corso degli eventi, un corso che vi terrà incollati allo schermo per tutta la durata dell’avventura.

Anche il gameplay prova ad innovarsi con qualche trovata a dir poco geniale all’interno dei combattimenti che, data la natura del party, si svolgeranno con oggetti particolari quali vinili, hula-op, macchine fotografie e quant’altro.

I combattimenti, pur fedeli alla classica natura a turni tipica del genere, sfociano in quick-time event personalizzati per ogni personaggio (e la sua particolare arma) da portare a termine in modo più o meno corretto per riuscire ad infliggere danni ai nemici.

Il titolo presenta quindi ottime idee di gameplay che innovano, e non poco, il genere spingendo il giocatore a qualcosa di più della classica strategia che si ha solitamente all’interno di questo genere di gioco.

La narrazione, vero punto focale dell’intera produzione, è forse il punto più alto del gioco che lo porta ad essere più interessante ed appetibile di altri esponenti del genere presenti sul mercato.

YiiK A post-modern RPG

L’estetica di YiiK: A post-modern RPG è, come tutto il resto degli aspetti del gioco d’altronde, uno di quei punti per cui o lo si ama o lo si odia.

Al limite dell’accettabile, il titolo si presenta con una grafica tridimensionale particolarissima, forse troppo particolare, caratterizzata da tinte di colori molto saturi che vanno dall’eccessivamente colorato all’eccessivamente tetro, senza porsi porsi mai una mezza misura.

Si va dal troppo poco dettagliato, al fin troppo dettagliato senza soluzione di continuità: YiiK: A post-modern RPG è stranamente particolare sotto questo aspetto riuscendo a convincere solo chi riesce a farsi trasportare dalla stranezza e da questo interessantissimo gusto per l’eccesso.

Non si tratta di un titolo da consigliare a cuor leggero a chiunque, anche gli amanti del genere potrebbero storcere il naso di fronte a questa p quella scelta di design, persino tutti i fan di Mother 3 che anche se abituati ad uno stile già molto particolare si troverebbero davanti qualcosa di “troppo”.

Chi vi scrive lo ha apprezzato? No, decisamente no ma ne riconosce l’incredibile potenziale a discapito del gusto personale.

YiiK A post-modern RPG

Non so se consigliarvi o meno di lanciarvi in questa avventura, provate ad essere ubriachi, molto ubriachi.

Disponibile per Nintendo Switch (Versione testata) , PlayStation 4, PlayStation Vita e PC.