Quando si hanno parecchi ani di videogiochi sulle spalle è inevitabile ricordare con un certo affetto determinati titoli e saghe di cui si è persa memoria oramai da tempo. Fra queste c’è Advance Wars, di Intelligent Systems, uno degli strategici a turni migliori di sempre che ogni giocatore amante del genere si poterà per sempre nel cuore.

Nel corso degli anni, complice una sterzata verso un più fresco e accattivante Fire Emblem, figlio degli stessi sviluppatori, la serie di Advance Wars si è persa nelle piaghe del tempo lasciando i giocatori a sperare, senza risultati tangibili, in un nuovo capitolo della serie.

A placare la nostra sete di Advance Wars arriva Chucklefish però, con Wargroove che possiamo riassumere semplicemente come “è Advance Warfare in un mondo fantasy” e tanto basterebbe per chiudere la recensione, ma la capirebbero solo gli appassionati della serie, quindi è bene spendere qualche parola in più per tutti gli altri, quelli che devono comprare assolutamente uno dei migliori strategici degli ultimi tempi.

Al di là della storia, per la quale vi lasceremo il piacere di scoprire giocando, ci concentreremo maggiormente sul gameplay, l’aspetto (assieme all’estetica) in cui Wargroove da il meglio di sé.

Eviteremo continui paragoni con Advance Wars poiché il gameplay è molto simile, tolte alcune dovute eccezioni che rendono Wargroove, secondo l’opinione di chi scrive, superiore alla serie di Intelligent System.

wargroove

Ogni missione di gioco si presenta su una mappa a scacchiera su cui vengono schierate le nostre unità e le unità nemiche, ci viene assegnato un obbiettivo (generalmente far fuori la base o il generale nemico) e dovremo portarlo a compimento in un numero di turni accettabilmente basso e con le minori perdite sul nostro lato del campo.

Le truppe si dividono in differenti tipologie che vanno dalla fanteria alla cavallerie, per passare dalle Arpie e finisce su dei simpatici cagnolini.

Ogni unità sulla mappa rappresenta un piccolo esercito di n truppe, e può essere spostata in lungo e in largo sulla scacchiera di un numero di caselle pari al suo spostamento.

Durante lo spostamento di una truppa è bene tenere conto del tipo di terreno su cui ci stiamo muovendo e quello di arrivo: ogni tipo di terreno offre dei bonus o malus all’unità sia in termini di attacco che di difesa oppure in termini di movimenti successivi.

Oltre alla tipologie di terreno è bene organizzare i propri movimenti tenendo conto del modo in cui un’unità effettua il suo danno critico: ogni unità presenta condizioni differenti, il ranger ad esempio deve attaccare da fermo, la cavalleria dopo un movimento di almeno 6 caselle, la fanteria solo se adiacente al capitano e così via.

Una volta terminato il movimento possiamo attaccare le altre truppe tenendo conto della debolezza e dell’efficacia di una determinata truppa nei confronti dell’altra, ad esempio la cavalleria è molto debole contro la fanteria e così via.

L’altra azione che possiamo compiere è quella di attaccare gli edifici controllati dai nemici o catturare quelli neutrali (un edificio nemico diverrà neutrale una volta sconfitto).

Gli edifici sono fondamentali ai fini di poter schierare le proprie truppe (uno degli edifici in nostro possesso è la caserma dalla quale spendere monete per creare nuove truppe) e per guadagnare monete (generalmente ogni villaggio ci frutta 100 monete ogni turno).

Infine, ma non meno importante, tramite gli edifici possiamo curarci spendendo delle monete in prossimità di un villaggio e affini.

Ogni danno subito riduce il numero di unità all’interno della truppa e quindi il nostro potenziale offensivo e/o difensivo.

Capirete subito quindi che proteggere i propri edifici, limitare le perdite delle truppe, conquistare i villaggi nemici e stare molto attenti al posizionamento per il critico è fondamentale ai fini di una vittoria.

In battaglia, se presenti, possiamo utilizzare anche i nostri comandanti (sempre presenti in multiplayer) i quali hanno una speciale barra, la barra del Groove, che si ricaricherò per ogni colpo inflitto dandoci la possibilità di utilizzare un’abilità speciale abbastanza potente che potrebbe spingere in nostro favore le sorti dello scontro.

Wargroove presenta un’interessante selettore della difficoltà che ci permette di calibrare le tre caratteristiche che lo influenzano: riempimento della barra, danni subiti e numero di monete ricevute ogni turno dagli edifici.

A difficoltà massima il gioco riesce a farmi sudare anche in fase di tutorial nonostante non scherzi neanche la difficoltà standard qualora voi foste puristi del genere e miraste all’ottenimento di una S in ogni livello di gioco.

Oltre ad una campagna principale, Wargroove offre anche una modalità Arcade (una serie di battaglie con ogni comandante, utile per sbloccare interessanti pezzi di lore che lo riguardano) e la modalità Puzzle, che ci mette di fronte ad uno scenario pre-costruito in cui dobbiamo vincere in n mosse.

Infine, ma non meno importante, avremo a disposizione una sezione multiplayer (locale o online) in cui sfidare i nostri amici in fantastiche battaglie nelle quali la strategia migliore, in soldoni, vince.

Esteticamente il titolo è un gioiello, grazie ad una fantastica pixel art che contribuisce a farvi innamorare del gioco fin dai primissimi istanti, nel caso in cui il giocatore di scacchi che è in voi non fosse già abbastanza catturato dalla maestosità del gameplay.

Concludendo, Wargroove è quel gioco che non ti aspetti di volere, non sai nemmeno che esiste ma una volta che lo scopri te ne innamori e non riesci più a staccartene.

Disponibile per PC (versione testata), Nintendo Switch, PlayStation 4 e Xbox One.