Inutile costruirci sopra storielle molto elaborate o simili: The Hong Kong Massacre è un gioco che trasuda stile, adrenalina e ferocia fin dai primi minuti di gameplay, anzi, fin dai primi secondi di trailer in cui vediamo un abuso di sangue e violenza senza pari.

Solo dopo aver superato i primi dieci minuti di gioco ci si rende conto, con estrema amarezza, che The Hong Kong Massacre è purtroppo solo un gioco che ci prova, con tutte le sue forze, ma ne esce perdente.

Ne esce da cosa? Dal confronto, ovvio, con Hotline Miami e tutti i “miami-like” presenti sul mercato: a nulla serve il suo stile molto più realistico, la sua narrazione semi-silenziosa o il suo stile particolarissimo. A nulla serve il livello di sangue e violenza presente in ognuno di trenta, circa, quadri di gioco: The Hong Kong Massacre non convince, senza sé e senza ma.

Il motivo dietro la mediocrità di un titolo che aveva tutte le carte in regola per porsi fra i migliori esponenti del genere è piuttosto semplice e bastano davvero una manciata di minuti di gioco per rendersi conto di tutte le debolezze del titolo, in primis una difficoltà proibitiva dovuta a sofferte scelte di design e secondariamente per un AI a volte fin troppo stupida e a volte decisamente spietata nella sua stupida randomicità.

The Hong Kong Massacre si apre con un siparietto molto cinematografico e, per certi versi, molto poetico con una fitta pioggia che picchietta sull’asfalto e un uomo, con il volto rigato dal sangue, che silenziosamente ricorda la notte appena trascorsa, una notte che verrà ricordata da tutti come quella del “massacro di Hong Kong”.

the hong kong massacre

Sarà solo dopo qualche livello che inizieremo a comprendere qualcosa di più della vicenda narrata, una storia noir costellata da sangue, massacri e bozzoli che rimbalzano sul pavimento macchiato di violenza.

La storia è abbastanza interessante e coinvolgente, al netto della sua semplicità, grazie ad un notevole lavoro di scrittura e di regia che contribuisce a rendere le atmosfere del titolo più interessanti di quel che dovrebbero.

Anche esteticamente The Hong Kong Massacre riesce a convincere il pubblico: parliamo di un titolo brutale, i cui livelli di gioco sono piuttosto ben caratterizzati e disegnati. Le esplosioni, il sangue (il troppo sangue) sanno dare il giusto peso a quel macabro bisogno di violenza virtuale che tanto ci piace e generalmente il feeling è ottimo: in soldini sparare ai nemici e vederli esplodere in litri e litri di sangue da una certa soddisfazione.

Purtroppo il titolo non riesce a convincere sotto l’aspetto cruciale della produzione: il gameplay, che soffre di terribili scelte di design sia in termini puramente estetici che in termini di game design nudo e crudo.

Da una parte abbiamo una certa confusione su schermo che difficilmente ci porta a capire dove sono i colpi di fuoco nemici, il che ci porta a rapidi game over e reset della partita.

the hong kong massacre

Una condizione mitigata dalla funzione di slow motion presente e attivabile in qualunque momento ma che penalizza, terribilmente, il risultato finale spingendo il giocatore più”hardcore” ad ignorarne completamente l’esistenza.

Dall’altra parte abbiamo proprio i nemici, caratterizzati da un’intelligenza artificiale di difficile lettura che spesso si comporta in modo piuttosto stupido e, molto più spesso, esegue azioni così randomiche da rendere inaspettato ogni suo movimento, pena un game over così rapido da rendere ogni partita estremamente frustrante e poco divertente.

A questo aggiungiamo, purtroppo, una mira divina da parte di ogni nemico che con ogni colpo ci colpirà quasi sicuramente costringendoci a schivate particolarmente atletiche che nella maggior parte dei casi ci condurranno a morte certa.

Nonostante The Hong Kong Massacre provi ad emulare il successo di Hotline Miami e affini, non riesce a tenere alto lo spirito “arcade” del titolo (e di tutti i suoi cloni) provando a darsi un’aria più seria che si cuce decisamente bene addosso ai toni della narrazione ma che non riesce ad amalgamarsi perfettamente all’interno di un gameplay che si ritrova costretto all’interno di scelte poco felici e altrettanto meno efficaci.

The Hong Kong Massacre è la cosiddetta occasione mancata: aveva tutte le carte in regola per essere un grandissimo gioco, uno di quelli di cui si sarebbe potuto parlare a lungo e invece risulta essere solo un gioco di cui ci si dimentica presto, anche prima del previsto.

the hong kong massacre

 

Basta spegnerlo per dimenticare della sua presenza nelle proprie librerie: un vero peccato.

Disponibile per PC (versione testata) e PlayStation 4.