Esistono certi giochi da giocare rigorosamente per rilassarsi, staccare la spina da qualsiasi cosa e godersi qualche ora di mondi virtuali fatti di cose strane, semplici, belle e rilassanti. Uno di questi giochi è Pikuniku, opera prima di Sectordub e pubblicato da quei pazzerelli di Devolver Digital che, ancora una volta, hanno dato prova di essere dei talent scout eccezionali. Oltre che dare ulteriore prova di una follia di fondo che oramai a tutti noi piace.

Difficile riuscire a spiegare in poche parole che diamine è Pikuniku, un po’ perché il gioco è a conti fatti di una semplicità meschina, un po’ perché il titolo è un calderone così pieno di… cose… che è difficile riuscire ad analizzarle una per una per tirare fuori un testo con criterio.

Insomma, da un prodotto che porta il logo di Devolver nei titoli di testa non è che ci aspettassimo altro, quindi proviamo ad analizzare, nel modo più lineare possibile, Pikuniku.

Se solitamente prendiamo in esamina il comparto estetico in ultima battuta, questa volta gli diamo la precedenza offrendogli anche maggiore spazio del dovuto poiché Pikuniku è un piccolo capolavoro di design di luoghi e personaggi.

Partiamo proprio da questi ultimi, con Piku, il protagonista dell’avventura che ci appare con un piccolo cerchio rosso schiacciato, due puntini per gli occhi e… delle”gambine” lunghe, sinuose e molleggianti.

pikuniku

Via la semplicità, nevvero? Eppure questi pochi elementi geometrici funzionano all’interno del mondo di gioco, semplicissimo, del titolo in cui ogni cosa segue la filosofia del “meno ci metto meglio è”.Avete presente i Barbapapà e il loro semplicissimo e funzionale design? Ecco, Pikuniku è quanto di più vicino alle creature di Tison e Taylor, non solo per i personaggi ma anche per l’intero mondo di gioco.

Ad elevarsi sopra l’eccessiva semplicità del design e dei colori (che comunque troviamo eccezionali), vi è un comparto tecnico incredibilmente avanzato, a partire dall’animazione delle gambette del nostro protagonista per finire alla fisica di ogni elemento di gioco.

Strano ma vero, è difficilissimo esprimere a parole cosa si prova a muoversi in lungo e in largo nel mondo di gioco sulle gambette sinuose e flessuose di Piku: davvero, provare per credere.

L’immagine più vicina al feeling che si prova sgambettando di qua e di là e risolvendo tutti i puzzle di gioco è quella di una pallina anti-stress: ecco, giocare a Pikuniku, come detto nelle prime battute, è rilassante, forse una delle esperienze videoludiche più rilassanti di sempre.

Il merito di ciò è da trovare sia nella semplicità estetica sia nella fluidità dei movimenti e dell’azione di gioco che al netto del sua essere molto puerile riesce ad intrattenere e rilassare chiunque decida di approcciarsi a questo strano e fanciullesco mondo.

pikuniku

Parlando della trama, possiamo notare una certa carenza di profondità, almeno in prima battuta, poiché Pikuniku nasconde una sottile (e poco velata) critica sociale nei confronti della nostra società consumistica.

Il titolo ci parla di Piku, un esserino che si risveglia nelle profondità di una montagna e si ritrova ad esplorare un mondo dominato da una multinazionale che continua a rubare risorse in cambio di monete che distribuisce “gratis” agli abitanti del pianeta.

Ben presto ci renderemo conto che i piani della compagnia sono ancora più perfidi e sottili, ci alleeremo con un gruppo di ribelli e… il resto lo lasciamo scoprire a voi.

A livello di gameplay siamo di fronte ad un puzzle-platformer molto minimal ed essenziale in cui si susseguono minigiochi più o meno riusciti che vanno dal giocare una partita di basket al danzare a ritmo all’interno di una discoteca.

Il livello di difficoltà è ai minimi storici e difficilmente ci si ritrova a dover pensare per più di 30 secondi alla risoluzione di un puzzle, a patto di essere entrati all’interno del mood del mondo di gioco e di prendere per buone certe trovate molto infantili ma comunque funzionali e divertenti.

pikuniku

Pikuniku, con le sue atmosfere incredibilmente fanciullesche e con il suo modo di fare estremamente semplice quanto brillante ed efficace, difficilmente faticherà ad entrare nel cuore di chiunque decida di passare una serata rilassante in compagnia di un videogioco folle, atipico ma dall’aria scanzonata e divertente.

Difficile non consigliarlo agli amanti del genere così come difficile non consigliarlo a chiunque ami vivere qualcosa di diverso, ogni tanto.

Disponibile per Nintendo Switch (versione testata) e PC.