Lo abbiamo preso in giro per circa un annetto, ed effettivamente Jump Force qualche pernacchia se la merita. In primis per quell'estetica super realistica, che fa sembrare ogni scontro una scazzottata tra action figure dalle giunture non troppo mobili. Le famose animazioni plasticose che ogni tanto si usa come termine nelle recensioni videoludiche. Magari era una cosa voluta dal team di sviluppo per replicare proprio l'idea di uno scontro tra pupazzoni, in stile Super Smash Bros. 64? Non lo sapremo mai, e probabilmente non era questa l'idea.

Comprensibile, alla fine, questa scelta, considerando l'incredibile diversità nelle estetiche dei franchise di riferimento. JoJo, My Hero Academia, Yu degli Spettri, Kenshin Samurai Vagabondo, Kenshiro, ed ovviamente Naruto, One Piece e Dragon Ball, sono tutti manga dipinti e costruiti esteticamente in modo molto diverso tra loro. Nella volontà di voler dare uniformità a tutti i personaggi, però, quelli del manga di Akira Toriyama ne escono quasi deformi al confronto con altri. Trunks ha la fronte grande tre volte il resto della faccia.

In compenso, il bailamme su schermo è piacevole. Se è vero che il fotorealismo non giova per quanto riguarda i modelli di personaggi presi da manga ed anime, dall'altro lato fa un gran lavoro per restituire esplosioni, fasci di luce, effetti delle trasformazioni e dei colpi speciali degne di attenzione. A parte i personaggi di Dragon Ball – di nuovo – perché le trasformazioni in Super Sayan e Super Sayan God di Goku e Vegeta fanno sembrare i loro capelli due lampadine al led (rispettivamente gialle e blu).

Jump Force
Direttamente dal reparto illuminazione di un negozio di bricolage.

Ma la bellezza di Jump Force è tutta nel suo fanservice estremo. Dalla possibilità di creare un personaggio originale e vestirlo con qualsiasi capo di vestiario ed oggetto proveniente da ogni universo narrativo di Shonen Jump, con tanto di lista di mosse (quattro, tre più una definitiva) da sbloccare ed assegnare al nostro eroe. La mia eroina ha la Kamehameha, il Detroit Smash, l'assalto che Vegeta fa a Goku durante il loro primo scontro (con tanto di posa plastica con la gamba destra alta), e come mossa definitiva una scarica di pugni dalla movelist di Kenshiro.

Ma si può fare di meglio, molto di meglio in termini di sollazzo per i fan. Creare il trio più improbabile di combattenti, che vada per totale incompatibilità o per tema: gli eroi contro i cattivi, gli antieroi tutti insieme, le donne, gli appassionati di arti marziali, e così via. Ci sono anche tutta una serie di scenette, riferimenti e strizzate d'occhio ai dettagli più improbabili (ed ovviamente spesso inutili) di tutte le storyline di ogni manga. Ma anche dialoghi surreali come Goku che propone a Light Yagami di allenarsi insieme.

Jump Force
E quando vi ricapita.

La storia, purtroppo, è abbastanza inutile. Ci sarebbero anche due villain inediti disegnati addirittura da Akira Toriyama, ma di fatto non si capisce bene la loro utilità. Considerate anche che il percorso narrativo di Jump Force passa da – almeno, e mi tengo stretto – più di venticinque combattimenti del tutto identici costruiti su uno stesso pattern che potremmo riassumere in. “Oh no, EROE X [che è spesso amico/alleato di quello che vi aiuterà nello scontro] è stato corrotto dal male, salviamolo prendendolo a schiaffoni!”.

L'abbiamo detto che Jump Force è fanservice puro? Nel dubbio, ve lo ripeto. Ci poteva anche essere un sistema di combattimento abbastanza profondo da risultare valevole di approfondimento, ma per sua natura Jump Force non riesce ad essere tecnico quanto basta. Per via della grande velocità di gioco, di una leggibilità dell'azione spesso deficitaria, ed infine per un visibile sbilanciamento tra l'efficacia dei personaggi, alla fine ci si ritrova spesso a premere i tasti un po' a caso sperando che succeda qualcosa. Manca inoltre una dinamica precisa nel chiarire le hitbox, la conferma dei colpi e quando si possa effettivamente continuare una combo o meno, quest'ultimo elemento ancora più assente vista la presenza di ben due modalità di contrattacco.

Il che è deludente perché il matchmaking di Jump Force ed ottimo, si gioca online con estrema facilità, se non fosse che anche nelle partite classificate si possono usare i personaggi customizzabili che, come è facile intuire, spesso sono delle divinità della guerra inarrestabili.

Jump Force va giocato con la pace dei sensi, perché come picchiaduro in sé è poco sopra il mediocre, mentre è attualmente tra i migliori contenitori videoludici delle proprietà intelletuali rese note dalla rivista Shonen Jump.