Giocando Resident Evil 2, ovviamente il remake di Capcom uscito qualche settimana fa, più volte mi sono fermato a pensare a quanto mi sarei potuto divertire a fare degli screenshot con una modalità foto. In un paio di occasioni l'ho istintivamente cercata sul menù di pausa, per poi accorgermi mestamente della sua assenza. Il più decente sono riuscito a farlo durante una cutscene, ed è quello che trovate in copertina.

Venendo da Marvel's Spider-Man è stato un riflesso praticamente naturale, un richiamo alla memoria muscolare di una persona che ha registrato uno screenshot per ogni costume dell'Arrampicamuri, più un'altra decina (ma ben più di una) giusto perché avevo l'ispirazione giusta svolazzando qua e là.

Certo, Resident Evil 2 è un gioco estremamente buio, e verrebbe da pensare che non ci sia molto da lavorare con le foto in questo senso. Proprio per questo invece, per esaltare lo straordinario lavoro fatto da Capcom nella gestione delle illuminazioni, avrei voluto dedicarmi in un set fotografico. Ci sono dei momenti nel remake del survival horror davvero maestosi, per la cura degli interni ed in generale l'atmosfera che si crea.

Giocando mi immaginavo di fotografare un Leon sofferente in fuga da Mr. X con un bel filtro b/n, oppure una maliziosa inquadratura della bella Ada Wong ferita e claudicante con vignettatura e colori caldi, ma anche un momento di Claire per celebrare il suo essere una badass in cui prende a mitragliate un branco di cani zombie, con l'esposizione al massimo ed una inquadratura angolata per accentuare l'azione. Invece non si può, se non per i normali screenshot che si possono fare pad o tastiera alla mano.

Resident Evil 2
Non potete capire la voglia che ho avuto di mettere in pausa e girare la telecamera.

Da un lato lo capisco, ammesso che sia quello che vi sto per esporre il motivo. In un gioco come Resident Evil 2 dare la possibilità di potersi fermare e fare delle foto, significa dare al giocatore la possibilità di rovinare l'atmosfera. Immaginate Claire in fuga da Mr. X, magari in blind run nel Claire A per intenderci. Ci si ferma a fare una foto perché, effettivamente, il corridoio in cui lo si incontra per la prima volta ha una costruzione estetica notevole, e poi si inizia ad indugiare sui sodi glutei della sorella di Chris. Oppure perdere semplicemente tempo nel cominciare a provare tutti i filtri fotografici possibili ed immaginabili. Snap, tutto finito, Mr. X perde di potenza e si iniziano a fare le fotine. Capite cosa intendo? Capcom potrebbe, forse, non aver voluto dare la possibilità al giocatore di “rovinare” il suo lavoro.

E da qui la considerazione su come la modalità foto, il photo mode per i più smaliziati, sia quasi una necessità in un certo senso, almeno in produzioni dove l'impatto grafico è molto importante, soprattutto in quelle 3D.

Torniamo indietro a Final Fantasy XV, che con le foto scattate da Prompto ricostruisce una vera e propria moviola di ogni giornata percorsa a bordo della Regalia. Certo, non è una modalità foto manuale, ma giocando si possono sbloccare nuovi filtri per la macchinetta fotografica e, nonostante tutto, possono venire fuori delle foto del genere:

Resident Evil 2
La chiamai: "Pesante è il capo su cui giace la corona".

Il valore di una foto è importante nella vita di tutti i giorni, e perché non dovrebbe esserlo per un'avventura videoludica? Riguardando questo ritratto di Noctis, che tra l'altro è anche una bella foto a prescindere, il pensiero vola immediatamente alle ore passate con Final Fantasy XV. Non è questo il potere della fotografia?

E pensare che, all'inizio, tutto ciò era nato con l'unica volontà di andare a rincorrere quello che, nel 2013, era il fervente mondo del marketing attraverso i social network.

Era quello il periodo in cui, infatti, Sony annunciava la presenza del pulsante Share sul DualShock 4 di PlayStation 4. Attraverso la condivisione diretta delle foto su Facebook e soci si andava a creare un senso di community, quella cosa che ancora oggi ci porta a condividere delle foto per dire “Visto? Sto giocando anche io al gioco del momento!”, oppure per condividere semplicemente un momento epico, divertente o interessante che sia, ma soprattutto a costruire un veicolo di marketing e promozione potentissimo ed economico. Una semplice pubblicità del gioco del momento, che finisce su siti navigati da milioni di persone ogni giorno, con una foto che può raggiungere una marea di persone in un solo momento.

Resident Evil 2
Tra le mie preferite che ho scattato per Super Smash Bros. Ultimate.

Col tempo il concetto della modalità foto si è evoluto moltissimo, andando addirittura a creare carriere ed ispirare il game design. Sono tanti infatti i portali che trattano di fotografia videoludica, ed escludiamo ovviamente chi fa gli screenshot per lavoro ed usa dei tool inaccessibili ai comuni mortali. Allo stesso modo, in Super Mario Odyssey viene suggerito di fotografare degli indizi con la modalità cattura di Switch, per poterli poi consultare con calma allo scopo di trovare le lune più nascoste.

Ci sono titoli in cui, sebbene sia un'aggiunta deliziosa, è difficile pensare di poter inserire un photo mode. I picchiaduro, ad esempio, che siano 2D o 3D non si sposano molto bene con una modalità foto. Eppure avrei fatto carte false per poter fotografare i momenti più esaltanti di Dragon Ball FighterZ, celebrare la bellezza dei personaggi di Soul Calibur 6 (tra cui quelli creati, dando un senso alla fatica), ma anche i momenti più galvanizzanti degli scontri di Jump Force, per rimanere tra le uscite recenti. Eppure in Super Smash Bros. Ultimate c'è e, sebbene non sia estremamente completo, permette di divertirsi parecchio, ma soprattutto ha una funzione talmente intuitiva che verrebbe da chiedersi perché non sia mai stata usata prima: la possibilità di avanzare di fotogramma in fotogramma per cogliere il momento perfetto.

Resident Evil 2
Praticamente un turista a Disneyland.

È inutile girarci intorno, la modalità foto è ormai un requisito importante nei videogiochi moderni. Al di là dei discorsi sul marketing, è un mezzo da dare al giocatore per costruirsi una galleria di ricordi delle sue avventure preferite. Guardate qualche screenshot dei selfie che è possibile fare in Kingdom Hearts III tramite lo speciale smartphone di Sora. In ognuno di essi il protagonista sorride, sembra divertirsi un mondo: un turista poligonale in un mondo virtuale, e lo stiamo interpretando noi!

Per questo trovo che sia un grandissimo peccato che Capcom non l'abbia inserita in Resident Evil 2, al di là del mio discorso sul rovinare l'atmosfera che, probabilmente, è ben lontano dall'essere la verità. Chissà che un aggiornamento futuro la possa inserire, dando una motivazione a tutti per ricominciare il gioco e sbizzarrirsi con le foto ricordo di una notte da incubo a Raccoon City?

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