Difficile spiegare in poche parole perché un gioco come Apex Legends, all’interno del panorama videoludico attuale, sia riuscito in pochissimo tempo a raggiungere il successo che sta vivendo, così come è difficile riuscire a capire se si tratta di un fuoco di paglia o se il titolo ha effettivamente tutte le carte in regola per imporsi come diretto competitor nell’inflazionatissimo mercato dei battle royale.

Si è trattato letteralmente di un fulmine a ciel sereno, arrivato quasi per caso e in un periodo in cui nessuno si sarebbe aspettato l’arrivo dell’ennesimo esponente del genere: eppure Apex Legends sembra aver convinto chiunque, anche chi vi sta scrivendo che generalmente non riesce a superare l’ora di gioco all’interno di un battle royale ma che ha superato la quarantina sul nuovo titolo di Respawn.

Cos’ha, quindi, Apex Legends che gli altri non hanno e come è riuscito dove in tanti hanno fallito?

Prima di rispondere a queste domande, o almeno provarci, è bene sottolineare come il titolo non punti a spodestare Fortnite, il re indiscusso del genere, o chi per lui, ma punti a creare qualcosa in un certo senso nuovo, che si pone come ibrido fra le varie formule vincenti proposte sul mercato arricchendole con una personalità del tutto nuova che contribuisce a dare vivacità al gameplay.

In che senso? Apex Legends prende un po’ il meglio da tutti gli esponenti del genere sul mercato: partiamo da Call of Duty, la cui idea di velocità e frenesia è alla base di ogni partita su questo nuovo titolo, per finire a Fortnite senza dimenticarci per passare da PUBG, la versione mobile da cui sicuramente deriva la grande accessibilità del titolo.

Non dimentichiamoci le influenze del ben più noto Overwatch, da cui Respawn attinge a man bassa per il sistema di campioni, ognuno con il suo playstyle unico e le sue abilità utili al conseguimento della vittoria.

Insomma, probabilmente il merito più grande di Apex Legends è quello di essere stato in grado di mescolare sagacemente la formula dell’fps moderno a quella dei battle royale come nessuno aveva ancora fatto fino ad ora, miscelando il tutto con uno stile “adulto” che ben si avvicina a tutta quella fascia di giocatori cresciuti con un certo tipo di shooter, che troveranno nelle tinte poco scanzonate di Apex Legends sicuramente un’atmosfera e ambientazione più vicini al loro spirito.

Non dimentichiamo poi che stiamo parlando degli stessi sviluppatori di Titanfall 2, uno dei migliori shooter della sua generazione, da quale sicuramente il titolo attinge per quel che riguarda movimenti e gunplay che riescono ad avere un feeling ottimo sul giocatore che non potrà che godere di quanto creato da Respawn.

Ma il punto forte di Apex Legends, al di là di atmosfere e design dei campioni (tutti elementi considerevoli che hanno comunque contribuito al suo grande successo), è senza alcun dubbio il gioco di squadra.

Squadre da tre giocatori (un numero che oseremo definire perfetto per il tipo di gioco che si sta affrontando) la cui interazione è fondamentale per il conseguimento della vittoria sono la chiave dietro all’enorme successo del titolo.

apex legends
Il mondo di gioco è molto bello!

Un po’ perché il sistema di classi fa si che i team debbano essere ben costruiti e calibrati, un po’ perché il sistema di comunicazione, basato sui ping dei vari elementi sulla mappa, è così maledettamente funzionale da rendere l’interazione fra i membri della squadra quasi “naturale” che supera barriere linguistiche e simili.

“Pingare” un otturatore viola farà si che il vostro personaggio annunci che ha trovato un otturatore di livello due, mostrandone la posizione sulla mappa agli atri membri della squadra e così via, in modo tale da rendere il gioco di squadra molto più fluido e “reale”.

Questo aspetto di gioco, assolutamente da non sottovalutare, contribuisce (e non poco) a rendere le partite abbastanza entusiasmanti anche se affrontate con perfetti sconosciuti il che porta il giocatore ad affrontare anche in solo ogni match, senza il bisogno di avere una squadra di amici con cui giocare.

Ovviamente essere in team con giocatori che si conosce e comunicare con qualche chat vocale ha sempre il suo perché, e offrirà un vantaggio notevole, anche se il sistema di comunicazione di Apex Legends riesce ad essere così convincente da rendere quasi superflua la comunicazione verbale.

Il titolo propone poi anche qualche idea di gameplay piuttosto interessante, come il sistema di respawn dopo una morte che contribuisce solo a rendere il gioco di squadra ancora più forte e sentito.

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Pronti per il loot?

In soldoni, Apex Legends ha puntato molto, quasi tutto, su questo aspetto cooperativo del gioco, e sulla velocità dei match che porteranno i giocatori a giocare un numero considerevole di partite quasi senza accorgersene.

Questo, aggiunto ad un sistema di reward piuttosto notevole, aiutato dalla nomina a campioni nella partita successiva qualora si fosse raggiunto un buon punteggio nella partita precedente, il che comporta maggiore esperienza per chiunque riesca ad uccidervi.

Insomma, Apex Legends sembra offrire un’esperienza particolarissima e particolareggiata che promette un supporto parecchio interessante avanti nel tempo.

Se si tratta di un semplice fuoco di paglia o di un videogioco destinato a durare nel tempo ce lo diranno i prossimi mesi, per il momento Apex Legends è sicuramente la migliore alternativa sul mercato dei battle royale e noi tutti sappiamo quanto una valida alternativa sia fondamentale nel mondo videoludico per garantire un buon livello di qualità su qualsiasi prodotto.