Difficilmente un tie-in riesce ad essere giudicato come un bel gioco, sono pochissimi gli esempi nella storia che hanno portato risultati accettabili, ancora meno quelli che sono nati apertamente come videogiochi rivolti ad un pubblico di giovanissimi.

Uno di questi è Dragons: l’alba dei nuovi cavalieri, titolo ambientato nell’universo di Dragon Trainer, rivolto ad un pubblico di bimbetti, ma che nasconde al suo interno un gioco sorprendentemente ben fatto e divertente.

È doveroso premettere che non si tratta di certo di un capolavoro e che la produzione possiede un numero elevatissimo di difetti, ma visto il pubblico a cui si rivolge e vista la sua natura di tie-in, riesce comunque a posizionarsi in quella cerchia di giochi piacevolissimi da giocare quando si ha voglia di spegnere la testa.

Dragons: l’alba dei nuovi cavalieri non ci mette di panni di Hiccup, una scelta piuttosto azzardata visto che chiunque sia fan di film e serie-tv avrebbe immaginato di vestire proprio i panni del protagonista, anche se la scelta ha dato spazio ad una storia decisamente molto intrigante che si è lasciata godere fino alla fine.

In questa avventura impersoneremo un nuovo personaggio che si ritrova senza memoria su di un’isola attaccata da vari cacciatori di draghi.

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SDENDATO!

Messo in salvo da Hiccup, Scribbler (questo è il nome che ci viene dato), incontra Patch, un cucciolo di “chimeradrago” molto particolare che lo aiuterà nel ritrovare i suoi ricordi e fare luce in merito alle strane esplosioni che stanno sconvolgendo la regione.

Dragons: l’alba dei nuovi cavalieri si presenta come un hack-’n-slash molto semplice: avremo a disposizione un unico attacco con la nostra arma, possiamo muoverci, alzare lo scudo e rotolare per schivare.

Il nostro amico alato può sputare palle di ghiaccio, di fulmine e così via (sbloccheremo nuove abilità man mano che cresce) utili per risolvere i vari enigmi ambientali. In combattimento il drago è pressoché inutile anche se spesso cercherà di darci una mano infliggendo qualche status ai vari nemici di gioco.

Nonostante il combat system sia molto semplice e poco profondo (parliamo di una solo tasto da premere in continuazione in fin dei conti), riesce a risultare piuttosto divertente e piacevole al netto della sua scarsa complessità.

Schivare i colpi dei nemici, rispondere al fuoco o capire come sconfiggere i vari boss sfruttando l’ambiente dona una buona dose di divertimento al giocatore che sa accontentarsi e che non guarda troppo alla complessità delle meccaniche di gioco. Insomma, i giovanissimi a cui il titolo è rivolto sapranno apprezzare pienamente l’offerta del combat system presentata da Dragons: l’alba dei nuovi cavalieri.

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Divertente a tratti!

Anche l’esplorazione dei vari dungeon è piuttosto semplice e ridotta all’osso: non ci saranno mai puzzle troppo complessi o segreti troppo nascosti, il tutto è abbastanza lineare e povero di sorprese.

A fare decisamente la differenza è la storia di gioco, ricca di colpi di scena, scorrevole, e interessante da seguire. I fan del brand apprezzeranno maggiormente, anche i più grandicelli (n.d.r come si fa a non rimanere stregati da tutti quei draghi dico io), anzi, apprezzeranno e basta poiché è difficile riuscire ad apprezzare il titolo se non si ha masticato abbastanza le avventure di Hiccup e compagnia.

Sul lato tecnico Dragons: l’alba dei nuovi cavaliere presenta un numero considerevole di difetti, a partire dalla grafica troppo scialba e pregna di errori grossolani come il posizionamento sbagliato delle ombre degli oggetti, al comparti sonoro che appare insipido e poco memorabile.

Ma insomma, il gioco riesce ad essere bello ugualmente al di là di modelli poligonali sproporzionati, ad espressioni facciali statiche e fondali praticamente vuoti.

Dragons: l’alba dei nuovi cavalieri, come specificato più volte, si rivolge ad un pubblico di giovanissimi e in mezzo a loro saprà trovare sicuramente il palato giusto. Potrebbe trovarlo anche in un pubblico più adulto in mezzo a tutti coloro che hanno voglia di un’avventura snella, semplice ma che sappia intrattenere il suo pubblico.

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Sì, si vola pure.

Fra tutti i tie-in che spopolano sul mercato, probabilmente Dragons: l’alba dei nuovi cavalieri è uno dei migliori e questo è sicuramente un motivo di vanto per gli sviluppatori che hanno saputo creare un gioco che, nonostante tutto, riesce ad essere convincente.

Ora, se non lo avete ancora fatto, corrette a vedere l’ultimo capitolo della trilogia cinematografica (e poi comprate il gioco, sì).

Disponibile per PC, PS4, Xbox One e Nintendo Switch (versione testata)