Quando annunciarono la prima volta Anthem rimasi molto colpito da quello che si vedeva sullo schermo: un mondo abbastanza interessante, un sistema di movimento intrigante, un character design che personalmente mi ha fatto salire decisamente la scimmia.

Non sono un fan di questo tipo di videogiochi fortemente incentrati sul multiplayer, ma la firma di BioWare e la promessa di una componente in singolo degna di nota mi facevano dormire un sonno piuttosto tranquillo.

Durante gli ultimi weekend ho avuto il piacere di mettere le mani, come tanti, sulla demo (VIP e non), quindi iniziare a farmi un’idea più concreta del gioco, al di là di quello che fino ad allora avevo semplicemente visto in video.

Non sono rimasto particolarmente soddisfatto, ma nemmeno insoddisfatto, avevo semplicemente aspettative troppo altre per un titolo che non sembra altro che un classicissimo “MMO in cui si spara”, quindi con quel vago sapore di Destiny che è andato ad anacquare tutte quelle promesse di innovazione e novità di cui il titolo si è fregiato negli ultimi mesi.

Parliamo chiaramente di una demo, e non della versione completa di gioco che potrebbe riservare numerosissime sorprese, però, come si suol dire, il buongiorno si vede dal mattino e avrei decisamente preferito vedere qualcosa di più, qualcosa che non urlare “sono un Monster Hunter con le pistole”, al netto della qualità effettiva dell’esperienza, che si è attestata ad un livello certamente alto.

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L'hub centrale è proprio figo.

Cosa ci è stato permesso all’interno di questa demo quindi? Fondamentalmente niente di più e niente di meno rispetto al solito andare in un punto A del mondo, sforacchiare infinite orde di nemici, prendere  l’oggetto/attivare qualcosa, andare al punto B e così via fino al completamento della missione.

Qua e la c’era un timido puzzle ambientale che faceva capolino in mezzo alle sessioni di sforacchiamento, ma niente che riuscisse a sollevare la produzione da quell’alone di “già visto” che si è impossessato di me dopo i primi cinque minuti di gioco.

Il mondo di gioco ci ha dato un assaggio di un ottimo livello di caratterizzazione e level design, sopratutto per quel che riguarda l’hub centrale dove potremo comprare oggetti, forgiare armi e parti estetiche oppure accettare le varie missioni che dovrebbero farci esplorare la storia e la lore di Anthem, che sotto questo punto di vista sembra nascondere qualcosa di notevole.

Al di là quindi di una delusione sui contenuti offerti e su un’offerta che sembra fin troppo simile ad altri titoli del genere già approdati sul mercato, è bene parlare un attimo del feeling generale del gioco: insomma, è divertente giocare Anthem?

Sì, decisamente sì. Il gunplay è ben più divertente di quel che possa sembrare e questo grazie ad un’azione di gioco piuttosto rapida e ad un sistema di movimento molto fluido che ha superato di molto le mie più rosee aspettative.

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Un bel mondo!

Il volo, nello specifico, è parecchio interessante e lascia un sapore piuttosto buono in bocca una volta padroneggiato a dovere: se inizialmente vi sembrerà tutto molto “legnoso” e “burroso”, basterà una manciata di minuti a farvi completamente ricredere.

Volare è un’esperienza piacevolissima, specie una volta che sarete riusciti a fonderla completamente con lo “spara-spara” presente in gioco: fermarvi a mezz’aria per crivellare i vostri nemici dall’alto è una di quelle meccaniche che aggiunge una carica scenica importante all’azione che non guasta mai.

Non solo, anche sparare è estremamente piacevole un po’ perché il feeling delle armi da un senso di potenza incredibile, un po’ perché tutti i nemici sono molto divertenti da studiare ad affrontare, specie i boss dei “raid” che presentano moveset particolarissimi e punti deboli parecchio scenici da sforacchiare.

Insomma, Anthem nonostante non sembri essere l’innovazione che millantava di essere, riesce ad essere comunque divertente e piacevole, specie se giocato in compagnia in modo tale da coordinarsi per bene nell’azione.

Un mondo di gioco incredibilmente piacevole.

Di certo nasconde qualcosa di più, qualcosa che è da ricercare nell’esperienza in singolo e nella lore del mondo di gioco che già da questo piccolo assaggio sembrerebbe essere ben scritto e ben caratterizzato.

Concludendo, quindi, al netto di tutto sono convinto di acquistare il gioco il giorno della sua uscita, sia perché ho qualche amico interessato con i quali abbiamo in programma qualche serata in compagnia di Anthem, sia perché ho proprio voglia di scoprire tutto quel lato nascosto che la demo mi ha solo fatto assaggiare. Staremo a vedere.