· Di Paolo Sirio

Ace Combat 7: Skies Unknown recensione

Oltre i cieli dell'avventura.

Ace Combat 7: Skies Unknown può rappresentare un’alternativa sorprendente per quei giocatori che volessero spezzare la monotonia di generi proposti a profusione sul mercato dei videogiochi. Costoro qui troveranno una sponda di qualità, dalla buona longevità in single-player e con una componente multiplayer vivace, nonostante qualche asperità e qualche spigolatura che su questa base potranno essere limate nel prossimo e più stabile capitolo.

7.5su 10
7.5su 10

Gennaio 2019 significa, per gli appassionati di gaming, Resident Evil 2 e Kingdom Hearts III. Ne siamo consapevoli, ed essendo noi stessi appassionati condividiamo. In ogni caso, ciò non vuol dire essere chiusi ad eventuali sorprese e idee sopra le righe, o dovremmo dire “sopra le nuvole”, che potrebbero dare uno scossone al mese che volge al termine.

Ace Combat 7: Skies Unknown potrebbe essere uno di questi scossoni, riproponendo al grande pubblico, un po’ a sorpresa visti più recente passi falsi sia nei confronti di un pubblico nuovo che di quello storico, un franchise d’altri tempi che aveva bisogno di rilanciarsi. E che, a quanto vi diremo, per gran parte della sua offerta riesce a farlo.

Prima di tutto, alla base del nuovo Ace Combat c’è un motore grafico, l’Unreal Engine 4, più moderno e che consente di fare cose nuove per la saga, non solo sotto un profilo estetico. L’occhio vuole la sua parte, certo, e nella versione che abbiamo spolpato – PS4 Pro, con qualche rado calo di frame rate scenari affollati a terra – l’ha avuta ampiamente, con orizzonti ed effetti di luce capaci di togliere il fiato e dare un’idea di quanto ci sia ancora da esplorare nei cieli per quanto riguarda il mezzo.

Ma non è di questo, non soltanto di questo, che si compone la cifra del cambiamento cui si è sottoposto AC. Il passaggio all’Unreal Engine ha consentito a Project Aces di introdurre molteplici condizioni climatiche e legarle al design delle missioni della campagna, vera e propria portata principale in una serie che ha sempre avuto pregevoli ambizioni narrative.

ace combat 7

Il fatto che ci sia un cielo nuvoloso, ad esempio, non è un semplice orpello ma implica la possibilità di nascondersi tra le nubi per sfuggire ai radar nemici; l’arrivo di una tempesta di fulmini, poi, implica complicazioni nella “navigazione” cui prestare attenzione quando c’è da scegliere dove andarsi a muovere e soprattutto il velivolo più adatto alla missione assegnata.

Lo stesso dirigersi troppo in alta quota, senza la strumentazione adatta (ovvero una parte da acquistare nel mercato interno del gioco), può portare al congelamento dell’aereo e dunque ad una sua manovrabilità inevitabilmente compromessa.

Muoversi invece in un banco di nuvole prevede che ci sia un inevitabile scossone, che se prolungato può portare allo stallo e ad un’uscita più complessa, oltre alle gocce di pioggia che si depositano sulla nostra visuale producendo una resa credibile del nostro passaggio.

Insomma, come dicevamo, la questione meteorologica posta in essere grazie al nuovo motore grafico è tutto fuorché un dettaglio cui badare e finisce ben presto col diventare una divertentissima, e spettacolare, variabile nel corso delle proprie sessioni.

ace combat 7

Ciascuna missione ha poi una particolare mansione che dovremo portare a termine, e in base a questa, che ci sarà trasmessa nel briefing pre-partenza, saremo chiamati a scegliere un velivolo adatto.

Munirsi di un aereo poco prestante nell’aria-terra quando ci sarà chiesto di abbattere delle forze di terra non sarà di certo una mossa saggia, e nel giocato, pur avendo magari selezionato un velivolo velocissimo, questa decisione avrà sempre un impatto che ci renderà la vita più difficile (o facile, vallo a sapere).

Questo, insieme alla personalizzazione del mezzo che avviene attraverso le suddette parti e all’acquisizione di nuovi aerei grazie ai punti che ci verranno elargiti completando le missioni della storia, è una costante del gioco da tenere continuamente d’occhio, a prescindere dall’ispirazione delle diverse missioni.

I nuovi aerei saranno ottenibili attraverso l’albero dedicato, tramite cui accedere non soltanto ai velivoli ma anche alle parti, che spesso costituiranno un “ostacolo” nel raggiungimento del nostro mezzo preferito volto evidentemente ad allungare l’esperienza quel tanto che basta per non spendere tutti i crediti in un colpo solo.

ace combat 7

L’idea è abbastanza riuscita, sia da vedere che nella pratica, specie per consentire di scegliere cosa acquistare con un minimo di cognizione in più in base alle proprie esigenze, visto che ci sono puntuali descrizioni da consultare e tempo per capirne di più, come nel più tipico dei giochi di ruolo.

Una volta scesi nell’agone bellico, Ace Combat 7: Skies Unknown è in una sola parola “divertente”, grazie ad un’ottima accessibilità tipica del proprio DNA simularcade sia per i nuovi arrivati. Quanti siano fan storici della serie avranno tra le mani un prodotto dall’ottima godibilità che forse sacrifica qualcosa sulla lunghezza e sulla complessità degli scontri aerei, salvo un paio di casi non a caso particolarmente entusiasmanti, in cambio di una velocità e una fluidità delle varie fasi senza precedenti.

È facile avere padronanza del mezzo così come perderla, e ci sono alcune manovre abbastanza intuitive da imparare per rimettersi in riga in caso di problemi. Naturalmente, la presenza di due tipi di comandi permette di scegliere l’opzione che più si adatta alle proprie preferenze, e ad un certo punto di vista l’una è un buon veicolo per la seconda una volta che si sia acquisita una buona qualità di guida pad alla mano.

Il sistema di puntamento è forse l’aspetto che richiede una maggiore confidenza, non essendo immediato, e richiedendo il passaggio spesso e volentieri da un target all’altro della missione. Non è perfetto e istantaneo, ecco, ed imparare a non farci troppo affidamento è anch’esso parte del gioco.

ace combat 7

L’aspetto spettacolare è piuttosto importante nell’economia del titolo ed è mantenuto da trovate puramente coreografiche come ad esempio il decollo e l’atterraggio, purtroppo tenuti separati dal gameplay regolare della missione e non fatti confluire nel flusso del giocato, oppure il rifornimento in aria; cioccolatini per gli amanti degli aerei di guerra e anche un modo per mostrare i muscoli ora che certe cose da un punto di vista tecnologico non sono più un’utopia.

Venendo a qualche nota stonata, passiamo prima per quel “nì” che è la storia. Come dicevamo qualche riga fa, la storia ha una sua dignità narrativa e una buona fattura, ricalcando lo stesso schema di Tekken 7 con filmati pre-renderizzati a fornire il contesto complessivo della trama da punti di vista esterni fino a confluire in quella del gioco.

Tuttavia, la narrazione è piuttosto confusa per alcune ragioni; in primis, su un livello banale, i buoni e i cattivi si chiamano quasi nello stesso modo; in secondo luogo, ci sono numerosi punti di vista che vengono raccontati di volta in volta e questo continuo intreccio induce spesso in fraintendimenti.

In terzo luogo, ammesso che si possa adoperare quest’espressione, spesso vengono forniti dettagli fondamentali per comprendere cosa fare in una missione nel mezzo di discorsi lunghissimi che invece non hanno un’incidenza nel giocato; per cui ci si ritrova senza sapere cosa fare nel dettaglio visto che si è ignorato il discorso in certi tratti.

ace combat 7

Ace Combat 7 sa pure essere frustrante: ha un’intelligenza artificiale che generalmente non si interessa davvero alle vicende del gioco, facendo solo da cornice spettacolare a quanto succede e quanto viene raccontato nelle comunicazioni radio, ad esempio.

Questo comporta che si giochi praticamente da soli, dovendo badare, soprattutto nelle missioni che richiedono la difesa di un obiettivo, a numerosi pericoli che arrivano da tutti i fronti in maniera matta e disperata mentre ci parlano nelle orecchie senza fare granché.

Specie in queste stesse fasi, emerge un’UI paradossalmente insufficiente nonostante l’abbondanza di riquadri e scritte sullo schermo: mancando, forse per velleità di realismo, qualunque indicatore come una barra della salute dell’obiettivo da proteggere, si ha talvolta la sensazione che il gioco decida arbitrariamente quando farci perdere e quando no.

In diversi casi, infine, vengono posti obiettivi troppo alti da raggiungere nel mezzo di missioni che sono al contrario facili da portare a termine. Ci si ritrova così, per il design stesso delle missioni, a spendere 15-20 minuti – a tanto è impostato il timer – nel tentativo di raggiungere il punteggio prestabilito e mancando un checkpoint nel mezzo o più fasi a vedere quel tempo speso inutilmente.

In chiusura, Ace Combat 7: Skies Unknown può rappresentare un’alternativa sorprendente per quei giocatori che volessero spezzare la monotonia di generi proposti a profusione sul mercato dei videogiochi. Costoro qui troveranno una sponda di qualità, dalla buona longevità in single-player e con una componente multiplayer vivace, nonostante qualche asperità e qualche spigolatura che su questa base potranno essere limate nel prossimo e più stabile capitolo.

Disponibile per PC, PlayStation 4 (versione testata), Xbox One e Nintendo Switch.