Sentiamo spesso parlare oggi di queste avventure grafiche moderne di cui la fu Telltale era portabandiera, nel contesto di un “nuovo” genere che in breve tempo ha spodestato un po’ la vecchia scuola.

Quando ci si trova ad analizzare un gioco di questo tipo si è quindi soliti prendere in considerazione quella classica manciata di punti che vanno dalla scrittura al caratterizzazione dei personaggi e si tirano le somme.

Iniziare a giocare The Council non ci mette in una situazione differente: sappiamo trattarsi di un’avventura basata sulla narrazione quindi mano al taccuino e iniziamo a segnarci, punto per punto, quanto vale il titolo nelle classiche categorie.

Ci si rende conto molto presto, dopo il primo quarto d’ora circa, che non si sta scrivendo un bel niente e che ci si è addentrati così tanto all’interno delle vicende narrate da essersi quasi dimenticati che si doveva scrivere una recensione. O almeno a me è successo proprio questo.

The Council è quel classico gioco il cui livello di scrittura e caratterizzazione dei personaggi è così alto da annichilire completamente qualsiasi altro aspetto del gioco inghiottendo interamente il giocatore all’interno del suo mondo.

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Cosa succede?

Viste le premesse alla base dell’avventura non poteva essere altrimenti: il protagonista, Louis Richet, è il membro di una società secreta conosciuta come Golden Order.

La madre, Sarah Faustine de Richet è uno dei membri più importanti dell’ordine grazie alle sue conoscenze nelle alte sfere del Vaticano e della più alta nobiltà: scopriamo ben presto avere rapporti importanti con Washington, Godoy e altre personalità di spicco nello scenario politico del gioco.

Già sentendo alcuni di questi nomi dovrebbero essersi accese alcune antenne: sono personaggi realmente vissuti (abbiamo anche Napoleone per citarne un altro), tutti invischiati una una fitta trama di intrighi e misteri che sta a noi riuscire a risolvere.

La storia inizia con nostra madre che scompare misteriosamente durante la sua permanenza sull’isola di Lord Mortimer, un esponente dell’alta aristocrazia che è solito indire questo tipo di riunioni a cui sono caldamente invitate tutte queste personalità di spicco.

Scopriamo ben presto che nostra madre è invischiata in qualcosa di più grande e che la nostra presenza sull’isola è solo un pretesto per ottenere importanti informazioni da uno dei membri più influenti della scena politica mondiale.

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Terrificante, no?

Capirete da queste poche parole (credetemi se vi dico che c’è letteralmente un mondo da leggere e scoprire) quanto la scrittura di The Council si attesti ad un livello così alto da fa sfigurare qualsiasi altra produzione simile: possiamo quasi osare il termine “capolavoro” di fronte alla maestosità degli intrecci narrativi che ci vengono forniti all’interno del gioco.

Proprio sugli intrecci è bene soffermarsi poiché il titolo ci mette a disposizione un numero spropositato di bivi che rendono ogni nostra decisione, anche la più piccola, un tassello fondamentale all’interno degli eventi narrati.

Sentiamo effettivamente il peso della scelta, un peso che non rappresenta solo uno espediente narrativo per aggiungere pepe al gameplay, ma che ha una reale importanza sullo svolgimento delle azioni di gioco.

Parlando di gameplay è bene soffermarci sulle novità introdotte al genere da The Council che riesce a distaccarsi in modo intelligente e notevole da qualsiasi altro esponente del genere videoludico in questione.

Il titolo si presenta come un RPG in cui è possibile salire di livello, ottenere punti abilità utili per sbloccare particolari abilità presenti all’interno di un albero piuttosto vario e interessante.

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E lui?

Ognuna di queste abilità ci permette di avere diversi approcci comunicativi con i personaggi. Aumentando le nostre conoscenze in ambito politico, ad esempio, è possibile avere maggiore presa nelle conversazioni a tema e così via.

Alla fine di ogni capitolo di gioco possiamo, inoltre, scegliere alcuni libri da leggere (fra quelli che abbiamo trovato giocando il capitolo) che aumentano ulteriormente le nostre abilità cognitive in quel dato campo consentendoci conversazioni sempre più profonde e dettagliate.

Perché tanta importanza alla conversazione? Perché il fulcro del gameplay è proprio questo: scoprire la verità dietro questo ordine misterioso e le vicende oscure che ruotano attorno a nostra madre.

Per farlo è necessario parlare, sbloccare dialoghi aggiuntivi e lanciarsi in esaltanti duelli oratori in cui è necessario “vincere tre round” per riuscire a “portarsi a casa la conversazione” e ottenere quello che vogliamo dal nostro “avversario”.

La struttura episodica di The Council potrebbe essere il suo unico tallone di Achille poiché il secondo episodio è leggermente sottotono rispetto al resto della produzione che raggiunge il suo massimo livello di espressione nel quarto, probabilmente uno degli esempi da seguire per tutti coloro che vorranno sviluppare un videogioco del genere da qui in avanti.

Ad incorniciare una delle migliori storie degli ultimi anni vi è un comparto tecnico che possiamo semplicemente definire come “non all’altezza”: animazioni legnose e modelli non troppo dettagliati contribuiscono a rendere il titolo meno appetibile ai più.

Tirando le somme, The Council è un titolo che non deve assolutamente mancare nelle vostre librerie, soprattutto se amate immergervi all’interno di un mondo e di una regia unici nel loro genere.

Disponibile per PC, PS4 (versione testata) e Xbox One