A gennaio usciranno due nuovi capitoli di due delle saghe più importanti dell'industria del videogioco giapponese, e mondiale. Parliamo di Kingdom Hearts 3 e Resident Evil 2, rispettivamente 29 e 25 gennaio. Quest'ultimo non è un nuovo episodio, è vero ma 1) abbiamo usato il corsivo per dire nuovo e quindi non potete dirci nulla e 2) è un lavoro così profondo che definirlo un remake è un pallido eufemismo.

Stiamo parlando di un rifacimento totale del Resident Evil 2 originale, dal punto di vista tecnico ed estetico (ovviamente) ma anche nel gameplay, che riesce a combinare con minuzia l'azione dei recenti episodi della serie ed un feeling da survival horror del passato, dove è necessario contare i proiettili ed ogni scontro con le armi bio-organiche della Umbrella Corporation si rivela potenzialmente fatale. Ma parliamo anche di intere nuove sezioni del gioco inserire appositamente nel remake, enigmi rivisti nella quasi totalità, cutscene completamente ricreate in termini di estetica e sceneggiatura.

Resident Evil 2 è, di fatto, un gioco nuovo, senza corsivo. Se Resident Evil 2 fosse uscito originariamente nel 2019, e non nel 1998, sarebbe così. Per darvi un'idea della portata del remake, vi consigliamo la visione di questo ottima videoanteprima a cura dei colleghi di Eurogamer.net, ovviamente piena di spoiler (non di trama, tranquilli):

Visto che sono passati più di vent'anni dal 1996, quando l'originale Resident Evil sbarcò sulle PlayStation di tutto il mondo, è probabile che abbiate perso un po' il filo di tutte le pubblicazioni relative alla prolifica saga di Capcom. Potreste essere ancora più disorientati se Resident Evil 2 sarà il vostro primo videogioco della serie.

Così, come abbiamo fatto per la saga di Kingdom Hearts, ci sembrava giusto tirare un po' le fila su tutta la saga videoludica (i film, per ora, lasciamoli dove stanno...) di Resident Evil.

La cosa buffa, infatti, è che sebbene ci si scagli spesso contro la saga di Square Enix-Disney per il numero eccessivo di titoli legati al franchise, il lavoro di Capcom non è che non abbia avuto il suo considerevole numero di iterazioni. Parliamo di 24 videogiochi, inclusi i vari remake (come Resident Evil 2), più 9 titoli usciti per dispositivi mobile dal 2003 al 2011. La fortuna di Resident Evil è che, se i titoli della saga di Kingdom Hearts contengono tutti dei pezzetti di trama necessari per capire interamente il tessuto narrativo del franchise, i videogiochi della saga di Capcom davvero importanti per capire come stanno le cose sono una parte minoritaria rispetto alla totalità dei prodotti del franchise.

Divideremo proprio in questo modo la nostra guida, dividendo gli episodi spin-off da quelli regolari della saga, consigliandovi quelli più o meno necessari da recuperare per avere una conoscenza completa della saga zombesca di Capcom.

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"Let's begin..."

Gli spin-off di Resident Evil

Gli episodi di Resident Evil che non fanno parte della storyline principale, banalmente quelli che hanno un numero alla fine, dall'1 al 7, sono spin-off che possiamo idealmente dividere in due categorie: le rivisitazioni della trama attraverso nuovi esperimenti di gameplay; episodi alternativi dalla trama autonoma che ampliano solo marginalmente la lore di Resident Evil.

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Resident Evil: Infinity War

Nella prima categoria rientrano ad esempio The Umbrella Chronicles e The Darkside Chronicles. Si tratta di shooter su binari che ripercorrono gli eventi degli episodi principali della saga, entrambi usciti su Wii e PlayStation 3 nel 2007 e nel 2009.

The Umbrella Chronicles racconta la trama – dall'inedito punto di vista di Albert Wesker, ma è più appassionante la premessa che la realizzazione – che ripercorrono gli eventi di Resident Evil Zero, Remake/Rebirth (il primo episodio rimaneggiato su GameCube) e 3:Nemesis. The Darkside Chronicles ripropone invece Resident Evil 2, Resident Evil Code: Veronica, ed uno scenario ambientato due anni prima di Resident Evil 4, dove vestiamo gli inediti panni del vigoroso Krauser in uno scenario in cui affianca Leon S. Kennedy. In entrambi i casi parliamo di un gameplay ovviamente votato all'azione, lontano dagli stilemi del survival horror, ma un modo efficace per ripassare in maniera veloce (e sicuramente più emozionante che leggere le relative pagine Wikipedia) la trama degli episodi più importanti che riguardano le vicende della Umbrella Corporation.

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Equipaggiamento tattico per Dead Aim, quarto capitolo dei Gun Survivor.

Parlando di shooter alternativi, prima dei Chronicles ci fu la serie iniziata con Resident Evil Survivor (conosciuta in Giappone come Biohazard Gun Survivor) su PlayStation nel 2000. I Gun Survivor vedevano l'uso della GunCon/G-Con di Namco, la pistola a raggi infrarossi, e degli scenari pieni di zombie da massacrare. Resident Evil Survivor racconta una storia alternativa all'interno del disastro di Raccoon City, mentre Resident Evil Code: Veronica reinterpreta le vicende dell'eponimo videogioco uscito su Dreamcast (e non solo).

L'ultimo titolo della serie che ha ripreso le vicende dei Resident Evil classici è stato Operation Raccoon City. Si tratta in realtà di uno scenario ipotetito non-canonico (qualunque cosa significhi realmente), in cui un gruppo di mercenari d'elite della Umbrella Corporation arriva a Raccoon City per portare ordine all'interno della città. Nonostante la stranezza dell'operazione il titolo fu un successo commerciale, ma niente che la storia ricorderà con gloria.

Nella seconda categoria, quella degli episodi più autonomi della saga, rientrano parzialmente tutti i titoli mobile, visto che rappresentano nella maggior parte dei casi degli esercizi di stile a tema Resident Evil, e poco più.

Rientra anche il quarto titolo del franchise dei Gun Survivor (il terzo era dedicato a Dino Crisis), ovvero Resident Evil: Dead Aim. Sempre armati di pistola ad infrarossi, stavolta due personaggi inediti (i super anonimi Bruce McGivern e Fong Ling) avranno a che fare con un'epidemia zombie su una nave da crociera, piena di armi bio-organiche note ai fan della saga. Il tema della nave piena di zombie era già stato esplorato in Resident Evil Gaiden, produzione per Game Boy Color che vedeva protagonisti Leon Kennedy e Barry Burton. Un titolo niente affatto memorabile.

Tolto l'incredibilmente oltraggioso Umbrella Corps, che nel 2016 tentava di ridare vita al filone action della saga con uno shooter che non sapeva bene cosa voleva e doveva essere, gli spin-off di Resident Evil hanno saputo annoverare tra le proprie file anche produzioni di grandissimo livello. Due tra tutte: Outbreak e Revelations.

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I protagonisti di Outbreak.

Resident Evil Outbreak, e la sua espansione Outbreak: File #2, partivano dall'interessantissima premessa di raccontare le vite della gente comune durante l'incidente di Raccoon City. Outbreak prevedeva infatti cinque scenari relativi ad altrettanti personaggi che non erano agenti governativi, super spie o soldati d'elite, ma cameriere, guardie giurate, poliziotti, e così via. Il gameplay riprendeva quello dei Resident Evil per GameCube, aggiungendo la possibilità di poter giocare online in co-op con altri giocatori che interpretavi gli altri personaggi (funzionalità assente nella versione PAL del gioco).

L'altro dinamico duo di titoli è Resident Evil: Revelations e Revelations 2. Il primo uscì originariamente come esclusiva 3DS (ma poi anche su PC e console), ed era ambientato tra Resident Evil 4 e 5. In questa brevissima serie di titoli, Capcom ritorna un po' alle origini con il mood della serie, perché sebbene siano costruiti sullo scheletro action che ha fatto la sua prima comparsa nel quarto capitolo, la volontà dei Revelations era quella di portare un minimo di survival horror. E ci riuscì, perché l'avventura di Chris e Jill all'interno dell'unità BSAA alla ricerca della nave (di nuovo) Queen Zenobia legata a misteriose attività bio-terroristiche, è davvero una bella esperienza di gioco, moderna ma familiare allo stesso tempo. In Revelations 2 la protagonista è Claire, affiancata da Barry Burton (per la prima volta giocabile), in un'avventura che Capcom pubblicò ad episodi (nel 2015, tra Life is Strange ed i Telltale, era un po' la moda del momento). Anche in questo caso siamo di fronte ad un titolo ottimo, che recupera tutto ciò che c'era di buono in Revelations ed ottimizzandolo grazie alla release da subito multipiattaforma, un'altra bella avventura con tanto di finali multipli. Come una volta.

Resident Evil: dal b-movie alla spy story

L'evoluzione del franchise di Resident Evil è molto singolare. Nel 1996, il primo Resident Evil era un grande omaggio agli zombie di Romero, alla cultura dei film sui non morti, ed in generale ai b-movie horror (lo si capisce dall'introduzione qui sopra, con un incredibile Daniele Bossari-Barry Burton). La villa infestata, gli enigmi assurdi fatti di statue, chiavi, e marchingegni mortali, creature orribili e trasformazioni grottesche. Questo è Resident Evil, e su questa estetica collegata a doppio filo col cinema, ha basato la sua fortuna. Col tempo il cinema si è evoluto, i videogiochi si sono evoluti, e con il quarto capitolo Capcom ha abbracciato un cambiamento molto importante che, nonostante l'odio dei detrattori che ancora oggi considerano un oltraggio lo splendido Resident Evil 4 (96 di Metacritic per la versione GameCube), ha ridato a Resident Evil una nuova linfa vitale.

Dal b-movie del 1996, Resident Evil è diventata una spy story con Resident Evil 6 nel 2013, titolo che ha segnato la rottura definitiva tra il franchise ed i suoi fan. Privo di stimoli ed una direzione precisa, il sesto capitolo aveva alcuni punti di forza e tanti di debolezza, a partire da una narrazione che, tolta di mezzo da anni la Umbrella Corporation, faceva fatica a dire qualcosa di nuovo. Ci è voluto il settimo capitolo per far respirare il franchise che, per motivi diversi, ha avuto lo stesso significato di Resident Evil 4 in termini di storia editoriale.

Detto ciò, quali sono i titoli principali della saga di Resident Evil? Banalmente, come accenavamo poco sopra, quelli con un numero: Resident Evil (1), 2, 3:Nemesis, 4, 5, 6, 7. Un discorso particolare va fatto per Resident Evil Zero e Code: Veronica.

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Rebecca, dal treno dello Zero, finirà dritta dritta nella villa del primo episodio (o quasi). Poverina.

Zero è un prequel, la cui trama è ben inserita nella canonicità della serie ma, a conti fatti, non aggiunge relativamente nulla di nuovo se non una backstory per Rebecca Chambers, Albert Wesker e William Birkin (personaggi che, di fatto, erano già stato abbondantemente esplorati). La sezione sul treno, però, è una boccata d'aria fresca gigantesca, così come il sistema partner zapping, legato alla collaborazione tra Rebecca e Billy, i due protagonisti. C'è un tizio che canta ed evoca mostri ed altre schifezze, ma una volta superato il trauma poi è tutta magia.

Code: Veronica è un titolo al limite dello spin-off, e di fatto fu il primo titolo della serie che Capcom produsse con questa idea in mente, dopo il successo di Resident Evil 2 nel 1998. Tre mesi dopo la fuga da Raccoon City, Claire Redfield si infiltra in uno stabilimento della Umbrella Corporation in cerca di suo fratello Chris. Da lì parte un epopea fatta di zombie (ovviamente) ed altre oscenità mostruose, con tanto di comparsate proprio di Chris ed Albert Wesker. Un titolo importantissimo per la serie, di grandissimo valore, ma che per via della sua natura fatichiamo ad inserire tra quelli prettamente regolari, ma che va sicuramente recuperato se siete fan del franchise.

A questo proposito, arriviamo al nocciolo della questione.

Resident Evil
Per narrativa e gameplay, Resident Evil 2 (remake o meno) è un ottimo inizio.

Quale Resident Evil gioco per primo?

La buona notizia è che se Resident Evil 2 sarà il vostro primo Resident Evil, è un ottimo modo per entrare nell'epopea videoludica di Shinji Mikami.

Il titolo è ambientato a Raccoon City, due mesi dopo gli eventi del precedente Resident Evil e la sua storica villa. La trama vede quindi la cittadina affrontare l'epidemia di zombie, che è una vera e propria novità rispetto agli eventi della villa degli Spencer che, a livello mediatico, è qualcosa che non è mai stato divulgato nella fiction del franchise. Quindi come i cittadini, Leon e Claire sono completamente ignari di ciò che sta succedendo, anche voi potreste iniziare a godere del franchise ad opera di Shinji Mikami per la prima volta dal remake del titolo che viene universalmente riconosciuto come il più significativo dell'intera serie.

Dopo aver recuperato Resident Evil 2 il 25 gennaio prossimo volete continuare ad approfondire la storyline della saga? Cominciate dalla serie regolare perché gli spin-off, come avrete intuito dalle descrizioni poco sopra, sono perlopiù indicate ai fan della saga. Darkside ed Umbrella Chronicles, che potrebbero rappresentare un bignami della serie, sono in realtà titoli invecchiati molto male oggi, ma se avete ancora una Wii o una PlayStation 3 funzionante li troverete sicuramente a quattro soldi.

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Un remake, originariamente uscito su GameCube, che ha fatto storia.

Andando in ordine cronologico, Resident Evil Zero e Resident Evil Rebirth (il remake del primo capitolo) sono i più indicati per recuperare la trama. Li trovate su GameCube, ma più facilmente su PC e console di attuale generazione con tanto di pacchetto collection che contiene entrambi, ed ha degli aggiustamenti e modifiche molto interessanti come la possibilità di non giocare con il classico sistema di controllo “tank”, con i comandi impostati come fossero sempre alle spalle dei personaggi, ma con uno schema più moderno.

L'originale Resident Evil 2, nel caso siate dei fan della memoria storica, è attualmente difficile da recuperare, perché le versioni più recenti sono per Dreamcast e GameCube. Poi, insomma, esce un remake stratosferico a breve.

Resident Evil 3: Nemesis è un altro titolo importante per il franchise, perché vede il ritorno di Jill Valentine, sempre a Raccoon City (dimostrazione dell'importanza del secondo episodio nell'economia della serie) in concomitanza con Resident Evil 2, ed ha la minaccia del Tyrant Nemesis, una soluzione narrativa e di gameplay molto interessante che vede la nostra Jill sempre minacciata dall'ingombrante presenza della creatura. Uscì nel 2000 in Europa, su PlayStation, ed i modi più semplici per recuperarlo sono la versione GameCube datata 2003, oppure la versione PSN del 2012 per PlayStation 3.

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Resident Evil 4 è un vero e proprio capolavoro. Nonostante il personaggio di Ashley.

Resident Evil 4, straordinario per gameplay ed importanza storica, uscì come esclusiva GameCube nel 2005, ed è stato ripubblicato nel corso degli anni praticamente ovunque. L'avventura di Leon non solo ha gettato le basi per il nuovo corso di Resident Evil, ma ha anche contribuito a stabilire le basi per il genere dei third person shooter a venire. Un vero e proprio capolavoro. Lo trovate su GameCube, PlayStation 2, PC, Wii, PlayStation 3, Xbox 360, ma anche su PS4, Xbox One e Switch in versione rimasterizzata.

Da Resident Evil 5 in poi siamo di fronte a titoli che, se siete digiuni della saga, potreste lasciare indietro, o perlomeno recuperare con estrema calma in futuro, per una serie di motivi. Dal quinto episodio la Umbrella Corporation non esiste più, gli zombie non esistono più ed i nemici vengono sostituiti da armi bio-organiche, veri e propri mostri dal design assurdo, sempre più grottesco ed improbabile, quasi in stile anime. Dicevamo del nuovo corso iniziato con Resident Evil 4 appunto, che ha dato una svolta action e molto più estrema alla serie.

Resident Evil 5 è ambientato in Africa, dove un nerboruto Chris Redfield affiliato alla BSAA si ritrova ad indagare su alcune strani avvenimenti, nonché sulla scomparsa della sua storica partner Jill Valentine. Nel gioco apparirà anche Albert Wesker, per un epico showdown all'insegna dell'azione estrema, con tanto di flashback e sensi di colpa di Chris. Un capitolo considerato controverso, che in termini di gameplay non si distanzia troppo dal quarto episodio, e che ha iniziato a stabilire una rottura con i fan del franchise. Meritevole per la co-op locale e proprio per quel gameplay che, forte della solidità del precedente capitolo, lo rende uno shooter abbastanza solido.

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Resident Evil 6 aveva velleità da thriller.

Ma la rottura definitiva tra Capcom ed i fan di RE arriva con Resident Evil 6, un capitolo tanto ambizioso quanto privo di mordente. RE6 intreccia tre storie, più una bonus nei panni di Ada Wong che fa da true ending, in cui appaiono Leon, Chris, una Sherry Birkin cresciuta, nuovi personaggi tra cui un figlio di Albert Wesker spuntato dal nulla, il tutto in una trama generale davvero risibile. Un po' un casino, insomma, che aveva il pregio di intrecciare tutte queste storie anche in termini di gameplay, visto che si poteva giocare anche in multiplayer online in determinati scenari in cui le coppie di personaggi si incontravano. Una vera e propria spy story, di quelle non esaltanti.

Nonostante l'indubbia qualità di Resident Evil 7, questo non è uno di quei capitoli che vi consigliamo di giocare da subito se non conoscete la saga. Prima di tutto è molto, ma molto diverso in termini di gameplay. Prima persona (con tanto di supporto per PS VR), feeling quasi da Silent Hill, si spara meno e si salta sulla sedia di più. Inoltre, i legami con il resto della saga sono solo parziali (ci sono, anche se non sembra). Resident Evil 7 segna una nuova rottura col passato, potrebbe avere lo stesso valore di Resident Evil 4 per motivi diversi, ma è ancora presto per dirlo.

Detto questo, l'appuntamento è per il 25 gennaio. Sia che torniate, oppure arriviate a Raccoon City per la prima volta, sarà un bel viaggio.

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