Prima di essere un autore di videogiochi, Hideo Kojima è anche – e soprattutto – un regista cinematografico. Peccato solo che la vita e la carriera lo abbiano portato ben lontano dai riflettori di Hollywood, un luogo che avrebbe sicuramente messo alla luce la sua bravura nel raccontare storie (un po' folli), cospirazioni e personaggi sopra le righe.

È indubbio che Kojima non abbia mai nascosto la sua passione per la settima arte, tanto che i suoi giochi (e ben prima dell'originale Metal Gear Solid) sono letteralmente pervasi di riferimenti, omaggi, citazioni ed Easter Egg alle pellicole che maggiormente hanno segnato il nostro buon, vecchio Kojima-san.

Ora, in attesa che l'autore cinquantacinquenne riveli al mondo la data di uscita del suo prossimo Death Stranding – gioco di cui al momento si sa poco o nulla -  il papà di Solid Snake (da sempre attivissimo sui social, specie su Twitter), ha deciso di stilare la sua personalissima classifica dei migliori film del 2018, ossia tutte quelle pellicole che volente o nolente hanno lasciato un segno nel cuore e nello spirito del nostro beneamato designer nipponico.

hideo kojima

Tuttavia, abbiamo deciso di fare le pulci a Kojima-san, “recensendo” le varie scelte dell'autore. Ecco le nostre considerazioni.

  • Paddington 2: bene ma non benissimo, Hideo. Se nel 2014 il primo Paddington fu uno dei film migliori dell'annata, il sequel ha ripreso per filo e per segno le tematiche portarti del predecessore (come la migrazione e il concetto di famiglia allargata) infarcendolo di altrettanti buoni sentimenti. Un buon film, ma da qui a includerno della top ten ce ne passa.
  • Oltre la Notte: molto meglio, Hideo. La storia di sangue e vendetta con Diane Kruger ambientata in una Amburgo dilaniata dallo scoppio di una bomba indirizzata alla comunità turco-tedesca, è una pellicola molto intensa, seppur non troppo nota al pubblico. Per intenditori.
  • Dangal / Raw – Una cruda verità: in questo caso, il papà di Solid Snake tira fuori dal mazzo due film del 2016 molto particolari. Il primo, un chiaro messaggio di riscatto sociale attraverso lo sport (raccontando della forza di un uomo e delle sue due figlie), mentre il secondo una storia di cannibalismo adolescenziale che ha saputo dar scalpore (durante una proiezione del film a un festival canadese, diversi spettatori hanno avuto dei mancamenti per le scene particolarmente cruente). Ti piace spaziare tra i vari generi, non è vero Hideo?
  • Tre Manifesti a Ebbing, Missouri: in questo caso, c'è davvero poco da obiettare. La grottesca e intensa storia di Mildred Hayes, vincitrice di due premi Oscar, è semplicemente un film magnifico. Punto.
  • City of Ghosts: un documentario del 2017 incentrato sul tema del fondamentalismo islamico (ISIS), nel quale una squadra di giornalisti rischia quotidianamente la pelle per riuscire a ottenere quante più informazioni possibili. Ne hai di pelo sullo stomato, Hideo.
  • Coco: anche Kojima, alla fine, cede al fascino (e alla commozione) delle pellicole targate Disney – Pixar. La storia di Miguel, un giovanissimo aspirante musicista che decide ben presto di intraprende un viaggio verso la terra dei propri antenati, avrà fatto piangere a dirotto anche Hideo? Noi pensiamo proprio di sì.
  • You Were Never Really Here: noto in Italia come A Beautiful Day, la pellicola con Joaquin Phoenix è sicuramente uno dei film più intensi della passata stagione (pur essendo di fatto ucito nel 2017), un revenge movie che fa il verso al Lèon di Luc Besson ma con una cura registica da far spavento. Ottima scelta, Hideo.

hideo kojima

  • Mother!: Un film visionario e folle, proprio come piace a Kojima. Scritto, diretto e co-prodotto da Darren Aronofsky, Mother! è infatti un bizzarro ibrido tra un thriller, un horror e un dramma psicologico a tema familiare. Non proprio il massimo (troppa carne al fuoco rischia sempre di bruciarsi), tant'è che questa scelta abbassa un bel po' l'asticella della classifica pubblicata da Kojima.
  • I segreti di Wind River: fortunatamente, con questo film la lista stilata da Hideo riprende quota. Scritto e diretto da Taylor Sheridan e con Jeremy Renner ed Elizabeth Olsen nel cast, questo thriller ambientato nelle gelide lande del Wyoming è – alla pari di A Beautiful Day – una delle migliore cose apparse in sala nei mesi scorsi. Ben fatto.
  • Brigsby Bear: quanto ti piacciono gli orsi, Hideo? Dopo Paddington, in questo caso abbiamo un film che riflette in maniera sagace sui meccanismi con cui si genera il culto per una serie TV. Trascurabile, a voler essere onesti.
  • Bad Genious/L'Insulto: qui entriamo nel campo dei film autoriali. Il primo, un prodotto tailandese che racconta la vita di Lyn, una studentessa particolarmente in gamba che riesce a racimolare soldi grazie al suo talento negli studi (prima che ciò gli sfugga dalle mani), mentre il secondo è un dramma a sfondo politico che racconta gli strascichi della guerra civile libanese. Sicuramente, due scelte particolarmente coraggiose.
  • Mission Impossible - Fallout: passi il fatto di aver scritto male la parola “Fallout”, Hideo torna al commerciale con l'ultima avventura di Ethan Hunt scritta e diretta da Christopher McQuarrie. È il sesto film della serie Mission: Impossible con protagonista Tom Cruise nei panni dell'agente della IMF, uno “stealth movie” in tutto e per tutto, proprio come piace a Kojima.
  • Roma: incluso nella classifica per il rotto della cuffia, il film di Alfonso Cuarón è il bellissimo ritratto del valore della dignità umana. Un film profondo e toccante, che il buon Hideo ha sapientemente incluso nella sua personalissima classifica di fine 2018. E ci mancherebbe, aggiungiamo noi.

Al netto di un paio di scelte piuttosto blande (Paddington 2 e Mother!), un capolavoro assoluto (Roma) e uno spiccato gusto per i film stranieri indipendenti (Dangal e L'Insulto), la classifica di Hideo Kojima relativa ai migliori film del 2018 è promossa con un voto finale di sette e mezzo. Con la speranza, però, che quella del 2019 sia altrettanto incisiva.

Nota a margine: a quanto pare, Kojima-san non ha visto alcun cinecomic quest'anno, sia Marvel che DC. Che sia stata una semplice dimenticanza, oppure un'omissione ben ponderata? La risposta a questa domanda, rimarrà un mistero.

Un po' come la data di uscita di Death Stranding, dopotutto.