Siate sinceri, l'inclusione di questo gioco nella nostra classifica ve la aspettavate. Era solo questione di tempo. Com'era possibile, d'altro canto, tralasciare uno dei must buy per eccellenza di questo 2018 ormai agli sgoccioli, per motivi ludici (ed etici) prima ancora che commerciali?

La cosa magnifica è che con God of War Santa Monica Studio è riuscita non solo a realizzare un sequel perfetto da ogni punto di vista, ma anche a riavviare una saga oramai giunta a un punto di stallo.

Un reboot che non rinnega il passato, che guarda in avanti e porta Kratos verso nuove e insperate vette di eccellenza. Un gioco che ricalca l'ossatura dei grandi classici Sony, quelli capaci di raccontare grandi storie prima di tutto il resto, ma che non deludono neppure se analizzati sotto il profilo prettamente ludico.

Dopotutto, è sotto gli occhi di tutti: il Fantasma di Sparta non è più il guerriero urlante di un tempo, bensì un uomo adulto, saggio e con un figlio a seguito, quell'Atreus che – possiamo scommetterci quello che volete – diverrà il nuovo punto di riferimento della saga nel corso degli anni (chissà, proprio la persona destinata a prendere il posto dell'illustre padre).

god of war

A otto anni dall'ultimo capitolo ufficiale, (God of War III) e a ben cinque dall'ultimo (e appena sufficiente) episodio uscito su una console da casa (God of War: Ascension), la saga di Kratos aveva bisogno di nuova vita. E se già all'E3 2016, nel corso della presentazione ufficiale del gioco, il director Cory Barlog lasciò intendere che questa volta il “more of the same" era stato lasciato in panchina, gli elementi caratterizzanti del nuovo prodotto cambiano tutto, senza paradossalmente cambiare niente.

Perché God of War è un titolo in grado non solo di piacere ai fan storici che hanno visto nascere il personaggio su PS2, bensì anche a tutta quella fetta di giocatori che – vuoi perché troppo giovane, vuoi una certa repulsione per l'azione forsennata – schivarono la saga originale.

L'ambientazione e la trama di fondo, con un Kratos invecchiato e con una lunga e folta barba, non dà più spazio ai vendicativi dei dell'Olimpo, considerando anche che questa volta l'ambientazione principale è la fredda e inospitale Norvegia.

Il lungo viaggio di Kratos, in compagnia del figlio Atreus, rende il nuovo God of War ben più di un sequel, quasi un road movie attraverso parte dei nove regni della mitologia nordica che non potrà non rimandare alla mente un altro titolo PS4 in grado di riscrivere le sorti del videogioco d'avventura (serve davvero specificare che stiamo parlando di The Last of Us?). Cos'altro aggiungere, quindi, se non che il 2018 è stato anche e soprattutto l'anno del buon vecchio Fantasma di Sparta.

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