Il 2018 dei videogiochi è iniziato una doppietta a firma nipponica di quelle che da tempo non si vedevano: Monster Hunter World e Dragon Ball FighterZ. Entrambi prodotti clamorosamente giapponesi per motivi diversi, il primo per una cura nel gameplay che ha avuto nella serie delle dimostrazioni clamorose di abilità, ed il secondo perché Dragon Ball, da sempre tra i simboli del Giappone mediatico, è finalmente un picchiaduro da uno dei team nipponici più talentuosi del settore, ovvero Arc System Works.

Perché no, i Budokai Tenkaichi non sono migliori, e nemmeno gli Xenoverse. Sono pieni di personaggi? Sì, ma il 70% di essi sono cloni. Dragon Ball FighterZ è invece il fanservice nel senso più puro e lodevole del termine. Ciò che l’ha reso un instant classic è, tra le altre cose, una cura maniacale nel riprodurre le atmosfere e l’adrenalina di Dragon Ball nel linguaggio videoludico.

In primis con lo stile grafico, che per la prima volta nella storia del franchise riesce a tradurre l’estetica anime con le tecniche poligonali del videogioco. A seguire per il grandissimo rispetto per il materiale originale per quanto riguarda l’esecuzione delle mosse speciali, che sembrano essere riprese pari pari dai fotogrammi della serie animata.

Ed infine, ultimo ma non per importanza, il gameplay dei giochi Arc System Works che esalta l’abilità dei giocatori migliori. Tre personaggi contro tre, poche mosse per ognuno di essi, ma un focus importante sul creare la miglior combinazione di personaggi, scovare ed inventare le migliori combo alla ricerca dell’estensione migliore possibile, nonché un paio di idee per generare anche dei comeback impensabili.

Dragon Ball FighterZ
Qual è il personaggio migliore tra quelli aggiuntivi? E perché proprio Vegito?

Non è un caso se, al contrario di Budokai Tenkaichi e Xenoverse, Dragon Ball FighterZ sia stato il videogioco più seguito su Twitch durante l’EVO 2018. Complici anche le prestazioni di atleti come Goichi e Sonic Fox (che ha guadagnato il titolo), il picchiaduro di Arc System Works ha superato di diverse lunghezze, in termini di interesse per il pubblico da casa, l’illustre concorrenza composta da Tekken 7, Street Fighter V e l’immortale Smash Melee.

Nel corso dell’anno, Arc System Works ha anche supportato il gioco introducendo nuovi personaggi nel corso del FighterZ Pass del primo anno, ed ovviamente lavorando al bilanciamento ed all’inserimento di novità e modalità aggiuntive. Non c’è lo stesso metagioco degli inizi, ad esempio, ed ogni personaggio aggiuntivo ha contribuito a lasciare, pur minimamente, il segno all’interno degli equilibri della scena mondiale.

Per non parlare del come i nuovi personaggi sono stati fatti, tornando al discorso iniziale riguardo la fedeltà. Ognuno di essi ha un moveset perfettamente distinguibile, tanto che non esistono di fatto dei personaggi clone (togliendo le versioni Super Sayan di Goku e Vegeta che qualche differenza, minima che sia, pur ce l’hanno), ed ogni mossa è ovviamente riconducibile perfettamente alla controparte “reale”.

Il miglior picchiaduro (sottolineiamo picchiaduro, perché di giochi di Dragon Ball ce ne sono ma pochi possono sfruttare questo titolo a dovere) ispirato al leggendario manga di Akira Toriyama, che è anche uno dei picchiaduro anime 2D più belli degli ultimi anni, un titolo che ha saputo far crescere una fanbase notevole intorno a sé, spintonando l’agguerrita concorrenza, non poteva che essere uno dei nostri giochi dell’anno.

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