Quando mi è stato chiesto di riflettere sui miei titoli preferiti del 2018, ho pensato subito a Red Dead Redemption 2, gioco di cui potrei parlare per ore senza neppure andare a toccare la trama. Poi Jonathan ed io abbiamo tirato un d20 e ha vinto lui.

Lascio a voi il compito di stabilire se sia accaduto realmente o meno, ma subito nella mia mente è balenato un secondo nome: Far Cry 5. E qui i miei occhi si sono illuminati. Perché in realtà una parte di me ha sempre preferito quest’ultimo. Il motivo è semplice: mentre Rockstar mi ha fatta penare per anni per vedere andare avanti il franchise di Arthur Morgan, Ubisoft è sempre stata presente quando avevo bisogno di un rassicurante capitolo di Far Cry (e tutto questo senza contare spin-off e DLC).

Devo ammettere che i miei capitoli preferiti rimangono ancora il 4 – per l’ambientazione – ed il 3 – grazie al perfido Vaas – ma dovete credermi quando vi dico che con questo capitolo ci sono stati dei momenti dove giocavo meccanicamente persa nelle riflessioni che il gioco mi portava a fare.

Le dinamiche di Far Cry 5, infatti, per quanto abbiano subìto dei miglioramenti rispetto ai capitoli precedenti, sono sostanzialmente simili e questo permette al giocatore di concentrarsi anche sulla trama (cosa che spesso non accade in altri giochi, dove ci viene quasi spontaneo skippare filmati e leggere distrattamente i testi delle missioni).

Far Cry 5
Una delle scene più psichedeliche.

Quindi mi sono fermata a riflettere: cosa ha Far Cry che la maggior parte dei titoli non ha e che mi cattura ogni volta? Presto detto, quello che mi piace non è solo la trama (di trame belle ce ne sono un sacco) ma anche il fatto che ogni volta che termini in capitolo pensi “Cosa si inventeranno la prossima volta?”.

Nel caso del prossimo titolo del franchise, poi, il discorso è ancora più valido. Senza fare spoiler sulla trama di nessuno dei due, vi dirò che non si tratterà di uno stand-alone ma di uno spin-off che riprenderà parzialmente alcuni degli avvenimenti (o meglio dei non avvenimenti, per chi sa di cosa parlo) di Far Cry 5.

Quindi ora la sensazione che provo è quella che si sente quando una stagione di una serie TV termina con un colpo di scena. Ed il colpo in questo caso è stato ancora più grande, perché il colpo di scena – continuando con la metafora precedente – è emerso a stagione conclusa, facendoci venire voglia di riprendere il filo logico della trama il prima possibile.

A questo, poi, bisogna aggiungere la presenza di una chicca tipica del franchise di Far Cry ma che ormai ricerchiamo come i camei di Stan Lee: il finale easter egg. Sì, perché per i pochi che ancora non lo sanno, Ubisoft non si limita a introdurre nei propri titoli legati a questo franchise uno o più finali alternativi, ma ha pensato bene di regalarci anche dei finali non finali che possono essere sbloccati quasi all’inizio del gioco.

P.S. : se non vi ho convinto provo ora: ve l’ho detto che se vi giocate bene le vostre carte potete combattere al fianco di un bellissimo orso chiamato Cheeseburger?

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