C’era bisogno del colpo grosso, del gran finale nel 2018 di Nintendo che, dopo un esplosivo esordio di Switch, dava l’impressione di essersi giocata tutte le mosse migliori. Invece, sul finire dell’anno esce Super Smash Bros. Ultimate che è il miglior titolo della serie, oltre ogni aspettativa, e probabilmente un party game migliore di quella delusione parziale che è stata Super Mario Party.

Il videogioco dei record per Nintendo, che sta infrangendo qualsiasi primato in termini di vendite, oltre a rappresentare il titolo più importante dell’anno nella scuderia di Switch. È il titolo più preordinato di sempre della saga, così come il prodotto videoludico più venduto su Amazon USA, tra i tanti casi da segnalare.

Da record anche i numeri del gioco stesso, con un quantitativo di personaggi, arene, musiche della colonna sonora, impostazioni per le modalità di gioco che rasentano l’incredibile. Ultimate non è solo un audace sottotitolo, ma una dichiarazione di intenti. Talmente tanti lottatori che, per andare a scovarne degli altri, ci è voluto Joker di Persona (reveal che ha scatenato l’acquisto del gioco da parte del nostro Paolo Sirio).

In più, c’è una modalità single player che poteva essere la solita sequenza di incontri senza arte né parte, invece è una fucina di idee, easter egg e citazioni, con un paio di momento per cui strapparsi genuinamente un paio di peli pubici.

Super Smash Bros. Ultimate
E c'è anche il photo mode!

Se è solo un altro Smash Bros. perfezionato, perché dovrebbe essere il gioco dell’anno, vi domanderete. Beh, piccoli gaijin senza wavedash che non siete altro, perché Super Smash Bros. Ultimate rappresenta la fine (o almeno un punto di arrivo) di un lavoro durato vent’anni che non si è mai fermato ed ha sempre continuato ad evolversi. E quando qualcuno va avanti senza mai voltarsi indietro, né cedere colpi, bisogna premiarlo.

Perché anche nei casi più controversi, vedi Brawl, Masahiro Sakurai ha sempre lavorato alla sua creatura con l’obiettivo di migliorarla ogni volta. Paradossalmente, Ultimate non offre nessuna novità in termini di gameplay rispetto al titolo più odiato della serie, che se non altro aveva inserito le Smash Finali. Ultimate ha invece fatto un lavoro prezioso per affinare il gameplay, aggiungendo nuove dinamiche per gli esperti ed indorando la pillola ai giocatori saltuari.

E, ancora una volta, Super Smash Bros. Ultimate offre un supporto a praticamente ogni controller che Nintendo abbia mai inventato nell’epoca moderna, la possibilità di fare qualsiasi tipo di handicap match, il torneo offline, ed alcune modalità single player che, Luce della Speranza esclusa, lo rendono un titolo molto più appetibile che in passato anche per giocatori più solitari. A questo proposito la modalità online è altalenante, ci sono alcune opzioni nuove, ma fare una partita 1v1 senza oggetti è abbastanza macchinoso, ed il lag non è del tutto assente.

Poi, lo dico io così non dovete farlo voi, volete mettere la bellezza della partitina a Smash in bagno?

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