La situazione che sta vivendo Blizzard nell’ultimo periodo non è proprio fra le più rosee, e non si parla di problemi economici o simili, ma di malcontento di una community che ultimamente sta subendo, anche troppo, le politiche di Blizzard.

Prendiamo la pessima gestione di Starcraft II o l’annuncio di Diablo Immortal che ha sconvolto completamente i giocatori di Diablo portando Blizzard stessa a dover fare marcia indietro con sotterfugi mediatici volti a placare le acque.

Infine abbiamo Heroes of the Sotrm che di punto in bianco cessa di essere supportato attivamente, molti lavoratori all’interno del team vengono dirottati verso altri progetti e le principlai competizioni eSport cancellare. A risentirne saranno solo i giocatori che continuavano a giocare attivamente a questo particolare MOBA.

Ma Hearthstone in tutto questo? Anche il celeberrimo gioco di carte firmato Blizzard che per un lunghissimo periodo ha dominato incostrato il mondo dei giochi di carte digitali, nell’ultimo periodo ha iniziato a battere un po’ la fiacca sfiancato da numerosissimi problemi di game design e decisione decisamente ben poco ponderate che hanno portato alla crescita e fioritura di un bel po’ di competitor che pare stiano trovando terreno fertile nelle decisioni poco fortunate del Team 5.

Hearthstone sta morendo? Alcuni direbbero di sì, altri lo difenderebbero a spada tratta sostenendo Blizzard nelle sue decisioni di game design sempre e comunque.

hearthstone
Direbbero sia colpa loro. Forse è così.

La verità, ovviamente, sta nel mezzo. Come sempre. Hearthstone non sta morendo ma sta vivendo un periodo di crisi oggettiva dal quale è molto complesso risollevarsi vista la gravità della situazione in cui riversa il gioco da qualche mese ormai.

Se Hearthsone sarà in procinto di morire o meno lo possiamo sapere solo ad Aprile, quando avverrà la nuova rotazione ed entreremo all’interno di un nuovo anno di standard: li non ci saranno più scuse. Le espansioni disegnate per quell’anno sono “conscie” dei problemi dell’ultimo periodo e dell’arrivo di competitor con le palle sul mercato, competitor veri e non produzioni da quattro soldi che non riescono a stare in piedi da sole.

Se la prima espansione del prossimo anno dovesse rivelarsi fallimentare come le ultime due allora sì, possiamo decretare in effetti l’inizio del periodo di discesa di Hearthstone nel profondo baratro delle celebrità dimenticate da tutti.

Fin qui non stiamo dicendo nulla di nuovo, ne parlai già ampiamente all’interno di un altro pezzo che mi era stato scatenato da un’ondata di nerf particolarmente poco sentiti. Bene, questo pezzo non è da meno: proprio ieri Blizzard ha annunciato, all’improvviso e con lo stupore di tutti, dei nerf molto pesanti che arriveranno con la prossima patch sul gioco.

La community si è divisa, come al solito, fra chi vuole andare ad Irvine per porre fine a questa indecenza e chi difende apertamente il gioco sostenendo la correttezza di questi nerf e il loro essere importantissimi per il meta di Hearthstone.

hearthstone
Ciao! Insegna agli angeli a rampare.

La verità? Sempre nel mezzo.

Parliamo di nerf molto pesanti che colpiscono quattro obbiettivi: il druido nella sua totalità, il paladino nel suo archetipo Odd, il ladro nel suo archetipo Kingsbane e lo sciamano nel suo archetipo Ciciazampa.

In pieno stile Blizzard, colpire determinati elementi del gioco significa distruggerli completamente e renderli ingiocabili fino a nuovo ordine: la loro incapacità genetica nel riuscire a concepire dei nerf che continuino a mantenere un certo livello di potenza della carta senza però renderla troppo incisiva è storia oramai: o distruggono o niente. Tanto vale bannarle e inserirle dentro ad un formato differente, un calderone ancora più grande del Wild (si pensi a Legacy o Vintage su Magic: The Gathering).

Ma non stiamo qui a rimarcare cose già dette visto che questo problema del Team 5 è riscontrabile ad ogni dannata patch di Hearthstone, inutile starci a ragionare troppo.

Parliamo invece del nerf in sé, di cosa è giusto di questo nerf, quali sono le sue positività, e cosa invece è così sbagliato da farmi tremare di paura. Tutti i giocatori di Hearthstone dovrebbero tremare di paura per via di quello che questa patch significherà.

hearthstone
C'è da dire che hanno individuato i problemi giusti. Al solito è risolverli che non riescono a fare.

Di positivo abbiamo che finalmente Blizzard si è svegliata e ha capito che questo druido ha bisogno di essere domato, colpendo proprio le carte più importanti, Crescita Rigogliosa e Nutrizione, che rendono la classe una vera bomba.

Di positivo abbiamo che Blizzard ha trovato in effetti gli archetipi giusti da colpire andando a pareggiare la situazione nella classificata, ma a che prezzo? Una classe intera che sparirà da qui a breve, tre archetipi che vedranno pesanti modifiche alle loro liste e forse conosceranno un lungo periodo di oblio.

Di estremamente positivo c’è il fatto che Blizzard è interessata ad Hearthsone, vuole vederlo crescere e migliorare e questo deve far ben sperare la community che non deve temere le stesse sorti che sono capitate a Starcraft II e Heroes of the Storm. Questo annuncio così improvviso e repentino è il segno che Blizzard ci crede, che vuole lavorarci e che dobbiamo stare tutti un po’ più sereni.

Analizzando la cosa da un’altra prospettiva però, vediamo le tempistiche con cui questo annuncio è arrivato: poco più di 10 giorni dall’uscita di una nuova espansione. Questo è, purtroppo e innegabilmente, terribile e terrificante.

Se a meno di due settimane dall’arrivo di un nuovo set di carte si sente il bisogno di pesanti cambiamenti di questo tipo per smuovere le acque e ridare vita e varietà al gioco vuol dire che qualcosa è andato storto, decisamente.

hearthstone
E lei? Poveretta.

Numeri alla mano, nell’ultimo tour stop a Philadelphia, fra i giocatori che hanno superato la svizzera, c’è stato solo il 3,1% di utilizzo delle carte della nuova espansione. Numeri che devono fare assolutamente riflettere sulla qualità di quest’ultima e sul problema che Blizzard deve decidersi ad affrontare.

Una patch così improvvisa, a così poco tempo dall’uscita di 135 nuove carte è un evento così importante e rilevante che forse bisogna fare qualche passo indietro.

Al di là della validità di questi nerf, che erano necessari almeno 8 mesi fa, tirar fuori un annuncio di questa importanza a così poca distanza è terribile.

Rastakhan è un’espansione che ha dato poco, molto poco, al gioco in termini di novità e il meta, nonostante qualche lista interessante, ha continuato a vedere presenti sempre i soliti archetipi che hanno guadagnato pochissimi tool per potersi dire veramente innovati.

Da qui il bisogno di una patch che scuota un po’ tutto e inviti i giocatori a sperimentare novità in termini di mazzi ed idee, una patch che imponga ai giocatore cosa giocare. Capite il punto?

Se questo tipo di cambiamento fosse arrivato fra qualche mese, o ancora meglio prima, non avremmo avuto nessun riscontro così negativo e disastroso sulla community: Blizzard questa volta ha sbagliato completamente sia i tempi che i modi.

Hearthstone sta morendo? Aprile ci darà le nostre risposte, per adesso possiamo solo dire che i medici ci hanno chiesto di aspettare in corridoio.