Difficile riuscire a condensare a parole cosa significa giocare, nel 2018, ad un titolo come Monster Boy and the Cursed Kingdom, seguito spirituale di Wonder Boy che non solo omaggia in maniera quasi commovente la serie, ma ne esalta anche ogni singolo aspetto ponendosi come uno dei migliori titoli di quest’anno.

Il gioco si presenta con una narrazione piuttosto scarna e semplicistica, così come vuole la tradizione della serie: lo zio di Jin impazzisce e ruba una bacchetta magica con la quale trasforma tutti gli abitanti del regno in animali facendolo sprofondare nel caos.

Noi, Jin, veniamo trasformati in un maiale con la benda sull’occhio e sarà nostro compito riportare l’ordine nel mondo e nostro zio alla normalità.

Per farlo dobbiamo recuperare 5 sfere con le quali riuscire a sprigionare un potere tale da poter ristabilire gli equilibri delle cose.

Come ci insegna Wonder Boy avremo necessità di numerose trasformazioni, ognuna della quali conferita dalle sfere da ritrovare, e poteri speciali per poter proseguire all’interno della mappa di gioco.

Monster boy and the cursed kingdom
Esteticamente fantastico!

In piena tradizione dei metroidvania saremo chiamati ad un bel po’ di backtracking ogni volta che troveremo questo o quel potenziamento, così come potremo aprirci nuove zone e segreti ad ogni sfera ritrovata grazie alla nuova trasformazione.

Il gioco in effetti inizia realmente quando otterremo la prima di queste, quella che ci permette di trasformarci in un serpentello, strisciare nei luoghi piccoli e arrampicarci sulle pareti ricoperte di muschio.

I livelli sono un susseguirsi di puzzle ambientali e situazioni che richiedono una repentina trasformazione, anche in sequenza, per il raggiungimento del proprio obbiettivo.

Proprio questa particolare meccanica ha dato vita ad un level design da dieci e lode da cui potrebbero trarre spunto tutte le produzioni più blasonate: Monster Boy and the Cursed Kingdom è uno dei migliori titoli in circolazione sotto questo particolare aspetto.

Al netto di una certa ripetitività negli enigmi (prendi l’ingranaggio, blocca il pulsante, e così via) l’estrema varietà delle situazioni, e delle combinazioni di trasformazioni richieste, da vita a mappe e livelli da capogiro.

Monster boy and the cursed kingdom
La rana la adoro.

Aggiungiamo all’eccezionale componente esplorativa anche un livello di difficoltà decisamente al di sopra della media che contribuisce non solo a rendere il gioco più divertente e accattivante ma rendere anche ogni livello ancora più profondo e meritevole.

I punti di salvataggio automatico sono stati pensati così bene da rendere nulla la frustrazione dovuta al livello di difficoltà talvolta eccessivamente punitivo.

Alle trasformazioni del personaggio e relativi poteri e abilità, aggiungiamo anche la possibilità di migliorare il personaggio attraverso alcuni equipaggiamenti speciali che ci permettono di ghiacciare l’acqua, camminare sul fuoco e così via andando a creare una crescita del personaggio ancora più profonda e creativa.

All’eccellente gameplay di Monster Boy and the Cursed Kingdom dobbiamo aggiungere anche un comparto tecnico di grandissimo livello che riesce quasi ad eguagliare quello del lavoro di rimasterizzazione di Wonder Boy ad opera di Lizardcube.

Diciamo “quasi” perché la produzione non può reggere il confronto con quello stile e quella pulizia nelle animazioni anche se ci troviamo comunque di fronte ad un livello così alto che la differenza è minima.

Monster boy and the cursed kingdom
Bello. Fine.

I colori, lo stile dei disegni e le animazioni sono così fluide e ben congegnate da essere uno spettacolo per gli occhi ad ogni passo, in ogni frame e in ogni azione di gioco.

Difficile riuscire ad essere “così perfetti” all’interno di una produzione simile, eppure Monster Boy and the Cursed Kingdom riesce ne suo intento di riportare alla luce una serie che ha vissuto più di una sfortuna all’interno della sua storia.

Come detto in apertura di questa recensione, il titolo non solo si propone di omaggiare una serie così importante ma prova anche ad esaltarne ogni aspetto, puntando ad un livello che non si pensava potesse essere raggiunto da un gioco di questo genere.

Concludendo, Monster Boy and the Cursed Kingdom non solo è un gioco che non deve mancare assolutamente nelle vostre librerie, che siate amanti o meno della serie, ma è anche uno di quei giochi che meritano di essere giocati assolutamente anche solo per potersi definire “videogiocatori”.

Nintendo Switch, infine, così come per la rimasterizzazione di Wonder Boy non fa che donare al titolo una maggiore profondità grazie alla sua portatilità.

Non c’è un singolo motivo per cui Monster Boy and the Cursed Kingdom non deve essere, assolutamente, acquistato.

Disponibile per Nintendo Switch (versione testata), PlayStation 4, Xbox One e PC.