Strano ritrovarsi a scrivere la recensione per un gioco come Super Smash Bros. Ultimate, del quale è stato detto e mostrato così tanto nel suo periodo pre-lancio che nel momento effettivo in cui abbiamo avuto il gioco per le mani siamo stati invasi da quella sgradevolissima sensazione di “già visto”.

In effetti grazie a tutti i direct di Nintendo del gioco conoscevamo praticamente ogni aspetto, non c’erano effettivamente segreti da scoprire o meccaniche da sviscerare: si è presentato come il capitolo più esaustivo e completo della serie e non ha tradito, effettivamente, queste aspettative.

È necessario scrivere un recensione di Super Smash Bros. Ultimate quindi? Sicuramente propendo per il no, semplicemente perché la maggior parte delle cose da dire è squisitamente tecnica e va a toccare tutte le corde di quei giocatori che affrontano il gioco in modo più matematico e professionistico, fetta di giocatori nella quale sfortunatamente non mi rivedo.

Pur riconoscendo enormi differenze in personaggi come Link adulto o Bayonetta non sarei in grado di quantificare il numero di frame in meno durante l’animazione i una schivata o l’effettiva velocità di uno smash laterale. E va bene così.

Le differenze con gli altri capitoli, quelle grosse e non quelle di fino che vertono ad una porzione di giocatori ridotta, si sentono eccome e rendono più o meno piacevoli alcune vecchie conoscenze.

Questi sono proprio i punti di maggiore interesse di questo nuovo capitolo, oltre alla marea di modalità presenti all’interno del gioco, un numero talmente alto che vi ci vorranno parecchie decine di ore per poter dire, effettivamente, di averle giocate tutte.

Fra incroci di regole nelle mischie, tornei, sblocco dei personaggi (senza beceri abusi di reset del gioco) e collezione degli spiriti ce ne per una quarantina di ore abbondanti, senza contare la modalità in singolo, la Stella della Speranza, una modalità che lascerà sicuramente a bocca aperta chiunque la approcci.

Ignorando quindi le novità per i personaggi onde evitare di sfociare in tecnicismo che non mi competono, parliamo proprio dell’offerta ludica di Super Smash Bros. Ultimate, che così come il suo roster di personaggi è incredibilmente ampia varia.

Partiamo dalle mischie, semplici o a squadre, che prevedono il classico gioco ignorante in cui poter sfidare la CPU o vostri amici in locale (dell’on-line parliamo più tardi). Al di là del semplice picchiarsi senza pensare troppo, il gioco mette a disposizione del giocatore un numero incredibile di regole e personalizzazioni (che possono essere salvate per poter essere riutilizzate in futuro) così da rendere ogni partita molto diversa dalle altre.

Le combinazioni fra le regole presenti sono davvero tante e a volte possono regalare sorprese niente male, soprattutto all’interno di alcune mischie speciali in cui è possibile maneggiare anche velocità e gravità dei personaggi, fra le altre cose, in modo tale da rendere ancora più vario ed interessante il gameplay.

Vediamo poi l’interessante aggiunta di un tipo di mischia in cui è necessario selezionare il numero di incontri e, fra un incontro e l’altro, si deve selezionare un nuovo personaggio facente parte di un roster sempre più ridotto: divertentissime e decisamente più interessanti del previsto visto il loro spingere il giocatore a provare personaggi sempre nuovi, magari lontani dalle proprie corde.

A queste si aggiungono anche i classici tornei, anch’essi molto personalizzabili, in cui possono partecipare fino a 32 giocatori (anche tutti CPU), per i quali è possibile scegliere addirittura il tipo di schema di abbinamenti preferito. Insomma, ne abbiamo per tutti i gusti.

Oltre a queste “classiche” mischie possiamo addentrarci nelle altre modalità di gioco che prevedono una classica, gli scontri contro orde di nemici e la modalità avventura.

La prima è una sorta di arcade in cui ogni personaggio presente ha da completare un percorso a tema (Link deve sconfiggere le forse del male e Ganon come boss finale, Ryu va alla ricerca dei combattenti più forti e tutti i suoi incontri sono caratterizzati da una “barra dell’energia” invece della classica percentuale di danni, e così via) per sbloccare punti e ricompense.

Al di là di quello che si può immaginare questa modalità è caratterizzata da una varietà incredibile e da un discreto livello di difficoltà che rende il percorso di ogni personaggio piacevolissimo e divertentissimo da giocare (n.d.r è la mia modalità preferita al momento, quella che mi ha rubato la maggior parte delle ore di gioco).

Un capitolo a parte è invece quello della Stella della Speranza, la modalità in singolo compresa all’interno del gioco che potrebbe essere tranquillamente definita, come suggerisce il buon Valentino Cinefra, “un gioco nel gioco” .

Nonostante una certa ripetitività nelle sua iterazioni rimarrete sicuramente sorpresi da quello che Nintendo ha confezionato per voi: fra spiriti da sbloccare ed equipaggiare ai personaggi per renderli più potenti, fra potenziamenti in puro stile RPG (con tanto di albero delle abilità), percorsi alternativi e personaggi sbloccabili (solo per questa modalità), ne avrete per una trentina di ore abbondanti che non vi annoieranno quasi mai.

Anzi, vi assicuro che in alcuni suoi momenti vi ritroverete anche a bocca aperta per le chicche offerte.

Infine, purtroppo, dopo tutto questo ben di Dio dobbiamo concentrarci sui punti negativi, due per la verità: l’on-line e i menù di gioco.

Sul primo purtroppo più spesso di quel che si vorrebbe non verrete matchati con le regole da voi selezionate e in più di un’occasione combatterete con gli strumenti attivi o in arene piene di pericoli. Un vero peccato ma si conta che il problema venga risolto nell’immediato futuro modificando leggermente il matchmaking.

Sui menù di gioco invece vi è un serio problema di semplicità nella comunicazione: spesso sono decisamente poco user friendly il che rende snervanti le prime ore di gioco durante le quali si vorrebbe provare qualcosa e ci si scontra contro menù poco intuitivi.

Un esempio è la scelta del personaggio per i tornei: una selezionato il gioco ci chiede di premere i tasti sul controller del giocatore, il che fa illuminare il simbolo circolare del controller con una freccia che punta il personaggio.

Ecco, a questo punto è necessario muovere questo simbolo sul nostro personaggio per “renderlo umano” e quindi utilizzabile. Sono necessari interi minuti per riuscire a comprendere il passo finale da svolgere proprio perché ogni elemento dell’interfaccia non fa pensare alla sua esistenza.

Concludendo, Super Smash Bros. Ultimate è senza ombra di dubbio il brawler definitivo, nonché il capitolo definitivo di questa serie: completo sotto ogni aspetto. Possiamo quasi dire che si tratti di un gioco perfetto che raggiunge l’apice nel suo genere di appartenenza.

E probabilmente è così. Senza alcun dubbio è quel gioco che deve spingere all’acquisto di una console.

Disponibile per Nintendo Switch.