In attesa di un recensione sul gioco, che arriverà a breve, è bene concentrarsi sul vero potenziale nascosto di Super Smash Bros. Ultimate, un gioco definitivo sotto tanti punti di vista, anche quello alcolico.

Sì, la mole di modalità, regole, regoline e regolucce con cui si può personalizzare una partita fa si che questo gioco sia attualmente il miglior videogioco alcolico presente sul mercato, capace da solo di trasformare una serata tranquilla nella perdita della vostra verginità morale. Ricordo ancora quando persi la mia giocando a Wii Sport, ma questa è un’altra storia.

Siete pronti a seguirmi, quindi, in questo particolare viaggio fatto di shottini, cocktail e gioco estremo? Allora preparatevi, avviate il gioco e partiamo.

L’inizio della serata: il classico Spritz

La nostra serata inizia al bar in orario di aperitivo. Approfittiamo della portatilità di Switch e mentre ordiniamo i primi Spritz (rigorosamente al Cynar) tiriamo fuori i JoyCon e cominciamo.

Siamo in tanti, il classico gruppetto che decide di fare aperitivo al classico baretto prima di partire ognuno per la propria strada.

Non tutti vogliono giocare, c’è chi pensa alla tipa che è appena entrata e c’è chi vuole semplicemente socializzare con gli altri.

Siamo in 5 a voler darci qualche mazzata durante l’aperitivo. Che si fottano gli altri.

La modalità che avviamo è abbastanza “facile”, piccolo torneo per 5 giocatori, tutti ancora sobri, regole abbastanza basilari. In questo momento lo Spritz ce lo godiamo tutto mentre cerchiamo di far capire a quel Kirby dove se la può mettere la sua Stella della Speranza.

Concludiamo il torneo in tranquillità e facciamo un altro giro, anche nel torneo. Chi perde offre da bere, chi vince vuota tutto il bicchiere d’un fiato.

Si può fare.

Passiamo al terzo giro, questa volta paga da bere chi vince e i perdenti vuotano tutto.

Al quinto giro, quando il barista inizia a guardarci male per il troppo rumore e quando il resto della compagnia è andato senza che ce ne accorgessimo è tempo si spostare la festa altrove.

La cena: il classico birrozzo

Si va a casa dell’amico con Switch, quello che sicuramente ha 5 controller veri in camera oltre che uno schermo interessante in cui giocare. I tornei di prima sullo schermetto della console erano divertenti, ma adesso il livello deve salire.

Si ordinano delle pizze (Dio benedica il servizio a domicilio) e si stappano le prime birre. Se non state stappando una Leffe Radieuse avete sbagliato a fare la spesa, quindi rimandate la serata ad un altro giorno.

Mentre aspettate la pizza avviate il gioco, è tempo di darserle un po’ sorseggiando la birra. Vogliamo ancora ricordare quello che stiamo facendo.

La modalità che scegliamo è la mischia totale, senza Clemenza, 1 minuto ad incontro, lotta a tempo e scenari casuali. Nessun cambio di scenario automatico per ora.

La prima birretta va giù così, fra un incontro e l’altro.

Il fattorino non è ancora arrivato, è tempo di alzare il tiro perché abbiamo fame e non vogliamo sentire che abbiamo fame. Inseriamo il cambio di scenario casuale e ci scoliamo l’intera bottiglia ad ogni incontro perso.

Non sentiremo arrivare il fattorino e continueremo ad avere fame. Non è importante, c’è ancora dell’alcool in casa e tanto basta per sopravviere.

Il dopo cena: l’amaro

Qualcuno ha trovato dei tarallini e dei biscotti in dispensa, quella è stata la nostra cenetta veloce, fra un incontro e l’altro. Sentiamo il peso dei carboidrati ingeriti, quindi tiriamo fuori l’amaro dalla dispensa. Scegliamo il migliore che abbiamo: l’amaro dell’Erborista, un pregevole miscuglio di erbe di montagna e zucchero che vi farà rimpiangere il sapore del buon vecchio Amaro del Capo.

Riempiamo i bicchierini.

“Uno shot di amaro ogni volta che si vince?” urla qualcuno fra gli schiamazzi generali.

La modalità che scegliamo per questo momento della serata è particolare: non deve prevedere incontri molto veloci e deve limitare l’ingerimento di amaro, altrimenti finisce tutto troppo in fretta.

Ce ne andiamo in “Mischia Variabile”, impostiamo i personaggi “Mini”, mettiamo il Fior in testa (i personaggi prenderanno danno continuamente), gravità “leggera”, velocità “rapida” e telecamera “fissa”. Uno shot per ogni vittoria.

Al termine della prima ora saremo rimasti in 4, uno degli avventori non ha retto le troppe emozioni e ripensa alle scelta della sua vita mentre ci prova con le piastrelle del bagno.

Alziamo il tiro, dobbiamo finire la bottiglia di amaro, quindi mettiamo i personaggi invisibili, camera “angolata” e beviamo ad ogni morte.

Rimarremo in 3, e Francesco non uscirà mai più con noi.

Solo i migliori: arriva la Vodka

Siamo rimasti in tre, tutti desiderosi di darcele di santa ragione e di continuare a bere. Si tira fuori la Vodka, e se la bottiglia che avete per le mani non è la Romanoff qualcosa è andato nuovamente storto nei vostri progetti.

Liscia non piace a nessuno, e soprattutto è imbevibile, quindi va migliorata un po’ anche se in casa avete soltanto del the in polvere: menta, matcha e liquirizia. Sarà buono sciolto nella vodka? Sì, lo è, basta solo allungare con un po’ d’acqua. I più temerari utilizzeranno quella brillante “perché scende meglio”, ma non ne abbiamo.

Serviamo tutto freddo con una generosa dose di ghiaccio all’interno dei bicchieri. Qualcuno ci metterà anche della menta fresca, ma noi abbiamo speso tutti i nostri risparmi per comprare Smash e non possiamo.

Le regole si fanno interessanti, così come lo è diventato l’alcool utilizzato. Vogliamo stare male e vogliamo che restino i piedi solo i migliori.

Avviamo un torneo e utilizziamo le seguenti impostazioni: 32 giocatori, 29 guidati dalla CPU, tabellone di tipo A, cambio di scenario automatico, potenza di lancio 2x, nessuna pausa e livello di CPU impostato a 9.

Ogni volta che si perde si beve. Se si perde contro la CPU si beve due volte. Vincendo il torneo si bene 3 volte. Ovviamente per bere si intende vuotare il bicchiere.

Questa particolare combinazione alcolica è letale: la vodka tende a non sentirsi per via del the e dell’acqua che la allunga, è tutto molto fresco (se avete quella mentuccia in più scordatevi di ricordare la serata) e scende giù che è un piacere.

Ne sentirete gli effetti a metà della seconda caraffa, quando avete perso di vista Paolo e di lui saprete solo il giorno dopo, quando lo troverete a petto nudo a dormire nello sgabuzzino (n.d.r è una storia vera. Ma Paolo ero io, e non mi mancava solo la maglietta).

Lo scontro decisivo: Rhum e Pera

Solo due persone sono rimaste in piedi fino alla fine della serata, quella in cui ci si prepara al coma etilico e si scopre chi dei due è il lottatore migliore di Vicolo Corto.

Tiriamo fuori dall’armadietto di papà quel Pampero Anniversary che diceva di non toccare mai e il cartone del succo alla pera “Despar”.

Prepariamo 5 shot di Rhum e gli affianchiamo 5 shot di pera davanti a noi. Gli impavidi fanno una spruzzatina di peperoncino nel Rhum. Noi vogliamo esagerare e ne carichiamo solo uno e mischiamo i bicchieri, una delle bevute sarà fatale.

Mischia speciale, “Super Scontro decisivo”, a vite, 5 a testa. Scenario che si restringe ad una vita mancante per entrambi e bombe che cadono dal cielo quando questo accade.

Uno shot ogni vittoria (si vince facendo perdere tutte le vite all’avversario ovviamente). Attenzione perché una delle vittorie sarà quella incandescente.

Conclusione

Non ricordate ci ha vinto il torneo. Non ricordate nemmeno il vostro nome, ricordate semplicemente che è stata una serata memorabile. Ultimate direbbe qualcuno.

Il Super Smash Bros definitivo vi ha definitivamente compromesso il fegato ma voi sapete di aver preso parte alla sfida suprema e ne siete usciti fuori vincitori.

Paolo e Francesco saranno ricordati come eroi. Giurate a voi stessi che non lo farete mai più, non avete più l’età.

Lorenzo, l’amico con la febbre, scrive nel vostro gruppo. “Ragazzi, ho comprato il nuovo Smash, serata alcolica da me?”.

La bisca clandestina: un'alternativa.

Esistono quelle persone a cui non frega niente di combattere, o più semplicemente non ne hanno voglia, ma sono stufi di tutti quei giochetti alcolici da studenti sbarbatelli, tutti troppo simili e poco divertenti.

Per fortuna ci pensa Nintendo che con Super Smash Bros. Ultimate non se ne fa mancare nessuna. Questa volta la preparazione è un po' più articolata e necessita di qualche minuto in più.

L'occorrente sono 5 bicchierini da shot a testa, una tazza piuttosto capiente e un numero abbastanza variabile di alcolici (almeno 5 differenti). Noi utilizziamo un liquore alla liquirizia da discount (che sono i migliori poi), birrozzo in bottiglione di plastica (perché questa volta vogliamo farci del male), vinello rigorosamente rosso e da discount.

Vodka liscia, classica Keglevich, l'immancabile amaro dell'erborista e come bonus una bottiglia ben ghiacciata di Zedda Piras (perché ad uno degli avventori piacciono le cose sarde e a noi il mirto piace da matti).

Su Smash avviamo un torneo a x giocatori (dove x è il numero di persone in casa), tutti controllati dalla CPU e livello 9. Ognuno di noi sceglie un personaggio scommettendo sulla sua vittoria al torneo.

La scommessa prevede il vuotamento di un bicchiere nel tazzone comune e il riempimento di un altro da tenere davanti. Le regole sono molto semplici: il primo personaggio perdente deve bere tutto il tazzone centrale e il vincitore del torneo deve bere gli shot rimanenti davanti a lui. Semplice, efficace e letale.

Non fatelo a casa. Un sopravvissuto.