Non è un’impresa semplice quella di giudicare un gioco che si presenta con un numero infinito di difetti ma che, per fortuna o purtroppo, riesce a far breccia nel cuore di un videogiocatore.

Bendy and the Ink Machine è uno di quei motivi per cui questo lavoro, il mio, è incredibilmente complesso: giudicare con il cuore o stare qui a sciorinare una lista asettica di aspetti del gioco per poi assegnarli quel classico 6 d’ufficio?

Sì, perché è di un’effimera sufficienza che stiamo parlando se dovessi attenermi semplicemente a quello che ho visto giocando, senza contare tutto ciò che il gioco ti permette di vivere al di là dei suoi palesi ed enormi difetti.

Sarò sincero con voi: Bendy and the Ink Machine è un gioco che non solo vale la pensa di essere giocato, ma deve far parte delle vostre librerie, al netto di tutti i problemi tecnici che lo affliggono e di una narrazione spesso altalenante.

Si tratta di un titolo che mi ha colpito fin dal primo secondo e nonostante io sia stato costretto ad aspettare una patch per poter proseguire, nonostante io abbia dovuto resettare il gioco più e più volte per poter andare avanti con la mia avventura, non mi sono pentito nemmeno per un secondo di averci giocato. Anzi, lo rifarei.

Bendy and the Ink Machine
Che meraviglia.

Le presse del titolo sono abbastanza semplici: riceviamo una lettera da un vecchio amico che ci invita ad esplorare il nostro vecchi posto di lavoro, un’azienda che produce film di animazione incentrati sul personaggio di Bendy nato, fra le altre cose, dalla nostra penna.

Appena giunti sul luogo appare chiaro che la visita non è una semplice richiesta per rievocare i tempi andati perché in fabbrica qualcosa è andato storto, l’inchiostro scorre a fiumi sul pavimenti e sulle pareti, scritte molto inquietanti ci si parano davanti mentre sentiamo misteriose presenze attorno a noi.

Solo accendendo la macchina dell’inchiostro, un marchingegno misterioso che il nostro amico ci teneva a mostrarci ci rendiamo conto che all’interno della fabbrica c’è qualcosa di molto, molto più inquietante.

L’inchiostro ha preso possesso di ogni cosa acquisendo vita propria e dando vita a tutti i personaggi partoriti dai disegnatori che lavoravano ai prodotti dell’azienda. Bendy è diventato un demone spietato a cui sembra interessare solo il caos più assoluto.

In questo scenario noi cercheremo disperatamente una via di fuga dall’incubo di inchiostro cercando anche di capire cosa è successo durante la nostra assenza a tutti quei personaggi che abbiamo tanto amato.

Bendy and the Ink Machine
Le atmosfere.

Il gameplay si struttura come una classica avventura horror in prima persona: avremo a che fare con puzzle ambientali e con qualche combattimento qua e la. La storia ci viene narrata attraverso alcune audiocassette sparse negli scenario e attraverso alcuni personaggi con cui avremo la (s)fortuna di interagire.

A stupire fin da subito è il particolare stile grafico che riesce a rievocare in maniera incredibilmente realistica tutte le atmosfere tipiche di quei cartoni animati anni ‘60 nonché restituire al videogiocare una sensazione di ansia costante.

Il semplice faccino di Bendy stampato sui cartonati o i suoi innocui pupazzetti si trasformeranno ben presto in uno dei nostri incubi peggiori grazie ad un eccellente gioco di luci e suoni: non vedremo mai sfigurare quei volti in mostri terrificanti, eppure ben presto inizieremo ad avere una certa paura di quell’icona oramai persa nel tempo.

Certo, il gioco ci mette di fronte anche a dei mostri sfigurati e terribili, ma non saranno loro la causa delle nostre mani sudate strette attorno al pad, quanto le musichette allegre, l’inchiostro che scorre sui muri e il suono piatto dei nostri passi sul legno che compone la struttura.

Le atmosfere sono forse il punto più alto dell’intera produzione, nonché tutto il valore del prezzo del biglietto: si tratta di un’avventura psicologica decisamente al di sopra della media in termini di emozioni e sensazioni provocate nel giocatore.

Bendy and the Ink Machine
Lasciatevi travolgere dall'incubo.

A rendere tutto ancora più profondo ed immersivo abbiamo i personaggi del gioco: Boris il Lupo, una delle spalle di Bendy, e Angel, un’amica comune, dai quali inizieremo ad apprendere le terribili verità dietro la macchina dell’inchiostro e la chiusura dell’azienda.

Fa quasi impressione il livello di umanità nascosto nella grottesca presa di coscienza (e di un corpo) da parte di questi “cartoni animati”, che si dimostrano di una saggezza e cuore infiniti.

Difficile non affezionarsi, anche a Bendy, il demone che ci seguirà costantemente durante l’arco dei 5 capitoli che compongono l’avventura. Quasi iniziamo a comprendere quel mostro, a capire i motivi che ne hanno spinto la nascita.

Bendy and the Ink Machine è un gioco di un’umanità eccezionale oltre che di un comparto estetico d’eccezione ricco di citazioni a tutte quelle icone Disney (e non) che abbiamo imparato ad amare nel corso degli anni.

Purtroppo non è esente da difetti, anzi. Il gioco è molto lento, alcune sezioni sono frustranti, inutilmente lunghe e ripetitive, tanto da affliggere il giocatore con il loro ritmo di try and error.

Bendy and the Ink Machine
Quanto son belli?

Il combat system poi è forse la cosa peggiore dell’intera produzione: nemici che colpiscono a distanze impensabili, hitbox non funzionanti, compenetrazioni con lo scenario che costringono al reset del gioco per poter proseguire con la storia.

Purtroppo i combattimenti non saranno sporadici e questo ci costringerà a vedere la schermata del game over un numero incredibilmente alto di volte aumentando, non di poco, la frustrazione del giocatore che vorrebbe solo vedere la fine di questo supplizio.

Nella localizzazione italiana poi Bendy and the Ink Machine fa acqua da tutte le parti, costringendo il giocatore a cambiare lingua o ad ignorare completamente i sottotitoli, spesso fuorvianti.

Insomma, sul fronte tecnico Bendy and the Ink Machine si impegna a fare del suo peggio non riuscendo però, secondo l’opinione di chi scrive, nell’intento di scoraggiare il giocatore: tutto il resto del gioco è magnifico, ad un livello tale che è impossibile non innamorarsene a patto di sorvolare su tutto.

Un consiglio, giocatelo e lasciatevi travolgere dalla sua potente atmosfera.

Disponibile per PC, Ps4 (versione testata), Xbox One e Nintendo Switch.