Dopo l'ottimo “La Rapina”, primo DLC di Marvel's Spiderman, è arrivato il momento di tuffarci nel secondo episodio de “La città che non dorme mai”, raccolta di contenuti post-lancio del titolo firmato Insomniac Games.

Ci eravamo lasciati con un finale scoppiettante, nonché commovente, che lasciava pensare che il secondo capitolo di questa storia sarebbe stato grandioso, sia in termini di personaggi (avremmo avuto a che fare con Hammerhead molto da vicino) che di narrazione.

Purtroppo invece ci troviamo di fronte ad un episodio un po' sotto tono sia per la scrittura che per i contenuti offerti, limitandosi a fare il “compitino” in attesa della chiusura di questa trilogia.

“Territori contesi” appare quasi come un filler il cui unico compito è quello di far sì che i giocatori debbano acquistare tre episodi invece che due: non approfondiamo nessun personaggio, lo stesso Hammered, villain di questo trittico di DLC viene presentato semplicemente come un boss più cattivo degli altri dando il compito di chiudere il cerchio e mettere i puntini sulle i all'ultimo capitolo, in uscita a dicembre.

Perdiamo completamente traccia e moria di Felicia, la Gatta Nera che ci aveva fatto innamorare del primo episodio, mentre acquisiamo qualche informazione in più in merito a Yuri e al suo rapporto con il Maggia.

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Yuri è il centro della narrazione.

Nonostante ci siano ottime premesse queste restano, purtroppo, solo “premesse”: “Territori Contesi” non fa che aprire la strada al gran finale, una strada che avremmo preferito non percorrere anche vista la sua incredibile brevità.

Sarebbe stato sufficiente inserire la manciata di missioni principali all'interno dell'ultimo episodio e non ci saremmo accorti di niente. mentre si è preferito allungare il brodo con missioni poco ispirate (la seconda in particolare è quasi un insulto all'intelligenza del giocatore) e con contenuti secondari al limite del ridicolo.

Se, infatti, da un lato abbiamo a che fare con una scrittura molto pigra che risente di questa frammentazione in tre pezzi, dall'altra abbiamo a che fare con un gameplay fin troppo ripetitivo nelle sua iterazioni.

Avevo apprezzato tantissimo le sfide di Screwball nel primo episodio, trovandole addirittura superiori a quelle di Taskmaster in termini di originalità e divertimento, ma mai mi sarei aspettato di ritrovarle anche in questo secondo episodio.

Certo, è stata aggiunta una nuova tipologia di sfida, quella stealth, ma non è altro che una brutta copia di quanto già visto nel gioco base con Taskmaster.

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Voi non potete capire l'odio verso questi nemici.

L'intero arco di Screwball ha proprio l'aria di un riempitivo che vedrà la sua (forse) conclusione nel terzo episodio dove avremo a che fare ancora una volta con le sue sfide prima di trovarci faccia a faccia con la star del web.

Almeno questo è quello che ci fa capire il finale della sua quest, per altro poco ispirato e decisamente poco divertente da portare a termine: non è latro che la riproposizione di una sfida di combattimento senza la fretta di un cronometro.

A queste si affiancano i classici crimini nei quartieri che hanno il problema classico di questo genere di secondarie: sono tanti, ci vuole troppo tempo per farli apparire sulla mappa e sono incredibilmente ripetitivi.

Non faremo altro che sventare attentati e basta, uno dopo l'altro per ben 20 crimini da sventare per ottenere il completamento dei quartieri.

Infine, a rompere il ritmo delle principali, abbiamo a che fare con la conquista delle attività di Hammered che non sono latro che la riproposizione dei classici covi del gioco base.

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L'unico motivo reale per completarlo al 100%.

Non sarebbe un problema eccessivo, in fin dei conti erano missioni piuttosto divertenti (anche se troppe), se non fosse per l'eccessivo livello di difficoltà decisamente poco bilanciato che rende tutti e 4 i “covi” una delle cose più noiosi e frustranti del DLC.

I cattivoni della banda di Hammerded non solo sono dotati di armi e armature della Saber, ma sono anche troppi e troppo frustranti da affrontare: 6 ondate composte dal almeno 4 nemici con i lanciarazzi, altrettanti con gli scudi tecnologici (che ci fulminano ogni volta che caricano), spade, fruste e ciccioni con la minigun.

Non è piacevole affrontarli, non è divertente e non si prova nessun senso di soddisfazione portandoli a termine se non un languido sospiro di sollievo dovuto al pensiero di non doverli affrontare più nel gioco.

Sarebbe bastato diminuire le ondate e rendere i nemici leggermente meno “rotti” per ogni ondata limitando anche solo i lanciarazzi e le minigun, vero grande pericolo di ogni rissa con gli squadroni di Hammeread.

In conclusione, “Territori contesi” è un grandissimo no che si salva semplicemente per il costume sbloccabile ottenendo il 100% (che è il solo motivo per cui l'ho fatto) che potrebbe essere a mani basse il migliore di tutto il gioco.

Non resta che aspettare l'ultimo capitolo per il gran finale che, non dubito, sarà fantastico.