In mezzo a tutti gli avvenimento videoludici che hanno caratterizzato questi ultimi giorni, di cui la polemica di Fallout 76 è il portabandiera, è successo anche che Fortnite vince il premio come Gioco dell'Anno ai Golden Joystick.

Niente di strano se non fosse che Fortnite è un gioco molto popolare, così popolare che questa vittoria ha scatenato davvero un bel po' di polemichetta, e a me piace sguazzare in mezzo a tutti i commenti della gente sui social che in preda ad evidenti crisi di mezza età deve scagliare la sua bella pietra contro il fenomeno del momento.

Faccio parte del gruppo di coloro che non sono molto felici di questo premio e di questa vittoria, così come faccio parte di quel gruppo (che sta dentro ai detrattori della vittoria di Fortnite) a cui il gioco di Epic fa abbastanza schifo.

Non mi sono mai espresso in merito al suo successo o a quello che il gioco offre: non sono un fan del battle royale in generale e di Fortinite in particolare. Non mi diverte il suo sistema di gioco e ho trovato sempre superiore la sua controparte a pagamento.

Ma non sono qui per far battaglia fra i due titoli, faccio parte della scuola “entrambi eccellenti, che si differenziano per quelle due o tre cose. Dipende dai gusti personali”.

God of War
Si ma lui è meglio!

Sono qui invece a buttare i miei due centesimi sulla questione del “gioco dell'anno”, titolo vinto da Fortninte nella stessa categoria in cui vediamo Red Dead Redemption 2 o God of War (nomino questi due perché sono fra i motivi più grandi di indignazione).

Se lo merita? Non se lo merita? È stato proprio sbagliato candidarlo in mezzo a nomi così altisonanti che secondo chiunque avrebbero meritato il premio molto di più di un insulto battle royale?

Sapete una cosa? Fra tutti quei giochi presenti all'interno di quella classifica, l'unico che meritava di vincere era proprio Fortnite: nessuno poteva reggere il confronto con quello che rappresenta questo titolo all'interno del panorama videoludico.

Almeno una volta al mese, durante l'anno, abbiamo sentito parlare di lui. Ad ogni inizio di stagione sentiamo parlare di lui e di quello che Epic si è inventata per creare misteri e storie che vanno ben al di là del giocarci.

Innumerevoli volte abbiamo sentito parlare di streamer importanti, di tornei, di soldi, di versioni ad hoc per altre console, di crossplay e di chi più ne ha più ne metta.

Fortnite
Non se ne parla forse in continuazione?

Ad ogni uscita di un battle-royale vediamo Fortinte li in prima linea, è tutt'ora il gioco più visto su Twitch ed è uno dei giochi più giocati di sempre nonché uno fra i titoli che è stato capace, da solo, di muovere milioni di dollari.

Quando un ragazzino deve scegliere una console nuova la sceglie in base alla presenza di Fortinte, al suo supporto, alla giocabilità che ha su quella piattaforma e così via. (Fun fact: il mio fratellino è entrato in crisi quando doveva chiederne una a Babbo Natale: dove si gioca meglio a Fortinte? Sì, me ne vergogno.)

Insomma, Fortinite è l'incarnazione del gioco dell'anno, molto più di God of War che superata la sua settimana di celebrità ha smesso di far parlare di sé se non nelle conversazioni: che gioco compro su PlayStation 4?

E Red Dead Redemption 2? Anche lui è stato il gioco della settimana, forse del mese, e poi basta. Si parla di lui solo per dire che è bello quando si fanno conversazioni ad hoc.

Entrambi sono videogiochi eccezionali, sotto infiniti punti di vista, così come altri candidati al titolo di cui non si sentiva parlare nemmeno all'uscita, tipo Celeste.

celeste
*sospiro*

Qual è invece quel gioco che è dal momento della sua uscita che è sulla bocca di tutti e che continua a monopolizzare la stampa e i giocatori, mese dopo mese, notizia dopo notizia? Proprio lui, Fortnite.

Ma quindi? Significa che fin quando non morirà Fortnite questo premio è da assegnare sempre e solo a lui perché fa più rumore di tutti gli altri? Quindi un gioco non deve essere “perfetto” sotto ogni punto di vista per essere “il gioco dell'anno”?

A che serve impegnarsi per sviluppare qualcosa come God of War, Dragon Quest XI e compagnia quando basta essere sulla bocca di tutti con un gameplay sterile e una manciata di streamer importanti per essere definiti “gioco dell'anno”?

Ecco, qui ci sarebbe da rivedere un po' il concetto di questo titolo che con questa vittoria potrebbe aver iniziato a perdere un po' il suo senso: cosa si giudica nella qualità di un videogioco per definirlo il migliore di tutto l'anno?

Vale semplicemente il fatto che sia apprezzato da una fetta molto importante di giocatori a discapito della qualità effettiva per fare la differenza o in effetti bisogna guardare ad altro?

No, vale semplicemente questo.

Ci sono le altre categorie per tutto il resto: non dimentichiamo che God of War ha vinto in altre 4 categorie, come miglior narrativa, visual design o audio design, che in effetti ne sanciscono l'alto livello qualitativo.

Sì, God of War è probabilmente (sempre secondo le votazioni dei Golden Joystick Awards) il miglior gioco sviluppato nel 2018, ma siamo tutti un po' sinceri: Fortnite è il gioco dell'anno, indiscutibilmente.