Da qualche giorno, dopo la beta di cui vi abbiamo già parlato, sono sbarcato nella Virginia Occidentale di Fallout 76 e non ho potuto fare a meno di buttar giù qualche riga per farvi vedere che in effetti non sto solo raccogliendo immondizia ma anche provando il gioco in vista di una recensione.

Avremo modo di discutere di quello più avanti nel corso della settimana ma intanto, a parte ogni scherzo, mi premeva battere il ferro sul chiodo finché fosse caldo e toccare alcuni aspetti per certi versi sorprendenti dell'ultimo titolo di Bethesda Game Studios.

Come saprete, questo è il primo gioco online di BGS (The Elder Scrolls Online è di ZeniMax Online Studios), il primo a portare la firma di Todd Howard e del suo team, per cui era inevitabile che ci fossero grandi aspettative e... grandi problemi, e del resto non sarebbe un gioco di Howard senza un mare di difficoltà tecniche.

Non lo nasconderò, F76 ha un sacco di bug, glitch, crash e chi più ne ha più ne metta, ma in tutta sincerità non li ho visti come ostacoli invalidanti e insormontabili. Per me, se di bocciatura si parlerà, non sarà per queste ragioni e neppure per il frame rate costantemente incostante.

fallout 76

La differenza tra un prodotto single-player e uno multiplayer, lo dice il nome stesso, sta solitamente nel fatto che in questi ultimi non si gioca più da soli. Giusto? Giusto.

Facendo leva su questo fondamentale, Bethesda Game Studios ha di fatto rimosso ogni NPC dalla mappa di Fallout 76, facendoci "incontrare" soltanto olonastri e qualche robot non (necessariamente) assassino lungo la strada.

Chiaramente questa scelta di design, oltre a far alzare qualche sopracciglio e il mio in primis, quello destro per la precisione, si è profilata come indispensabile per evitare che il gioco dovesse gestire una mole di calcoli che avrebbe potuto mandare in pappa il cervello ai server (cosa che succede quando esplode qualche bomba nucleare in simultanea, figuratevi con tutti quei personaggi secondari cui siamo abituati).

La mossa è abbastanza spiazzante e guai a giudicarla come un semplice dettaglio o un particolare sul quale sorvolare in tutta tranquillità.

fallout 76

La mappa di Fallout 76, diamogliene atto, è molto molto grande e - chiudendo per un attimo un occhio sul fatto che sia a volte tremendo il pensiero di doverla attraversare per raggiungere un punto d'interesse senza svuotarsi le tasche di un sacco di tappi - avere a che fare con altri giocatori umani non è esattamente all'ordine del giorno.

Vi ci imbatterete nelle aree urbane e più (ancora) civilizzate, ad esempio, ma per gran parte del tempo sarete soli, soprattutto nell'esplorazione. E girando per la mappa nell'attesa, talvolta lunghissima, di arrivare dove dovevo arrivare, non ho potuto far altro che riflettere, sì, su quanto stessi soffrendo la solitudine nel nuovo RPG di Bethesda.

Intendiamoci, è proprio quello che vorrei da un Fallout, è il tipo di sensazione che di norma una produzione post-apocalittica ambisce a trasmetterti.

Il core loop è ancora appagante e ti ritrovi spesso a girovagare in cerca di risorse per andare avanti non con la storia, non con una missione secondaria, ma con la tua stessa esistenza, messa a repentaglio dal fatto che non hai di cosa sfamarti o bere, o con la tua base che faticosamente provi ad ingrandire prima che qualche pazzo armato di nuke possa farla saltare insieme alla tua faccia.

Gli eventi live sono un'occasione per rimettere in circolo un po' di risorse, sebbene si ripetano continuamente pure dopo pochi minuti che li hai completati, le missioni secondarie non mancano e ti permettono di grindare un po' per salire di livello prima di una main quest, e il sistema di progressione basato sulle carte è semplice, visivamente gradevole ed efficace.

fallout 76

Ma non posso fare a meno di avvertire in questa solitudine, e nel fatto che mi piaccia come m'era piaciuta in Fallout 4, un piccolo grande tradimento della filosofia di fondo di F76.

Qui tutto ciò che ho fatto è stato pensare a me stesso, a crescere in quanto a personaggio e in quanto a proprietà che ho a disposizione, e seppur apprezzi che mi sia data l'opportunità di giocare in questo modo so che lo sto facendo in un'irreale e meccanico mutismo.

Quando pensi ad un gioco online pensi a qualcosa che aggreghi, che unisca e persino che divida in presenza di una modalità PvP (che qui c'è, anche se per ora non sono stato aggredito neanche una volta).

In Fallout 76 questo semplicemente non succede e, a meno di avere un gruppo di amici già stabilito con cui girovagare, l'assenza di una serie di personaggi secondari che avrebbero potuto colmare quel vuoto è forse un problema più serio rispetto a quelli tecnici che guastano, o almeno ci provano, il lancio di ogni singolo videogioco in rete.