Quindi Sony ci comunica che non sarà presente all’E3 2019, una decisione a detta di molti coraggiosa che sancisce “la fine di un’era”, come possiamo leggere nei titoli su alcune importanti testate.

Che facciamo allora? Non creiamo un po’ di sana ed economica polemichetta su questa decisione appigliandoci a quelle classiche affermazioni “di parte” che dicono “eh, ma Sony non ha più niente da presentare, Microsoft invece blablabla”.

Io, invece, di preciso cosa sto qui a dire? La notizia mi è scivolata addosso con un’indifferenza invidiabile, e sto scrivendo queste due righe solo perché Paolo è bisognoso di sentire la mia sull’argomento (se dovesse leggere questa frase mi insulterebbe, lo so).

La mia, certo. È presto detto: per me l’E3 è una manifestazione che, nel corso degli anni e nell’ultimo periodo in particolare, ha smesso di essere quello che era prendendo sempre più le sembianze di una fiera per appassionati (e non) che verte a far provare le ultime uscite e a pressare con il merchandise.

Sono finiti i tempi del palco di Los Angeles solo per gli addetti ai lavori, i tempi in cui si stipulavano contratti e la stampa aveva accesso ad informazioni riservate per poter scrivere delle novità in arrivo.

Ma quindi niente Death Stranding?

Da un pezzo è finita anche l’era del palco come scenario per la proposizione delle novità di questa o quella compagnia, sono sempre meno le cose nuove, davvero nuove, che vediamo all’E3 e sempre di più le informazioni accessorie per questo o quel titolo di cui già conosciamo l’esistenza.

Il concetto stesso di E3 è stato, negli anni, smembrato: ci siamo spostati da una manifestazione in cui le compagnie si susseguivano sul palco parlando del futuro, ad una manifestazione all’interno della quale si partecipa senza partecipare, con padiglioni esterni o stand allestiti ad hoc all’infuori della manifestazione, rimanendoci comunque collegati.

Più di una compagnia ha iniziato a distaccarsi dalla manifestazione, vedi Nintendo e i suoi Direct, Devolver Digital, EA e così via.

La scelta di Sony non è altro che una semplice conseguenza di quello che è, a conti fatti, l’E3 oggi: una manifestazione defraudata di quell’antica aura mistica, che oggi riecheggia fra le leggende che si tramandano da caporedattore a redattore, divenendo una fiera come tante altre.

Ovviamente non siamo stupidi, la manifestazione di Los Angeles resta comunque un punto forte e fermo per i videogiocatori e certamente la mancata partecipazione di qualcuno così importante come Sony si fa sentire: al di là di tutto c’è una certa valenza commerciale ad essere presenti su quel palco, in quei giorni.

Possiamo risparmiarci certi momenti, almeno!

Signori, parliamo però di Sony, una compagnia che di certo non deve imparare come fare marketing da noi comuni mortali: conoscono la loro potenza sul mercato, conoscono le implicazioni di una tale assenza e di certo sanno che questo non gli causerà nessun tipo di male a livello commerciale.

Sony è ovviamente pronta per qualcosa di nuovo, che sia la tanto acclamata PlayStation 5 o qualcos’altro poco importa: quel palco non è importante, quest’anno almeno.

Francamente salirci e non avere effettivamente qualcosa da dire che non sia già stato detto, o qualcosa da mostrare che già non sia stato mostrato è un inutile dispendio di tempo e di risorse, soprattutto oggi, dove questo genere di informazioni vengono trasmesse e fruite in modo diverso e, forse, più efficace.

Un esempio fra tutti è Nintendo con il suo sistema di Direct, o Microsoft che proprio qualche giorno fa ha concluso la prima edizione italiana dell’Xbox FanFest, manifestazione all’interno della quale vengono mostrate e fatte provare alcune fra le ultime novità.

Di certo non è l’E3, o meglio non lo è più, quel momento dell’anno in cui riunirsi per aspettare che tutti i colossi ci vomitino addosso tutto quello che hanno partorito durante l’anno.

Ci mancherà quel palco!

I palchi per questo genere di informazioni si sono moltiplicati a dismisura e vengono diluiti così tanto durante tutti i mesi che separano un E3 dall’altro, che arrivati al momento fatidico si è già fatto e detto tutto: non resta che uno spazio enorme in cui dare la possibilità agli appassionati di guardare più da vicino quanto detto durante l’anno.

Sony che diserta l’E3 è quindi “la fine di un’era”? No, francamente l’E3 stesso è la fine di un’era, Sony ha solo alzato un po’ di polvere, che sparirà a breve, con la prima manifestazione a cui parteciperanno mostrando cosa bolle in pentola.

I The Game Awards sono vicini, no?