Hitman 2 è la quiete dopo la tempesta, quella che ha messo a rischio l’esistenza stessa di IO Interactive al termine di una prima stagione apprezzata dalla critica ma non premiata dal pubblico. In questa quiete, lo sviluppatore danese ha continuato a fare ciò che gli riesce meglio, raccontarci le storie che vogliamo noi stessi creare nel grande sandbox messoci a disposizione su PC, PS4 e Xbox One, e in un modo che non si distacca troppo da quanto ci aspetteremmo di norma da un sequel in piena regola.

“More of the same” è una definizione che per larghi tratti funziona su H2, dal momento che novità rilevanti nel corpo del gioco non ce ne sono (e va bene così). La software house scandinava ha pensato bene di ampliare in verticale la propria offerta, aggiungendo diverse modalità e persino il multiplayer ad un titolo che finora si è limitato ad una pur sostanziosa e per tratti pioneristica proposta “live” aggiornata con i Bersagli Elusivi, Contratti, oggetti e sfide su una base regolare.

Tutto questo ha fatto il proprio ritorno ma, almeno come base di partenza, non lavora da solo in quello che è un titolo di ambizioni e dimensioni superiori quasi sotto ogni punto di vista rispetto agli episodi standalone che lo hanno preceduto.

Hitman 2 ha infatti dalla sua un multiplayer vero e proprio con la Modalità Fantasma, che riutilizza sagacemente le mappe disponibili nella storia per mettere due utenti non solo l’uno di fronte all’altro ma anche contro l’ambiente intorno a loro. A vincere la partita sarà chi riuscirà ad abbattere più obiettivi, segnati singolarmente per un periodo di tempo limitato, sfruttando i trucchi del mestiere come i travestimenti e l’uso di tecniche per la creazione di diversivi.

hitman 2

Gli elementi da poter raccogliere in giro saranno un tantino diversi da quelli della campagna e saranno più adatti ad un approccio rapido all’azione, e in un multigiocatore era d’altronde facile da mettere in preventivo; il resto è esattamente come nel sandbox regolare e il rischio di cadere nella tentazione di trasformarsi in Rambo è sventato dalla convalida del punto, che passa per il ritrovamento del corpo della vittima di turno.

Una premessa semplice com’è d’altronde la modalità in sé, ma è da apprezzare come senza un particolare sforzo tecnologico IOI abbia aggiunto un piccolo tassello e qualche ora di gameplay in più rispetto a quanto avevamo visto fino al 2016.

Lo stesso dicasi della modalità Sniper Assassin, integrata dopo che nel periodo pre-lancio era stata garantita come download istantaneo in qualità di bonus per il preordine. Questa ci permette di giocare sì agli assassini ma muniti esclusivamente di un fucile da cecchino e di una postazione fissa. Al momento, abbiamo a disposizione una sola mappa (quella austriaca) e tre obiettivi da abbattere insieme al maggior numero di guardie del corpo.

La difficoltà non sta tanto nel finire il proprio compito nel tempo stabilito di 15 minuti, quanto nel farlo nella maniera più silenziosa possibile e sfruttando al meglio gli elementi presenti nell’ambiente, così da ottenere un punteggio superiore e ulteriori bonus per partite successive (generalmente riservati al potenziamento dell’arsenale).

hitman 2

La campagna è disponibile con tutti gli atti fin da subito nel titolo, giocabili peraltro nell’ordine preferito se non abbiamo interesse nel seguire la storia o perlomeno le ragioni per cui le stiamo esplorando. Sostanzialmente, la formula è identica a quella precedente iterazione, con qualche comportamento in più dell’IA (sebbene a livello di intelligenza permangano alti e bassi, dettati anche dalla presenza di qualche bug da aggirare nel nostro caso soltanto con il riavvio della partita) e dettagli come la perquisizione all’ingresso in certe location vietate.

Le monete e i diversivi sono ormai un vero e proprio marchio di fabbrica della serie, e lo stesso dicasi dei travestimenti, cuore pulsante del gioco, che fanno accedere in luoghi che altrimenti non potremmo raggiungere o in cui saremmo costretti a muoverci in maniera oltremodo silenziosa.

Tornano, come nell’Hitman ad episodi, le missioni, di fatto la componente sotry driven all’interno delle mappe. Sono sì lineari ma permettono di godersi delle piccole trame e compiere in maniera più organica (e, se possibile, narrativa) le uccisioni richieste per il passaggio al capitolo successivo.

Per quanto mi riguarda, si tratta non solo dell’ingrediente autoriale più riuscito della produzione a livello di scrittura, design e routine dei nemici ma anche di quello più piacevole, perché consente di scoprire ogni volta qualcosa di celato di un personaggio o di un luogo, e richiede quindi di tornare ripetutamente nel medesimo capitolo per saperne di più. Inoltre, nei contratti più impegnativi, è pure richiesta la raccolta di informazioni addizionali per poter incastrare questo o quel protagonista. Perdersi qualcuna di queste sottotrame potrebbe essere il vero crimine qui, insomma, altro che assassinii.

hitman 2

La narrazione in sé entra nel vivo prima rispetto alla release di due anni fa (su cui, come in un unico raccoglitore, è possibile mettere le mani gratuitamente in una edizione rimasterizzata se possessori della Season 1), complice il fatto che è possibile giocarsi tutti i capitoli d’un fiato senza dover aspettare le uscite più o meno mensili cui eravamo stati abituati.

In ogni caso, questo non salva il gioco dalla sua tendenza a perdersi un po’ nella grandezza dei sandbox e del tempo che vi spenderemo, e alcuni collegamenti che spingeranno il pelato cifrato per eccellenza a visitare questa o quella zona del mondo risultano talvolta deboli.

Se l’ambizione della produzione è cresciuta, va notato in ogni caso che IO Interactive ha rinunciato alle cut-scene di fine capitolo mosse brillantemente in computer grafica nella passata iterazione, rimpiazzandole con più economiche seppur sempre deliziose tavole animate, forse l’unico segno dello sviluppo avviato con il mare in tempesta e passato di mano in mano con qualche compromesso non troppo doloroso da accettare.

Quanto alla storyline, il filo rosso che lega i titoli della saga da Absolution in poi è il racconto delle vicende personali del protagonista, con il tentativo di renderlo più umano e aumentarne l’appeal. L’obiettivo è centrato anche in H2 e, per quanto non ci sia un intento romanzesco, vedrete per quelle 6-7 ore un Agente 47 sotto occhi nuovi in certi momenti, messo com’è in una situazione completamente inedita che lo vede svestito del suo cinismo da killer e desideroso di scoprire tutta la verità sul proprio conto dall’infanzia ad oggi.

hitman 2

In conclusione, Hitman 2 rappresenta una scelta di continuità importante da parte di IOI, che da un lato rientra nel giro dei tripla-A a tutti gli effetti con un prodotto disponibile nella sua completezza dal pronti via, e dall’altro mantiene i valori aggiunti della sperimentazione effettuata nella serie episodica di due autunni fa.

Il risultato non è sorprendente come allora, ma mantiene livelli di godibilità e rigiocabilità con pochi pari in circolazione.