Non è una novità di certo il fatto che abbia smesso completamente di giocare ad Hearthstone: dopo l'annuncio dei nerf ho deciso di rendere definitiva la mia assenza dalla Locanda, decisione che permane ancora nonostante dopo le modifiche avvenute pare che si vedano in giro alcuni mazzi leggermente diversi.

Con l'annuncio della prossima espansione alle porte, di cui avremo modo di discutere a tempo debito è bene soffermarsi un po' di più su quello che è andato storto con il gioco e su quello che Blizzard ha completamente sbagliato nel corso dello sviluppo.

Hearthstone è un gioco di carte che vuole essere competitivo, che fa finta di puntare a tornei e agli eSport, per poi ritrovarsi a ricevere una vagonata di soldi dalla fetta di utenza fatta di casual nati con la versione mobile del gioco.

Alla sua nascita vi era una pool di carte estremamente ridotta, una pool di giocatori infima rispetto ai milioni che conta oggi e un team di sviluppatori che aveva ben chiaro dove voleva arrivare con lo sviluppo di questo gioco di carte,

Ben Brode non ha mai nascosto la sua forte ispirazione a Magic: The Gathering, gioco di carte nato nel '93 che ha fatto scuola per quel che riguarda il design di un GCC competitivo.

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Mi mancheranno le sue risate.

Magic presenta però una meccanica abbastanza controversa, anche fra i giocatori appassionati, che è quella delle Terre la quale in alcuni match è una discriminante per la vittoria.

Fortunatamente il sistema di Magic è talmente profondo da far pesare poco, nei match, il cosiddetto mana flood (troppe terre) o mana screw (troppo poche) poiché una strategia ben realizzata unita alle capacità di pensiero laterale dei giocatori riescono a far fronte ad una delle meccaniche meno riuscire del gioco di Garflield.

Ma cosa c'entrano le Terre con Hearthstone visto che li ci sono i cristalli di mana che incrementano di uno ad ogni turno?

La risposta è contenuta nella domanda stessa: il sistema di mana di Hearthstone è superiore a quello presentato da Garfield e sopperisce ad uno dei maggiori scogli per il novizio di Magic.

Ecco il disegno di Ben Brode, creare un gioco di carte con la complessità e la profondità di Magic ma senza tutti quegli artefici strambi che lo rendono inutilmente complesso: Hearthstone doveva poter essere compreso da tutti e allo stesso tempo tutti potevano raggiungere ottimi risultati semplicemente giocando.

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Bei tempi eh...

Purtroppo è qui che risiede tutto il problema: un gioco adatto a tutti in cui tutti devono poter essere in grado di competere non può essere un gioco competitivo perché da qualche parte dovrà pur cedere.

Hearthstone ha ceduto, e lo ha fatto in favore della cosiddetta “new player experience” che non fa altro che coccolare i neofiti con carte decisamente troppo forti, classi sbilanciate in modo che non possa esserci, di fatto, una scelta nel giocare e meccaniche troppo semplici per essere utilizzate nella maniera sbagliata.

Ovviamente qui ci sarà il giocatore in Top 100 che dissentirà, ma quello è ovvio: la situazione drammatica di Hearthstone in questo momento non è da vedere in una pool di 100 giocatori per Paese.

Quel posto della classifica è riservato a tutti quei giocatori che non utilizzano solo il Druido, che sanno come giocare e che vivono il titolo sotto una luce completamente diversa.

Quei giocatori non sono arrabbiati perché i nerf non hanno colpito una classe decisamente disegnata male, ma perché Blizzard continua, senza sosta, ad infischiarsene di loro. La promessa modalità torneo è stata, infatti, cancellata, una notizia che è passata in secondi piano rispetto al bilanciamento delle carte.

Peccato perché le modalità ci sono pure...

Blizzard ha un solo pensiero per la testa: guadagnare più soldi con Hearthstone, e di certo questi soldi non arrivano da una manciata di giocatori per server, quindi non ha senso puntare sui loro bisogni: bisogna ascoltare il popolo.

Sta di fatto che il popolo è quello che sotto l'applicazione nel Play Store lascia recensioni di questo tipo (cito testualmente, errori grammaticali inclusi):
“Gioco pessimo!!! Andare avanti in modalità classificata è impossibile sin dai rank più alti, in quanto ti fa vincere 2 o 3 partite, per poi fartene perdere altrettante, combinandoti con avversari che hanno deck per contrastare il tuo!! Probabilmente chi ha progettato questo diabolico sistema, è celebroleso o mentalmente instabile, per costringere i giocatori a bestemmiare!! Detto questo: LO SCONSIGLIO!!”

o ancora:
“E un bel gioco di carte ma il matchmaching fa schifo ti da contro avversari con carte troppo forti rispetto alle tue, tutti con leggendarie e si e no tu ne hai una o due nel mazzo e ti distruggono in pochi round.”

Una situazione in cui un gioco dichiaratamente competitivo punta a far felice questa fetta di utenza, quella più grossa e grassa (in termini di portafogli) , non può che definirsi gravissima con un conseguente malumore da entrambe le parti.

Una fatta di bimbetti che non sono semplicemente in grado di giocare intorno a determinate carte o di pensare qualche turno più avanti, l'altra fatta di persone che vorrebbero vedere il gioco bilanciato come si deve, con una modalità torneo seria e un maggiore interesse verso la competitività più che verso l'intrattenimento.

Il problema di Hearthstone allo stato attuale delle cose è semplicemente questo, al netto di tutti i numerosi problemi di design che si sono creati negli anni (vero Sciamano?): volere la botte piena e la moglie ubriaca.