Dopo aver approfondito il mondo di gioco e la narrazione offerta da Thronebreaker: The Witcher Tales è giunto il momento di concentrarsi sul suo nucleo portante, il gameplay, costituito, come già detto, dal gioco di carte del Gwent.

La prima cosa che certamente balza all'occhio del giocatore è la sua perfetta integrazione con Gwent stesso: tutti gli obbiettivi sbloccati sul gioco verranno visti da Gwent come quest superate conferendo al giocatore alcuni punti utili per gli “alberi delle abilità” presenti all'interno della nuova versione di gioco.

Non solo, trovando alcuni forzieri in giro per la mappa è possibile trovare carte ed elementi estetici che potranno essere utilizzati solo all'interno di Gwent.

Interessante osservare come tutte le carte sbloccate in questa maniera saranno solo carte “premium”, ovvero quelle animate, così da non precludere il loto ottenimento classico al giocatore che non intende investire su Thronebreaker: The Witcher Tales.

Una mossa che premia senza alcun dubbio gli sviluppatori sotto diversi aspetti, primo fra tutti quello di rendersi abbastanza “carini e coccolosi” agli occhi dei giocatori.

Thronebreaker The Witcher Tales
Battaglie di un certo livello.

Al di là dell'integrazione con il gioco di carte stand-alone, dal mondo di Gwent il titolo prende il sistema delle battaglie, quindi la costruzione di un mazzo di carte con strategia annessa e tutte le classiche regole di posizionamento e vittoria dei singoli round.

Per chi non sapesse come funziona il Gwent le regole sono semplicissime: abbiamo a disposizione una mano di 9 carte ognuna delle quali ha una sua potenza espressa con un numero in altro a sinistra.

Ad ogni turno possiamo scegliere se posizionarla su una delle due file nella nostra metà del campo o se passare il turno. Passare il turno significa non giocare fino a quando il nostro avversario non farà lo stesso.

La somma delle potenze delle carte in gioco determina il nostro punteggio: banalmente vince chi ha il punteggio più alto in una disputa al meglio di tre round.

Ad ogni round le carte in campo vengono distrutte e ogni giocatore ne pesca 3 (secondo round) o 2 (terzo round).

Thronebreaker The Witcher Tales
Rompicapo belli!

Queste sono le regole di base a cui si vanno ad aggiungere gli effetti delle carte, che sono molteplici e servono tutti per aumentare o diminuire la potenza delle altre carte, a muoverle fra le file e così via.

Su Thronebreaker: The Witcher Tales il succo non cambia: l'unica differenza risiede in Meve e il suo potere speciale (cambiabile attraverso l'accampamento fra quelli che abbiamo sbloccato) non presente all'interno del Gwent classico.

Ovviamente cambiano anche i poteri dei nostri avversari: mentre nel Gwent abbiamo a che fare con i poterli delle singole fazioni, che sono in un numero abbastanza limitato, in Thronebreaker: The Witcher Tales avremo a che fare con una discreta moltitudine di questi, alcuni anche piuttosto forti, che mi metteranno non poco i bastoni fra le ruote.

Le battaglie si dividono essenzialmente in 4 tipologie: quelle di storia, con regole speciali, che vanno affrontare per proseguire nell'avventura.

Quelle classiche nelle quali combatteremo così come siamo sempre stati abituati a fare e con il mazzo che ci siamo costruiti.

Thronebreaker The Witcher Tales
Una battaglia superba.

Quelle speciali in cui ci saranno regole particolari e, generalmente, un solo round da dover vincere per ottenere una vittoria.

Infine abbiamo quelle che, secondo l'opinione di cui scrive, sono le più riuscite e divertenti dell'intera avventura. I rompicapi.

Si tratta di particolari battaglie in cui dovremo o vincere in un singolo turno oppure portare a compimento determinate azioni come uccidere una mucca pazza prima che questa uccida tutte quelle sane attorno a lei.

Questi rappresentano uno dei punti più altri del gameplay tradendo una cura eccezionale per il design di ogni singola battaglia: saremo chiamati ad un tipo di pensiero laterale e a ragionare diversi minuti prima di giungere ad una delle tante possibili soluzioni.

Oltre a questo si integrano perfettamente con il mondo di gioco e con il tipo di narrazione proposta: ha senso incontrare una Manticora e doverle staccare la testa per ucciderla cercando di fare attenzione al resto dei suoi arti. Una battaglia in tre round sarebbe insensata, pertanto si ricorre al rompicapo.

Thronebreaker The Witcher Tales
Sapreste risolverlo?

Una scelta di design non solo saggia ma anche funzionale sia al racconto che al gameplay che risulta essere molto più vario ed interessante di quel che non si possa immaginare.

Infine è bene spendere due parole sul livello di difficoltà da molto definito come molto punitivo ed estremamente alto.

È bene precisare che sto vivendo Thronebreaker: The Witcher Tales al suo livello massimo di difficoltà perché altrimenti non ci proverei gusto: mi reputo un giocatore abbastanza avvezzo al genere e con una buona capacità di pensiero che mi porta a cavarmela piuttosto bene nei giochi di carte.

Ho deciso di mettere alla prova le mie abilità e, per adesso, non me ne sono ancora pentito riuscendo, anzi, a trovare maggiore piacere dalla risoluzione delle battaglie e dei rompicapi.

Il livello di difficoltà è in effetti incredibilmente alto rispetto agli standard e, spesso e volentieri sono richiesti numerosi tentativi prima di arrivare alla soluzione.

Thronebreaker The Witcher Tales
Poi nel gioco vero ha forza 2. LADRI!

Un paio di battaglie mi hanno portato via intere ore e alcuni rompicapo si sono portati via diversi minuti per essere risolti. In cosa si traduce effettivamente in gioco però? In un CPU che, semplicemente, non sbaglia mai facendo sempre la giocata perfetta e avendo a disposizione sempre le pescate corrette.

Ovviamente il titolo non è impossibile, a patto che voi sappiate non sbagliare nemmeno una mossa: se il computer è perfetto e voi fate anche solo uno sbaglio avrete completamente perso la battaglia, questo è abbastanza chiaro.

Tutto ciò è frustrante? Assolutamente no. Se avete già dimestichezza con Gwent vi sembrerà semplicemente di giocare contro un giocatore incredibilmente bravo e questo vi consentirà di migliorate tantissimo come giocatori, se non avete dimestichezza con questo particolare sistema di gioco... Beh, Thronebreaker: The Witcher Tales non fa decisamente per voi.

Quindi non si tratta di un gioco per tutti? Sì, è un gioco adatto a chiunque perché i tre livelli di difficoltà sono ben calibrati: potete giocare solo godendovi la storia, potete farlo contro un computer che qualcosa sbaglia (ma anche in normale sbaglia di rado) o potrete farvi mettere a 90.

In tutti e tre i casi l'esperienza è fantastica perché il livello di sfida proposto riesce ad essere stimolante e, nonostante sia eccessivamente alto, non riesce mai, mai, a stancare il giocatore. Un plauso a CD Projekt RED.