Ricordo ancora il giorno in cui mi avvicinai per la prima volta a Magic: The Gathering, uno dei giochi di carte che mi avrebbe cambiato la vita.

Avevo già giocato, più volte, ad altri giochi come Yu-Gi-Oh e Pokémon anche se nessuno mi aveva mai trasmesso tanto quanto Magic, così tanto che da li a breve avrei iniziato a divorare praticamente qualsiasi gioco di carte collezionabili (e non) che mi si poneva davanti.

Ho iniziato la mia carriera da giocatore di Magic con il primo blocco di Alara, e con il mio primo amore verso i mazzi Grixis (nero, blu e rosso).

Smisi parecchi anni dopo, così come per i due titoli nominati poc'anzi, essenzialmente per motivi di tempo e di soldi: non riuscivo a stare dietro a tutto nel formato Standard e non riuscivo nemmeno a soddisfare la mia sete di collezionismo.

Mi spostai verso altri titoli senza mai dimenticare il mio amore verso uno dei giochi che ha rivoluzionato completamente il mondo dei giochi di carte collezionabili.

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Sì, con gli amici pazzi ci giochiamo anche in hangout draftando assieme.

Continuai a giocarci sporadicamente nei formati Limited, quindi con i pre-release e i draft, ma senza mai impegnarmi seriamente per provare a giocare nuovamente nel formato Standard.

Ci sono state espansioni su cui ho investito molto nei draft, facendone parecchi al giorno, ed espansioni che ho saltato di punto in bianco.

Sono tornato a giocarci, più o meno seriamente, con l'ultimo blocco di Ixalan con il quale mi sono divertito tantissimo, soprattutto grazie alla compagnia di amici abbastanza infognati quanto me con i quali abbiamo fatto un numero indefinito di draft comprando pacchi su pacchi.

Ho sempre cercato di stare lontano dallo Standard però, almeno finché non mi è capitata fra le mani una key per Magic: The Gatherin Arena, uno dei titoli di carte collezionabili online più bello che mi siano mai capitati.

Per fortuna quella chiave, per la closed beta, arrivò poco prima della mia laurea permettendomi quindi di porre fine all'università.

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Tutti i mazzi regalati (e il mio nono red che odio)

Magic: The Gathering Arena, nel momento della sua uscita, non era un gioco invidiabile: nonostante le numerose e vistose migliorie rispetto a Magic Online (un gioco inguardabile), risultava ancora troppo acerbo e “scomodo” per il giocatore.

Una delle particolarità di Magic è l'interazione con il turno dell'avversario, la concatenazione di magie e abilità e la risoluzione della pila, tutte meccaniche che sul tavolo avvengono abbastanza “semplicemente” ma che iniziano a diventare pesanti quando si passa al digitale.

Magic: The Gathering Arena riusciva a garantire un'esperienza abbastanza fluida anche se continuava ad essere poco adatto ai neofiti e ancora troppo macchinoso per chi le meccaniche di Magic riusciva a masticarle abbastanza bene.

Con l'arrivo del gioco nella fase di open beta tutto è cambiato: il titolo è diventato più user friendly, con un client abbastanza comprensibile e un utilizzo dell'interfaccia utente a dir poco sorprendente.

Magic: The Gathering Arena (Magic Arena da ora in poi) è diventato, a tutti gli effetti, un titolo da tenere sott'occhio perché se questo è il risultato di qualche mese di lavoro, ed è ancora in fase di beta, non riesco ad immaginare il livello che verrà raggiunto una volta che il gioco sarà completo.

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La home del client!

Il titolo presenta un tutorial piuttosto insipido che non riesce ad insegnare veramente tutto quello che c'è da sapere delle meccaniche di gioco, anche se riesce a dare quella giusta infarinatura che serve per riuscire a camminare sulle proprie gambe.

A stupire è l'incredibile quantità di regali che la Wizard of the Coast ha predisposto per i nuovi giocatori, così da accompagnarli all'interno di questa nuova avventura.

Un mazzo, pre-costruito, ogni giorno per dieci giorni circa (basta avviare una partita) che propone una strategia diversa e una diversa combinazione di colori. Una marea di monete da vincere con per ogni missione giornaliera e settimanale e una buona varietà di modalità per iniziare a giocare sia in Limited che in Standard.

Il titolo è abbastanza vicino al giocatore free-to-play che non vuole spendere nemmeno un centesimo nel gioco (nonostante i 5 euro per il pacchetto di benvenuto siano più che convenienti) poiché da molto spazio al farming di carte e bustine.

Con le monete collezionabili quotidianamente è possibile, in tre-quattro giorni, iniziare a fare qualche Draft con la possibilità di uscirne in pari con circa 5 vittorie e guadagnandoci qualcosa in più dalla sesta.

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Adoro dimir in draft.

In più le carte ottenute in Draft vengono mantenute nella collezione e oltre ai tre pacchetti utilizzati dalla modalità è possibile vincerne degli altri: insomma, se si è dei giocatori con un minimo di pensiero nel giro di un paio di settimane si avranno a disposizione almeno due mazzi competitivi in Standard con tanto di Sideboard completa.

Magic Arena è un titolo eccezionale che pecca di qualche difetto dovuto allo stadio di sviluppo del gioco ma che già da ora riesce a vantare un gameplay strepitoso (frutto di 25 anni di esistenza del gioco) che sta già riscuotendo un discreto successo fra tutti i giocatori.

Se la Wizard of the Coast riuscirà a far entrare il titolo all'interno del mondo degli eSports facendolo andare di pari passo con il cartaceo, non ci saranno dubbi: Blizzard avrà trovato un competitor con le palle.

Sì, il confronto con il big dei giochi di carte digitali è doveroso: Hearthstone è il rivale principale di Magic Arena, ovviamente, anche se al gioco di Blizzard, al momento, interessa ben poco di questo piccolo gioiellino. Magic non è un gioco adatto a tutti e Arena non è un titolo che riuscirà ad approdare su smartphone molto facilmente.

Nonostante gli sforzi per renderlo un titolo viabile, sarà molto dura riuscire a mettere i bastoni fra le ruote a quel colosso che è Hearthstone anche se i numeri e le basi ci sono tutte. Per il momento ho completamente abbandonato Blizzard per dedicarmi esclusivamente a Magic Arena (parliamo di 5-6 ore al giorno di gioco pieno. Sì, faccio schifo) che si è ritagliano, di nuovo, un posticino d'onore nel mio cuore.