Kingdom Hearts III, pad alla mano, è quella che si potrebbe definire una goduria, sia da giocare che da vedere. Questo dimostra un certo amore da parte degli sviluppatori nel portare avanti una saga così importante e radicata nel cuore degli sviluppatori che da questo nuovo capitolo, attesissimo, si aspettano davvero tanto.

Confesso di averlo avviato con non poco timore perché non sapevo cosa aspettarmi. Speravo si trattasse di un bel gioco, che avesse un bel feeling, ma al tempo stesso, consumato dall'hype, avevo paura di rimanere scottato.

La paura è scomparsa quando ho avviato il mondo di Toy Story, uno dei due disponibili (l'altro era quello del Monte Olimpo) nella versione su cui ho potuto mettere mano.

Ho scelto questo mondo per una semplice questione affettiva nei confronti dell'opera di Pixar nonché per quello che mi suscita il design di Sora e i suoi amici in “forma giocattolo”, una delle cose che mi ha colpito subito nel trailer in cui è stato mostrato.

La versione demo disponibile presentava qualche filmato di storia, costretto a skippare per via dei tempi molto stretti, e una buona porzione di gameplay in cui provare, essenzialmente, il brivido del combat system contro quei poveretti degli Heartless base.

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QUANTO LI ADORO.

In sostanza i cattivoni hanno invaso il mondo di Woody irrompendo nella cameretta di Andy e noi siamo giunti sul posto per far sgominare la minaccia, farci amici Buzz e compagnia, insomma sappiamo già come va a finire, no?

Il combattimento appare fin da subito incredibilmente fluido, veloce, accattivante, colorato e divertente.

La responsività dei controlli e le animazioni curate al massimo di ogni personaggio su schermo hanno contribuito a dare vita ad uno spettacolo di poligoni meraviglioso, quasi da lasciare a bocca aperta.

La pulizia nella grafica e la ricchezza di dettagli nel design dell'ambientazione e nei personaggi hanno giocato un ruolo fondamentale nella resa estetica del titolo che riesce a non stancare mai. Avevo voglia di non alzarmi dalla sedia e continuare a giocare ad oltranza tanto l'esperienza è risultata piacevole, sia per che riguarda il comparto grafico sia per il gameplay.

Una delle cose che ho voluto provare fin da subito, vista la disponibilità immediata nella battaglia, è stata l'utilizzo delle mosse speciali che abbiamo avuto modo di godere già nei gameplay mostrati qua e la.

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Sembra preoccupato.

Il motivo principale dietro la mia voglia di testare queste nuove mosse speciali è stato dettato dalla paura che il titolo venisse reso troppo semplice: in quasi tutti i video abbiamo visto che tali mosse erano fin troppo frequenti all'interno delle battaglie, e di questo avrebbe potuto risentirne l'esperienza generale.

Purtroppo i miei dubbi erano fondati: un tempo di caricamento infimo e la conseguente possibilità di spam incontrollato di tali abilità ha reso il combattimento decisamente troppo semplice e poco appagante per quel che riguarda il semplice “menare le mani”.

Al di là della resa visiva eccezionale (alcune di queste abilità speciali, come la Nave Pirata, sono davvero fantastiche da vedere su schermo) il combattimento risentiva eccessivamente del mio spam (volontario) del triangolo e conseguenti lucette su schermo e orde di Heartless spazzati via.

Ho preferito di gran lunga il classico utilizzo di Keyblade e magie varie nel combattimento, sforzandomi di ignorare il bottone lampeggiante che mi suggeriva di utilizzare una di queste abilità.

Se da una parte il combattimento ha guadagnato in spettacolarità, dall'altra ne ha risentito, senza alcuna ombra di dubbio, sulla difficoltà anche se c'è da dire che i nemici su schermo erano quelli base, quindi potremmo nono ottenere la stessa efficacia contro qualcosa di più forte.

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Il martello è un'abilità non troppo sbilanciata, invece.

Al di là della stanzetta di Andy e dalla stradina fuori casa, era presente anche una piccola porzione di gameplay all'interno del negozio di giocattoli, nella quale ho potuto testare il combattimento all'interno del robottone giocattolo. Semplicemente fantastico.

Ogni robot presente ha un attacco differente e, una volta sconfitto è possibile uscire da proprio ed entrare nello scheletro vuoto di quello appena battuto. Ovviamente è possibile non utilizzarli affatto e continuare a combattere con il Keyblade, ma dove starebbe il divertimento?

Un'esplosione di luci e colori unita ad un caos piuttosto soddisfacente ha fatto da sfondo a questa porzione finale di gameplay prima della scritta “grazie per aver giocato”.

Ho semplicemente amato, fino alla fine, quel quarto d'ora scarso di gameplay che mi sono goduto fino all'ultimo secondo.

Kingdom Hearts III sarà uno di quei titoli di cui è impossibile non innamorarsi: inizio a capire chi aspettava, con un hype che non mi apparteneva, il 29 gennaio. Ora sono inquieto anch'io.