Quando Nintendo annunciò il terzo kit di Labo, il Vehicle Kit, sono rimasto particolarmente sconcertato perché, in tutta onestà, non me lo aspettavo.

Vedete, ho sempre trovato nel genio di Nintendo una piccola limitazione: l'incapacità a vendersi come dovrebbero. Non fraintendetemi, sono capacissimi di vendere termosifoni ai tropici semplicemente attaccandoci dei baffi sopra, ma la loro strategia di marketing l'ho sempre trovata assurda.

Ricordo che nella recensione di Nintendo Labo riguardante i primi due kit specificai che Labo era un prodotto eccezionale che avrebbe avuto come unico limite una Nintendo che non avrebbe sfruttato molto la community e l'incredibile potenziale derivante dalle loro creazioni.

In poche parole pensavo che il progetto, per quanto geniale e lungimirante, fosse destinato a morire se non per piccole community amatoriali appassionate.

E invece eccoli che mi pubblicano un nuovo kit che contro ogni aspettative è probabilmente il più completo, divertente e meglio congegnato fra tutti.

Soddisfazioni vere.

Se con il Variety potevamo saggiare le potenzialità di Labo e dare sfogo alla nostra creatività, e con il Robot potevamo impegnarci un un progetto più “maturo”, con il Vehicle facciamo un passo in avanti coniugando entrambi quei mondi.

Nella scatola troviamo un volante, una cloche per gli aerei e un accrocchio per un sottomarino. Tre controller per tre veicoli diversi e un'affascinante idea di design alle spalle.

Fra tutti gli affari di cartone che Nintendo mi ha fatto costruire, questi tre non solo sono i più belli (tanto da essersi meritati una mensola intera in casa mia), ma sono anche i più geniali a livello di meccanismo nonché i più divertenti da costruire.

Anche lato software Nintendo ha deciso di fare un salto in avanti proponendo finalmente una pool di minigiochi valida, non destinata solamente ad un pubblico di bambini ma anche a ragazzotti più attempati come me che finalmente hanno trovato qualche ora di utilizzo in più a Labo.

Se con i primi due kit, concluse le ore di costruzione ho smesso completamente di utilizzare i ToyCon (salvo il funzionamento iniziale dei singoli giochetti) passando un numero cospicuo di ore con il Garage e la mia fantasia, con questo terzo kit oltre alle ore in compagnia delle istruzioni di montaggio, ne ho passate diverse con il software proposto.

Stanno benissimo!

Diciamoci la verità, l'offerta è comunque molto ridotta e gran parte di essa è destinata ad un pubblico di bambini, ma vi sono comunque piccoli missioni da fare nella modalità avventura che riescono a strappare più di un sorriso anche ai più grandicelli. Senza dimenticare la compatibilità con Mario Kart 8 che gli da quel valore aggiunto mancante.

La verità è che l'utilizzo di questi ToyCon è decisamente più divertente del previsto: non c'è bisogno di strafare nella preparazione e le modalità d'uso sono banali così rendere piacevolissima l'esperienza di gioco.

Non solo, i pezzi risultanti sono così solidi e “interattivi” che il piacere è doppio.

L'esempio principale è il pedale di accelerazione che appare molto solido e robusto ma che da il meglio di se con l'utilizzo: un semplice elastico che definisce la pressione e l'accelerometro del JoyCon la fanno da padrona.

A questo aggiungiamo l'HD Rumble che ci regala un'insolita sensazione di benessere mentre schiacciamo e il gioco è fatto.

A me queste immagini pubblicitarie fanno morire.

Non so descrivere troppo bene quello che si prova utilizzando questi tre nuovi ToyCon (quattro contando il pedale), so solo che è piacevolissimo, divertente e, semplicemente, da provare.

Non avrei dubbi sul dover consigliare questo kit rispetto ai primi due: un bambino, probabilmente, avrà più piacere a costruirsi un volante e sfrecciare su un fuoristrada, e un adulto non potrà che godere di fronte alle idee di design che vivono all'interno dei controller appena costruiti.

Un sistema di leve, elastici ed ingranaggi che non pensavo potesse essere creato con dei semplici pezzettoni di cartone che sottolinea, ancora una volta, come il limite sia semplicemente quello della fantasia.

Sì, Nintendo lo ha fatto di nuovo rivoluzionando nel suo piccolo la concezione che abbiamo noi tutti dei videogiochi e delle periferiche che utilizziamo quotidianamente. Labo è un prodotto eccezionale che spinge la fantasia al limite, che stimola la creatività e che ci fa scoprire un mondo che forse abbiamo imparato ad ignorare crescendo.

Ancora una volta ho sorriso di gusto “videogiocando” senza uno schermo, “videogiocando” con in mano del cartone da modellare e incastrare, “videogiocando” sul pavimento di casa immaginando mondi, rumori e situazioni che il mondo videludico non può regalare.

Ancora una volta Nintendo mi ha riportato bambino e, ancora una volta, non posso che inchinarmi di fronte al loro genio che con Labo ha trovato una delle sue massime espressioni.