Quando recensisco un titolo, una delle cose su cui mi concentro maggiormente è l’intento di trovare un equilibrio tra oggettività e spontaneità. Per il genere gestionale ho stabilito che uno dei criteri su cui basarmi per riuscirvi è cercare di capire quanto io mi sia effettivamente estraniata dalla realtà nel tentativo di tenere tutto sotto controllo. Se allo stesso tempo ogni clic del mouse mi procura una scarica di adrenalina che Leonardo DiCaprio in The Wolf of Wall Street levati, si può dire che gli sviluppatori di Two Point Hospital hanno centrato il bersaglio.

Two Point Studio, infatti, strizzando l’occhio al celebre Theme Hospital – di cui questo titolo rappresenta una sorta di erede spirituale – è riuscita a coniugare il giusto grado di sfida con quello di divertimento, senza perdersi in tecnicismi che avrebbero potuto renderlo inutilmente elitario.

Scopo del gioco è quello di costruire e gestire una rete di ospedali, assecondando le esigenze sanitarie dell’immaginaria popolazione di Two Point (e se avete pensato che il nome, come quello del titolo sia un pochino autocelebrativo non siete i soli, N.d.A.). Il giocatore è tenuto a sviluppare un ospedale alla volta e appena raggiungerà gli obiettivi base guadagnerà una stellina di merito e potrà procedere a quello successivo (anche se in ogni caso potrà decidere di continuare a gestire lo stesso ospedale portandolo fino a tre stelline).

La forza del titolo, come accennato in precedenza, è quella di riuscire a bilanciare la componente costruttiva (infermeria, reparti e addirittura nuove ali) con la parte che riguarda la simulazione economica. Sarà sì necessario tenere d’occhio le spese e far quadrare i conti ma ci renderemo presto conto che il sistema non prevede niente di troppo complicato, anche nel caso di giocatori poco avvezzi al genere. Tutto ciò mantenendo il giusto grado di ironia in ogni componente (dai nomi delle malattie fino alle semplici note didascaliche passando per speaker radiofonici piuttosto svalvolati).

Two Point Hospital
Siete pregati di cogliere la citazione.

Il nostro approccio al titolo avviene in maniera graduale e senza scossoni, con un tutorial introduttivo che riesce allo stesso tempo ad essere un primo livello degno del proprio nome. Inizieremo, infatti, da una struttura piuttosto piccola, senza la possibilità di acquistare altri lotti (cosa che accadrà, invece, fin dal livello successivo). Anche l’afflusso dei pazienti sarà piuttosto esiguo, in modo da favorire completamente il giocatore nei suoi primi passi.

Inizieremo dalle azioni più basilari come posizionare una reception e la stanza del medico di base per le prime diagnosi (a tal proposito ci verrà insegnato come creare una stanza ovvero semplicemente definendone l’estensione e posizionandovi gli elementi chiave già prestabiliti), ma presto dovremo avere a che fare con cose più essenziali – il bagno, ad esempio – o avanzate (stanze diagnostiche, reparti per il ricovero dei pazienti, stanze per permettere al personale di svagarsi e quant’altro). Ogni stanza, inoltre, avrà una dimensione minima richiesta ma potrà essere altresì espansa per aumentarne il prestigio (e, di conseguenza, il valore dell’ospedale).

Anche il sopracitato personale – diviso in medici, infermieri, assistenti ed inservienti - andrà gestito a 360 gradi: si partirà dall’assunzione secondo lo stipendio richiesto e le caratteristiche individuali che renderanno alcune persone più adatte di altre a ricoprire una determinata mansione, fino al licenziamento vero e proprio (sottolineato da frasi volte a farci desistere dal nostro intento), passando attraverso varie fasi come la gestione delle pause e gli aumenti di stipendio.

Che ospedale sarebbe, però, senza pazienti? Ed è proprio tramite loro e le malattie che li accompagnano che il titolo assume le sfaccettature che lo rendono simile ad un cesto di ciliegie da cui non si può fare a meno di attingere. Si va dalle labbra freudiane (ovvero dall’irrefrenabile impulso di arricciare le labbra di fronte ad una macchina fotografica) fino alla cefalea a bulbo, che costringerà i pazienti a girare con delle lampadine al posto della testa e noi a svitargliela. Letteralmente.

I pazienti, in ogni caso, dovranno seguire un iter, che li porterà dalla diagnosi alla cura. Talvolta, però, si fermeranno prima, morendo. I pazienti morti possono altresì divenire fantasmi quindi assicuratevi di avere un’assistente con l’abilità di acchiappafantasmi per liberarvene in fretta.

Two Point Hpspital
Tutti conosciamo qualcuno che soffre di questa patologia.

Scopo del gioco, come dicevamo in precedenza, è quello di completare determinati obiettivi, magari portando a termine anche compiti extra. Questi ultimi – che potranno anche non essere accettati – daranno ricompense aggiuntive utili alla nostra ascesa al potere. Inoltre saranno presenti eventi casuali come le visite alla struttura da parte di un ispettore sanitario, di una star o di un giornalista (e anche in questo caso potremmo essere lautamente ricompensati).

Per quanto concerne il lato economico sarà sufficiente gestire al meglio le nostre finanze, limitandoci a tenere i bilanci in attivo. I nostri guadagni deriveranno sia da eventuali ricompense provenienti dal pagamento dei singoli interventi da parte dei pazienti che dalla vendita di giornali, snack e bibite. Sebbene sia possibile chiedere prestiti con tasso di interesse al limite del proibitivo, noteremo che stando attenti a non sperperare denaro (ad esempio alzando oltremodo gli stipendi o assumendo troppo personale in esubero), la richiesta di un prestito si rivelerà essere un semplice atto di pigrizia per non attendere il minuto necessario a racimolare il capitale sufficiente ad evitarne la domanda.

Sebbene la semplicità sia un bene per quanto riguarda la gestione economica, potrebbe non esserlo altrettanto quando parliamo di altri fattori. Il giudizio dei pazienti nei confronti delle varie strutture, ad esempio, è influenzato da pochissimi fattori sine qua non(come noia o mancanza di servizi igienici). La mancanza di ulteriori aspetti da tenere in considerazione, però, fa sì che una volta impostata la gestione degli elementi chiave dovremo fare davvero poco per mandare avanti la nostra struttura (anche se va detto che con il procedere dei livelli questo aspetto si farà sentire sempre meno).

Tutto questo è corredato da una grafica accattivante che strizza l’occhio ai titoli capostipite del genere, senza perdere la definizione e la nitidezza che caratterizzano i giochi di questi ultimi anni. Anche il comparto sonoro risulta sorprendente grazie a brani swing che si integrano perfettamente nell’atmosfera ironica che permea il titolo, intervallati da annunci radiofonici ad opera di speaker un po’ sopra le righe. Non convince, invece, il multiplayer: è vero che ci viene data la possibilità di sfidare degli amici ma l’impressione è che manchi mordente, con sfide poco approfondite (anche se speriamo che questa sezione possa ricevere qualche ritocchino in futuro).

Per concludere, quindi, Two Point Hospital è il titolo giusto sia per i nostalgici del genere che per i neofiti. Ironico, colorato e semplice pur senza perdere il giusto grado di progressione saprà intrattenere anche chi storceva il naso pensando a quella vecchia gloria di Theme Hospital.

Disponibile per PC.

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